Stampa & Tributi del 30 luglio 2025

Concorso alla finanza pubblica sul modello delle regioni- Tarsu, accertamento illegittimo se generico e e il calcolo dell’imposta non è corretto.Tari, delibere da motivare. #newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi

Riforma fiscale, rischio stallo sul federalismoFacoltativa la notifica impersonale e collettiva agli eredi del contribuente La richiesta di documenti non blocca il ravvedimento

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Il video

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Il podcast

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Riforma fiscale, rischio stallo sul federalismo

Il decreto dedicato dalla riforma fiscale ai tributi locali arriva oggi in conferenza Unificata al confronto politico con i diretti interessati, Regioni ed enti locali. Ma il giudizio maturato fin qui da presidenti e sindaci è freddissimo sullo snodo politicamente più delicato, quello del federalismo fiscale che è scritto in Costituzione dal 2001 ma fin qui ha stentato parecchio a mostrare qualche risvolto pratico: e, stando al dibattito maturato fino alla vigilia di ieri, in cui la nuova riunione dei tecnici non ha offerto passi avanti, rischia di stentare ancora. Il provvedimento è quello approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri il 9 maggio scorso, e fin qui rimasto in naftalina ben oltre i termini ordinari scritti nel calendario della delega fiscale che avrebbero chiesto alle Camere di esprimere il proprio parere entro il 18 luglio prima di rimandare il testo a Palazzo Chigi per il via libera definitivo. L’ostacolo non è negli articoli che fin qui hanno dominato le cronache sul tema, a partire dalla possibilità offerta ai Comuni e agli altri enti territoriali di introdurre sanatorie per i propri tributi in autonomia, senza dover aspettare le rottamazioni nazionali come accade oggi. Niente da eccepire è stato sollevato nemmeno per la riforma del fisco sulle auto, né sulle altre misure per favorire la riscossione, giudicate semmai poco incisive da molti degli addetti ai lavori

Facoltativa la notifica impersonale e collettiva agli eredi del contribuente

La Corte di cassazione è tornata sulle regole di notificazione degli atti impostivi nel caso di decesso del contribuente, scrutinando le previsioni dell’articolo 65 del Dpr 600/1973. La questione affrontata dalla sentenza n. 11097/2025 riguarda la notifica di un avviso di accertamento in materia di tributi locali, intestato a un contribuente defunto; la stessa deve essere effettuata impersonalmente e collettivamente agli eredi, presso l’ultimo domicilio del de cuius, qualora questi non abbiano presentato la comunicazione prevista dall’articolo 65 citato, in base al quale gli eredi del contribuente devono comunicare all’ufficio delle imposte del domicilio fiscale del dante causa le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. La comunicazione può essere presentata direttamente all’ufficio o trasmessa mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso si intende fatta nel giorno di spedizione

La richiesta di documenti non blocca il ravvedimento

Il ravvedimento speciale previsto nell’iter di conversione in legge del decreto fiscale (Dl 84/2025) non si perfeziona se il pagamento, in unica soluzione o della prima rata delle imposte sostitutive, è successivo alla notifica di processi verbali di constatazione o schemi di atto di accertamento, di cui all’articolo 6-bis della legge n. 212 del 2000, ovvero di atti di recupero di crediti inesistenti. Rimane dunque, anche nel ravvedimento speciale bis, la causa di sbarramento legata all’avanzare di una procedura di accertamento sulla singola annualità che per inibire la sanatoria deve in ogni caso manifestarsi nei modi e nelle forme sopra richiamati. Di converso se il contribuente dovesse essere raggiunto da un semplice invito/richiesta di documentazione che poi entro il 31 dicembre 2025 non sfocia in alcuno degli atti enunciati, nulla osterebbe al perfezionamento della sanatoria