Tributi news del 28 gennaio 2026

Mai accertamenti creati dall’IA. Imu, Tari e multe, rottamazione per tutte le entrate dei Comuni. Comuni, condoni anche in caso di liti pendenti. Rottamazione in area privata. Contraddittorio preventivo, un aiuto in più dalla verbalizzazione

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Mai accertamenti creati dall’IA

Accelerare sui rimborsi fiscali per immettere liquidità nel tessuto economico e contrastare l’evasione. L’Agenzia delle entrate sta procedendo in modo spedito su quella che è considerata una priorità d’azione se è vero che nel 2025 sono stati effettuati più di 4 milioni di rimborsi (200.000 in più rispetto al 2024) che hanno erogato 26 miliardi di euro a famiglie e imprese, ovvero 2 miliardi in più rispetto al 2024. E due milioni e mezzo di cittadini, che non avevano indicato un datore di lavoro per l’accredito in busta paga, hanno ricevuto il rimborso direttamente dall’Agenzia, entro pochi mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Mentre sull’uso dell’intelligenza artificiale da parte del fisco, i contribuenti potranno stare tranquilli: “non ci sarà mai nessuna macchina che sforna accertamenti a go-go.Lo ha chiarito il direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone, al Videoforum dei commercialisti organizzato da ItaliaOggi con il patrocinio della Cassa dei ragionieri.

Imu, Tari e multe, rottamazione per tutte le entrate dei Comuni

Per i Comuni è esclusa qualsiasi possibilità di decidere la rottamazione di debiti fiscali affidati all’agenzia delle Entrate Riscossione, agganciandosi alla sanatoria nazionale numero cinque. Ma per il resto, le amministrazioni locali hanno autonomia piena nelle decisioni sulle eventuali definizioni agevolate da concedere ai propri cittadini per Imu, Tari o anche tariffe dei servizi come l’asilo nido o la mensa scolastica: a patto di mantenere intatta la quota capitale, circoscrivendo quindi gli sconti parziali o totali a interessi e sanzioni, e di non mettere a repentaglio la sostenibilità finanziaria dell’operazione; sostenibilità che andrà certificata dai revisori dei conti, meglio se aiutati da una sorta di relazione tecnica comunale con cui l’ente stima il potenziale tasso di adesione, i possibili incassi e gli impatti sul bilancio.

Comuni, condoni anche in caso di liti pendenti

Enti, condoni fai da te applicabili (non senza difficoltà) anche in caso di lite pendente. Lo chiarisce l’IFEL nella nota di approfondimento dei commi 102-110 della L. 199/2025. Tale disciplina reintroduce la possibilità per regioni, città metropolitane, province e comuni di disciplinare autonomamente a regime forme di definizione agevolata delle proprie entrate, tributarie e patrimoniali. La norma, già inserita nel decreto legislativo di attuazione della delega fiscale sulla fiscalità locale tuttora in corso di esame, diventa ora immediatamente operante. Le nuove norme, tuttavia, pongono numerose difficoltà applicative, solo in parte superabili in via interpretativa. Fra queste, appunto, la possibilità di varare il “condono” anche in presenza di una lite pendente. Sul punto, IFEL ritiene ancora vigenti le disposizioni recate dall’art. 13 della L. 289/2002, il quale aprirebbe alla possibilità di una lettura estensiva della normativa introdotta con l’ultima manovra.

Rottamazione in area privata

La comunicazione delle somme dovute per la rottamazione in caso di richiesta di adesione nell’area riservata non sarà trasmessa più via email o pec al debitore ma sarà prelevabile unicamente in modalità nella sua area privata. Il prospetto informativo invece ovvero il documento con i carichi definibili, ha “data certa” e rileva eventuali pagamenti effettuati dai debitori se recepiti dal riscossore entro il giorno indicato di elaborazione.Inoltre le cartelle comprensive di debiti rottamabili e non riportano la dicitura “parzialmente definibile” con gli importi esposti nel prospetto che fanno unicamente riferimento alle poste definibili e che possono quindi essere richiesti in definizione agevolata.

Contraddittorio preventivo, un aiuto in più dalla verbalizzazione

Durante la fase istruttoria è possibile vi siano incontri interlocutori. È buona prassi, al termine di ogni incontro, pretendere che, seppur riassuntivamente, venga verbalizzato tutto quanto discusso tra le parti, a questa specifica richiesta formulata al termine di un incontro regolarmente fissato e svoltosi, l’ufficio non può opporre un rifiuto. Nel caso prospettato, mancando le verbalizzazioni, la posizione del contribuente risulta molto indebolita, egli può sicuramente far presente l’accaduto ma dal punto di vista probatorio dimostrarlo è complesso potendosi unicamente avvalere di un’eventuale prova testimoniale dei soggetti presenti ai sensi della legge 130 del 31 agosto 2022 recante «Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributario.