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AdE al pomeriggio, no delle sigle.
Carenze di personale negli uffici territoriali, già sovraccarichi di lavoro per l’aumento di istanze da parte di professionisti e contribuenti. Organici ridotti all’osso, per effetto dei pensionamenti e del blocco del turnover, che i recenti concorsi non sono riusciti a reintegrare, soprattutto negli uffici locali. E due espressioni (“costo zero” e “volontarietà”) che contrastano con il benessere organizzativo e puntano a dividere il personale privilegiando gli interessi individuali a scapito del lavoro di gruppo. Sono alcune delle ragioni per cui tutti i sindacati dell’Agenzia delle entrate (Cisl Fp, Flp, Confsal/Unsa, Uil Fp e Confintesa Fp) hanno bocciato all’unisono (chiedendo il ritiro dell’iniziativa e la convocazione di incontro sindacale che dovrebbe tenersi il 9 settembre con la direttrice centrale risorse umane Laura Caggegi) l’apertura pomeridiana degli sportelli che sarebbe dovuta partire dal 1° settembre nei capoluoghi di regione e nei principali capoluoghi di provincia (in totale 160) e invece risulta già operativa solo in pochi uffici
Irretroattività delle nuove sanzioni tributarie in contrasto con il diritto Ue
La previsione di irretroattività delle sanzioni tributarie più favorevoli al contribuente (in deroga al principio del favor rei), introdotta dalla legge di riforma del sistema sanzionatorio, è illegittima in quanto contrasta con il diritto dell’Unione europea. È, nel succo, quanto hanno affermato i giudici della Cgt della Lombardia con la recente sentenza n. 1616/2026 (presidente Izzi, relatore Nola), che risulta essere tra le prime sentenze di questo tenore di una corte di secondo grado. Alla luce di quanto sopra, i giudici hanno pertanto ritenuto nel caso in esame che l’articolo 5 in commento dovesse essere disapplicato con obbligo dell’ufficio di rideterminare le sanzioni secondo il regime più favorevole. Occorre rammentare che anche la Corte di giustizia di primo grado di Roma, con la sentenza n. 2288 del 16 febbraio 2026, ha ritenuto illegittimo l’articolo 5 richiamato per contrasto con il diritto dell’Unione europea. Occorrerà vedere ora come la Corte di cassazione si esprimerà in futuro sulla questione.
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Il video
https://www.youtube.com/watch?v=O5Eo1y6cCa8
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