Stampa & Tributi del 31 ottobre 2025

Evasione, il Sud è cintura nera. Niente incentivi alle ragionerie. Dl anticipi, torna il doppio aumento dell’imposta di soggiorno. In arrivo 100 milioni per i Comuni digitali.

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Evasione, il Sud è cintura nera

A l Sud un euro su sei sfugge al fisco: l’economia non osservata pesa per il 16,5% del valore aggiunto prodotto, mentre a livello nazionale è al 10,2%. Ma il gap Iva resta più alto nel Nord-Ovest, con il 30% del totale nazionale. È quanto emerge dalla Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva 2025, pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che riporta le stime aggiornate al 2022 elaborate sulla base dei Conti economici territoriali dell’Istat. Come detto, nel 2022 l’incidenza complessiva dell’economia non osservata sul valore aggiunto nel Mezzogiorno ha raggiunto il 16,5% del totale. Il Centro Italia segue con l’11,7%, mentre nel Nord-Est e nel Nord-Ovest le quote risultano rispettivamente al 9,4% e all’8,9%. A livello nazionale, la componente più pesante del sommerso è la sotto-dichiarazione del valore aggiunto, che da sola rappresenta circa due terzi dell’economia non osservata. Nel 2022 questa voce ha inciso per il 7,7% del valore aggiunto nel Mezzogiorno, mentre il livello più basso si è registrato nel Nord-Ovest, con il 4,6%.

Niente incentivi alle ragionerie

N on è possibile attribuire ai dipendenti dei settori finanziari gli incentivi per le funzioni tecniche in relazione alle attività ordinarie svolte dalle ragionerie. Torna a ribadirlo la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Liguria, che col parere 27 ottobre 2025, n. 77, non accoglie l’istanza di segno contrario presentata dal comune di Genova. Il collegio riconosce che le attività finanziarie sono complesse ed hanno indubbia rilevanza, oltre a rivelarsi necessario “in senso lato al buon fine della procedura”.

Dl anticipi, torna il doppio aumento dell’imposta di soggiorno

Nella sua versione finale, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nella tarda serata di mercoledì, il decreto economia approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre si è gonfiato fino a raggiungere un peso da 2,17 miliardi di euro. Il grosso, 1,8 miliardi, va a Rete ferroviaria italiana, per irrobustire i fondi della manutenzione straordinaria. Ma nel provvedimento il Governo rimette mano al portafoglio anche per pagare i debiti prodotti dalle sentenze che lo hanno visto soccombere. Il filone normativo è quello appena inaugurato dalla legge di bilancio, con il fondo una tantum da 2,2 miliardi per i rimborsi dell’addizionale Irap sui dividendi delle parecipate estere di banche e società italiane bollata come illegittima dalla Corte di giustizia Ue. L’assegno più consistente firmato con il decreto, 110 milioni, va al ministero della Salute, per pagare le sanzioni prodotte dalle sentenze che l’hanno condannato nei casi di emotrasfusione con sangue infetto, attribuendogli una responsabilità per omessa vigilanza confermata dalla Cassazione nell’ordinanza 15756 del 12 giugno 2025. Altri 40 milioni prendono la via del Comune di Catania, che nel tempo ha maturato un debito da 104 milioni con Banca Sistema, mai pagato dall’ente finito in dissesto nel 2018. La Banca si era rivolta alla Cedu, che ha riconosciuto nella vicenda una violazione del diritto all’equo processo fissato dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo (articolo 6), e il tutto è sfociato in un decreto ingiuntivo a Palazzo Chigi del Tribunale di Roma.

In arrivo 100 milioni per i Comuni digitali

Arrivano altri 100 milioni per la trasformazione organizzativa e digitale dei Comuni. A contenderseli saranno gli enti fra 5mila e 25mila abitanti, chiamati a partecipare all’avviso pubblico «risorse in Comune» promosso dalla Funzione pubblica insieme a Consip, Invitalia e Formez. I 100 milioni sono messi a disposizione del Pnrr (missione 1, componente 1, investimento 2.3), e potranno essere utilizzati per l’acquisto di «hardware e software innovativi», la riorganizzazione degli spazi di lavoro e l’adozione di nuovi modelli organizzativi. «Con questo ulteriore tassello continuiamo nel percorso di accompagnamento dei nostri comuni per offrire servizi sempre piú efficienti ai nostri utenti», sottolinea il ministro per la Pa Paolo Zangrillo. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è quello di mettere i Comuni medio piccoli nelle condizioni di garantire tempi più rapidi e procedure semplificate, per offrire a cittadini e imprese servizi di maggiore qualità. L’adesione potrà essere presentata fino al 10 dicembre. E a guidare la gestione delle domande sarà la nuova piattaforma di collaborazione SharePa, realizzata dalla Funzione pubblica con il supporto di Invitalia.