Tributi locali e multe: l’antievasione paga, a Napoli recuperati 275,9 milioni. Il Testo unico accertamento amplia i casi di nullità degli atti. Torna in gioco la rottamazione 4. I comuni: sostituire Ader con Amco. Canoni comunali, operatori telefonici e tutela della concorrenza.
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Tributi locali e multe: l’antievasione paga, a Napoli recuperati 275,9 milioni
In questo periodo «Napoli Obiettivo Valore», la società creata per far camminare gli obiettivi del Patto, ha gestito 1,86 milioni di pratiche, per un valore complessivo da 1,67 miliardi (a livello locale le singole partite sono ultraleggere, sotto i mille euro medi, moltiplicando le difficoltà) e con incassi che finora arrivano a 275,9 milioni di euro. Sono numeri imponenti per un singolo Comune, e non definitivi perché i lavori sono ovviamente in corso. Ma le percentuali di riscossione già mostrano un’accelerazione potente. Il panorama di queste entrate è diviso in due. I recuperi coattivi, che scattano quando i contribuenti non si adeguano spontaneamente ai propri obblighi tributari, hanno fin qui incassato 158,9 milioni di euro su 1,15 milioni di ingiunzioni, con un tasso di riscossione che va dal 15,7% nelle entrate extratributarie (multe, rette, canoni e così via) al 20,9% delle tributarie, rappresentate principalmente da Imu e Tari. Nel consuntivo del 2019, giusto per fare un confronto, lo stesso indicatore era al 7% per l’Imu, al 3% per la Tari mentre per le multe si attestava a un rotondo zero per cento. I soli accertamenti hanno prodotto gli altri 117 milioni di incassi, con un tasso di adesione che nella Tari vola al 28,3%.
Il Testo unico accertamento amplia i casi di nullità degli atti
L’adozione del nuovo Testo unico in materia di adempimenti e accertamento solleva alcune perplessità, con riferimento alla disciplina delle invalidità degli atti dell’amministrazione finanziaria. Il problema emerge con evidenza se si considera il coordinamento – tutt’altro che lineare – con le recenti modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente, introdotte dal Dlgs n. 219/2023. L’introduzione degli articoli 7-bis e 7-ter nella Legge 212/2000, da parte di tale dlgs, ha segnato una svolta nella sistematizzazione dei vizi degli atti tributari. In particolare, l’articolo 7-ter ha circoscritto le ipotesi di nullità (tra le altre) ai soli casi espressamente previsti da disposizioni normative entrate in vigore successivamente al 18 gennaio 2024, mentre tutte le previsioni di nullità contenute in norme precedenti sono state, di fatto, degradate a ipotesi di annullabilità ai sensi dell’articolo 7-bis.
Torna in gioco la rottamazione 4
Riapertura della Rottamazione quater entro il 31 maggio. I versamenti delle rate in scadenza il 30 novembre 2025 e il 28 febbraio 2026, dovuti nell’ambito della definizione agevolata prevista dalla legge n. 197 del 2022, si considereranno tempestivi se effettuati integralmente entro il 31 maggio 2026. Questa la nuova versione dell’emendamento messo a punto dal responsabile fisco della Lega, Alberto Gusmeroli, per il decreto fiscale (dl n.38/2026) all’esame della commissione finanze del Senato. Rottamazione locale Nel pacchetto di emendamenti sulla Rottamazione trova conferma anche l’estensione della Rottamazione quinquies ai carichi fiscali di imposte locali ceduti all’Agenzia delle Entrate Riscossione (si veda ItaliaOggi del 24 aprile). La Lega recepisce la proposta Anci, formalizzata nel corso delle audizioni sul decreto fiscale, di fissare un termine (31 luglio 2026) entro cui gli organi consiliari o assembleari degli enti locali dovranno comunicare telematicamente ad Ade l’adesione alla procedura. I dettagli dell’operazione dovranno essere definiti con decreto del direttore dell’Agenzia che dovrà essere adottato entro il 30 giugno. Nella proposta della Lega non figura però nessun contributo per l’intervento dell’Ader (la proposta Anci prevedeva un contributo di due euro a contribuente).
I comuni: sostituire Ader con Amco
Introdurre un meccanismo di progressiva sostituzione di Ader con Amco vista l’inadeguatezza di Agenzia delle entrate Riscossione nel recuperare crediti di minore entità quali quelli affidati dai comuni e dagli enti locali. In audizione davanti alle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica 2026, l’Anci, attraverso il sindaco di Novara e delegato alla Finanza locale, Alessandro Canelli, ha confermato come la necessità di rafforzare la capacità dei comuni nel recuperare le proprie entrate sia più che mai cruciale. Nella imminente prospettiva dell’ingresso di Amco nella riscossione coattiva degli enti locali, ma soprattutto in uno scenario tendenziale per il comparto comunale che solleva molti timori sulla tenuta dell’equilibrio di parte corrente per il triennio 2026-2028 durante il quale i comuni stimano di perdere 2,2 miliardi di euro con il rischio di “comprimere ulteriormente la qualità e la quantità dei servizi fondamentali, soprattutto nei Comuni più piccoli e con minore capacità fiscale”, ha osservato Canelli.
Canoni comunali, operatori telefonici e tutela della concorrenza
La Corte di cassazione, con la sentenza 11 marzo 2026 n. 5504, ha affermato che non vi è margine per concordare alcun canone diverso dal Cup tra Comuni e operatori telefonici nemmeno nell’ambito di locazioni di beni appartenenti al patrimonio disponibile vigendo il divieto imposto dall’articolo 93 (oggi 54) del Dlgs 2003 n. 259 (codice delle telecomunicazioni) e dell’articolo 8-bis del Dl 2018 n.135. Stando alla Corte Costituzionale i limiti imposti dall’articolo 93 si giustificano in quanto posti a salvaguardia della concorrenza (Corte Costituzionale 27/07/2005 n. 336). Il citato articolo 8-bis, stando alla Cassazione, avrebbe però innovato la portata del divieto contenuto nell’articolo 93 estendendolo anche ai rapporti contrattuali riguardanti i beni patrimoniali disponibili.
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Il video
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Il podcast
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