Definizione agevolata per i carichi affidati ad Ader degli enti territoriali. Rifiuti, il Sud paga per la Tari 90 euro in più rispetto al Nord. Per il Cup tributario delibere impossibili per tutto il 2026 – Le istruzioni del Mef.
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Definizione agevolata per i carichi affidati ad Ader degli enti territoriali.
Va preliminarmente evidenziato che per gli enti territoriali l’adesione alla definizione agevolata è una mera facoltà; laddove il comune intenda procedere in tale senso deve adottare una apposita deliberazione di competenza del consiglio comunale, ai sensi dell’articolo 52 del Dlgs 446/1997, trattandosi di un provvedimento che riguarda le entrate dell’ente. Si tratta, quindi, di una delibera avente natura regolamentare che interessando (anche) le entrate tributarie, richiede il parere dell’organo di revisione economico finanziaria (articolo 239, comma 1, lettera b, punto 7, Dlgs 267/2000). Ove, invece, l’ente non intenda dare applicazione alla definizione agevolata, non è necessario adottare alcun provvedimento, visto che la norma non prevede alcun automatismo. Va chiarito altresì che la norma non consente alcuna discrezionalità in merito al contenuto e alla disciplina della definizione agevolata, potendo l’ente decidere solo se aderire o meno alla stessa, secondo la disciplina dettata dalla legge. Pertanto, non occorre alcun articolato regolamentare, ma solo un provvedimento di adesione.
Rifiuti, il Sud paga per la Tari 90 euro in più rispetto al Nord.
L’Italia migliora la sua performance nella raccolta differenziata e nel riciclo, ma il gap tra i quantitativi di rifiuti raccolti e quelli effettivamente riciclati è ancora ampio. E rimane forte il deficit impiantistico, in particolare nel Meridione, con riflessi molto significativi sui costi del servizio, sui quali impatta, e non poco, anche l’eccessiva frammentazione del servizio. Che, nel centro-sud, rinvia alla elevata presenza di gestioni le cui dimensioni non superano il territorio comunale, mentre sono ancora troppo pochi i grandi operatori industriali in grado di chiudere il ciclo. Con il risultato che il Mezzogiorno ha pagato 378 euro di Tari nel 2025 a fronte di una media nazionale di 333 euro per una famiglia di 3 componenti e un’abitazione di 100 metri quadri: 90 euro in più di quanto ha versato lo stesso nucleo al Nord (288 euro) e poco sopra l’asticella del Centro (358 euro).
Per il Cup tributario delibere impossibili per tutto il 2026 – Le istruzioni del Mef.
Il Dipartimento delle finanze, con la circolare n. 1/DF/2026, detta ai Comuni le prime istruzioni per l’approvazione e la comunicazione delle delibere regolamentari e tariffarie del Cup. Il Mef prende atto che la Cassazione, a Sezioni unite, con la sentenza n. 12225/2026 (Nt+ Enti locali & edilizia del 5 maggio), ha enunciato il principio di diritto secondo il quale il Cup «ha, in ogni caso, natura tributaria», affermando, conseguentemente, la giurisdizione del giudice tributario. Ne consegue «che l’orientamento di questa Amministrazione debba essere necessariamente riconsiderato, anche al fine di garantire uniformità di comportamento da parte degli enti locali». La circolare ministeriale si concentra sui tempi di approvazione delle delibere e sull’obbligo di trasmissione ai fini dell’efficacia delle stesse.
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Il video
https://www.youtube.com/watch?v=h2fkIALbgyE
Il podcast
https://lnkd.in/dVUmTj9vi
