Stampa & Tributi del 27 Marzo 2026

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Recupero Ici 2006-2011, dopo la proroga molti i nodi da sciogliere

Recupero Ici 2006–2011 degli enti non commerciali: insieme ai codici tributo arriva la proroga del termine, necessaria per assicurare certezza nell’adempimento. L’annunciato differimento di sei mesi (al 30 settembre) della scadenza per la presentazione della dichiarazione, atteso a breve anche sul piano formale, interviene in un contesto in cui gli enti interessati erano ancora impegnati nella compilazione del modello dichiarativo a fronte di diversi profili di incertezza applicativa. In tale prospettiva, la proroga può rappresentare l’occasione per consolidare, con interventi di prassi mirati, un quadro interpretativo stabile e coerente, coniugando in tal modo l’esigenza di recuperare un aiuto di Stato dichiarato illegittimo con quella, parimenti rilevante, di assicurare agli enti interessati certezza del diritto e sostenibilità degli adempimenti.

Fisco sempre più online

L’ Agenzia delle entrate è sempre più online: rispetto al 2024 si riduce nel 2025 il numero dei servizi erogati “fisicamente” presso gli uffici territoriali e aumentano invece quelli “dematerializzati” e prestati in assistenza telefonica (+1,2 milioni di utilizzi circa), videochiamata (+30mila appuntamenti circa) e tramite pec (+ 600mila lavorazioni circa). Stessa dinamica è riscontrabile anche per i servizi prestati dall’agenzia delle entrate riscossione con gli appuntamenti in ufficio che restano numericamente stabili (1,7 milioni) mentre aumentano gli utilizzi dello sportello online di circa 40mila operazioni e tramite il servizio “contattaci” che passano da 278 mila del 2024 a 315 mila del 2025. Questo è uno dei principali dati relativi ai servizi di assistenza ai contribuenti erogati nel 2025 e resi noti lo scorso 25 marzo dall’Agenzia delle Entrate nel corso di una conferenza stampa presso la Camera dei deputati, alla presenza del numero uno del Mef Giancarlo Giorgetti, e del viceministro, Maurizio Leo (si veda ItaliaOggi di ieri).

Enti religiosi, stop alle esenzioni

U n ente religioso che gestisce una casa per ferie è tenuto a richiedere ai propri clienti l’imposta di soggiorno, a prescindere dagli scopi turistici per cui viene utilizzata la struttura ricettiva. Non è prevista alcuna esenzione per gli enti ecclesiastici che gestiscono una casa per ferie. Lo ha stabilito il Tar per il Lazio, sezione seconda bis, con la sentenza 346 del 9 gennaio 2026.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=zvUUwAyXDU4

Il podcast

https://lnkd.in/dVUmTj9vi