Stampa & Tributi del 28 Luglio 2026

Federalismo fiscale in due tappe, intesa difficile con gli entiAmco, la riforma punta al decreto legge p.a.Comuni “ricchi” , dal Fsc nessun trasferimentoTrasparenza amministrativa, interoperabilità banche dati e controllo diffuso:l’Anac chiede una rettifica della riforma#newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi

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Federalismo fiscale in due tappe, intesa difficile con gli enti

Il capitolo federalista della delega fiscale si risveglia dopo quasi 15 mesi di letargo. E approda oggi in Conferenza Unificata alla ricerca dell’intesa con Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni: cioè con i diretti interessati al “nuovo” impianto del fisco federale. Per superare l’opposizione netta da parte di presidenti e sindaci che ha di fatto messo nel congelatore la riforma, il testo si presenta ora in forma riveduta e corretta rispetto a quella approvata dal consiglio dei ministri del 9 maggio 2025; al punto che il decreto legislativo è atteso domani per un nuovo passaggio in un consiglio dei ministri riunito ad hoc. Ma le previsioni della vigilia, a valle della riunione tecnica di ieri pomeriggio fra i rappresentati degli enti territoriali e i vertici di Affari regionali e ministero dell’Economia con la Ragioniera generale Daria Perrotta, non puntano verso l’accordo. Oggetto del contendere, ovviamente, sono i soldi.Il nuovo testo arricchisce il dare-avere fra Stato ed enti territoriali, senza però soddisfare le (costose) richieste avanzate dalle autonomie.

28/07/26, 07:05 Amco, la riforma punta al decreto legge p.a.

Amco, la riforma punta al decreto legge p.a.

L’ affidamento ad Amco della riscossione locale dei comuni più in difficoltà nell’incassare tasse e multe, inciampa ancora una volta. L’emendamento con i nuovi criteri sembrava pronto per essere recepito nel decreto legge infrastrutture-Pnrr (dl n.107/2026) che ieri ha ottenuto il via libera dalla commissione bilancio della Camera. Ma alla fine non è stato presentato. Essendo stato considerato troppo eterogeneo rispetto al decreto legge, oggi al voto dell’aula di Montecitorio (molto probabilmente senza fiducia), il nuovo testo troverà posto molto probabilmente nel decreto legge Pa che il governo ha in lavorazione per l’ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva. Un decreto legge molto atteso 28/07/26, 07:05 Amco, la riforma punta al decreto legge p.a. https://edicoladigitale.italiaoggi.it/class/pageflip/swipe/italiaoggi/20260728italiaoggi#/20/ 1/2 che conterrà una corposa sezione dedicata agli enti locali con la tanto sospirata abolizione dei tetti di spesa per il personale, ancor oggi ancorati a parametri molto risalenti nel tempo (2011-2013 e addirittura 2008 per i piccoli comuni).

Comuni “ricchi” , dal Fsc nessun trasferimento

In realtà, per alcuni comuni il conto è ancora più salato perché alla trattenuta base (riportata nell’allegato 1) se ne aggiunge una ulteriore indicata nell’allegato 4. Si tratta dei comuni con fsc negativo, per i quali, quindi, non è prevista nessuna assegnazione, bensì una ulteriore decurtazione delle proprie entrate. Si tratta essenzialmente degli enti che presentano un’elevata incidenza di seconde case e che pagano un pesante scotto in quanto considerati, da questo punto di vista, “ricchi”. Scorrendo il lungo elenco, troviamo, ad esempio, S. Margherita Ligure, che oltre a pagare circa 2,5 milioni come trattenuta base ne deve lasciare altri 5,6. Ma anche fra gli enti “a credito”, vi sono differenze non da poco: Milano riceve poco più di 1,2 milioni, meno del 1% di Torino, cui spetta un assegno da oltre 172 milioni. Le motivazioni di simili divari sono essenzialmente tecniche, anche in passato non sono mancate le polemiche politiche, anche vivaci, a fronte di quelle che venivano interpretate come disparità di trattamento.

Trasparenza amministrativa, interoperabilità banche dati e controllo diffuso:l’Anac chiede una rettifica della riforma

L’Atto di segnalazione n. 3 del 7 luglio 2026, approvato dal Consiglio dell’autorità nazionale anticorruzione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera g), della legge n. 190/2012, offre l’occasione per una riflessione di carattere sistematico sull’evoluzione della disciplina della trasparenza amministrativa dopo le modifiche introdotte dall’articolo 8 del decreto legge 19/2026, convertito dalla legge 50/2026. L’atto va letto ben oltre la sua funzione di mera segnalazione al parlamento. Esso costituisce, infatti, una presa di posizione istituzionale sul delicato equilibrio tra due esigenze entrambe costituzionalmente rilevanti: da un lato la semplificazione dell’azione amministrativa, oggi fortemente incentivata dal Pnrr e dal processo di trasformazione digitale della pubblica amministrazione; dall’altro la garanzia dell’effettività della trasparenza quale strumento di prevenzione della corruzione, di accountability e di controllo diffuso sull’esercizio della funzione pubblica.