Comuni, capacità fiscale a 27,2 miliardi (+0,6 mld)Cartelle, arretrati senza freni: 1.331 miliardi di mancati incassi
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Comuni, capacità fiscale a 27,2 miliardi (+0,6 mld)
L a capacità fiscale dei comuni è salita a 27,2 miliardi, +0,6 miliardi rispetto allo scorso anno. L’aumento è legato principalmente alla crescita delle basi imponibili, del gettito Irpef e della capacità residuale. È questo il quadro delineato da Maria Teresa Monteduro, direttrice della Direzione Studi e ricerche economico-fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, intervenuta in audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. L’occasione è stata l’esame dello schema di decreto ministeriale relativo all’approvazione della stima delle capacità fiscali per singolo comune delle regioni a statuto ordinario. “Nel 2026 la capacità fiscale dei comuni è stimata nel totale a 27,2 miliardi di cui 20,3 miliardi sono l’importo al netto della componente dei rifiuti. Rispetto al 2025 abbiamo un aumento di circa 0,6 miliardi e questo incremento è dovuto principalmente alla crescita delle basi imponibili, e quindi del 28/05/26, 07:45 Comuni, capacità fiscale a 27,2 miliardi (+0,6 mld) https://edicoladigitale.italiaoggi.it/class/pageflip/swipe/italiaoggi/20260528italiaoggi#/26/ 1/2 gettito standard dell’Irpef, e all’aumento della capacità fiscale residuale che riflette anche le innovazioni metodologiche che abbiamo introdotto quest’anno” ha detto Monteduro
Cartelle, arretrati senza freni: 1.331 miliardi di mancati incassi
La strategia del Governo fondata sull’emersione dei redditi imponibili nasce dalla constatazione che il recupero ex post rappresenta una sfida spesso improba. Per capire il grado di difficoltà di questa battaglia c’è un dato più efficace di tutti, offerto dal ciclopico «magazzino» degli arretrati della Riscossione. Per tutto il 2025 si è discusso in commissione Finanze al Senato delle possibili strategie per ridurlo, in un ciclo di audizioni che ha coinvolto tutti i vertici dell’amministrazione e, in attuazione di una norma scritta nella delega per la riforma fiscale, ha impegnato per mesi una commissione tecnica chiamata a proporre soluzioni rimaste per ora lettera morta. Ma mentre a Palazzo Madama si discuteva, il magazzino cresceva: e nel 2025 ha cumulato altri 59,5 miliardi, che hanno portato la montagna degli arretrati a toccare quota 1.331 miliardi: il 4,4 per cento in più rispetto all’anno precedente. Il dato, che si legge nella bozza definitiva del piano dell’agenzia delle Entrate-Riscossione che sarà allegato alla convenzione 2026/28 con il ministero dell’Economia, spiega con una certa efficacia che il diluvio di rottamazioni, rateazioni, saldi e stralci e definizioni agevolate in genere che ogni Governo ha offerto negli ultimi anni ai contribuenti non è riuscito a scalfire il colosso in continua crescita degli arretrati. La loro mole carica un peso aggiuntivo sull’attività della riscossione, chiamata a gestire un’infinità di partite in cui le cui speranze di incasso si spengono con il tempo
