Stampa & Tributi del 27 gennaio 2026

Lotta all’evasione, per il Fisco 2.300 nuove assunzioni. Rottamazione 5, no ai cinque giorni di tolleranza per il mancato pagamento della rata. Riscossione più sprint, il 90% dei crediti affidato entro 120 giorni. La nuova responsabilità erariale e l’impatto organizzativo.

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Lotta all’evasione, per il Fisco 2.300 nuove assunzioni

Non si ferma la cura ricostituente degli organici del Fisco. L’agenzia delle Entrate mette in calendario 2.300 nuove assunzioni fra quest’anno e il prossimo, nella nuova tappa di un programma di rafforzamento che nelle sue ultime tappe ha già censito 3.203 ingressi: tanto non basta, del resto, a coprire del tutto la dotazione organica, che al 31 dicembre scorso vede ancora 5.689 posti vacanti fra il personale e numerose caselle vuote anche nell’architettura della dirigenza. I numeri sono stati dettagliati dall’Agenzia guidata da Vincenzo Carbone nel Piano triennale dei fabbisogni del personale, capitolo chiave del nuovo «Piano integrato di attività e organizzazione» che fissa gli obiettivi 2026-2028 dell’amministrazione. L’integrazione dei due programmi in un documento unico, attuata a partire dal 2023 dopo la riforma approvata dal Governo Draghi per semplificare il calendario di adempimenti nella Pa, aiuta a leggere in modo più immediato il collegamento fra risorse umane e obiettivi, che nel caso delle Entrate provano a tradurre in pratica le strategie fissate dal Governo negli atti di indirizzo firmati ogni anno dal ministro dell’Economia.

Rottamazione 5, no ai cinque giorni di tolleranza per il mancato pagamento della rata

Nessuna tolleranza sui ritardi rispetto alle scadenze dei pagamenti sulla rottamazione quinquies. Si decade se non si pagano due rate nei termini. È uno degli aspetti confermati dalle risposte formulate da agenzia delle Entrate Riscossione durante un incontro con la stampa specializzata. È stato ribadito che il mancato pagamento della seconda rata entro la scadenza prevista comporta la decadenza dal piano di rateizzazione. Si conferma pertanto che, nella rottamazione quinquies, a differenza di quanto previsto nelle precedenti rottamazioni (ter e quater), non è riconosciuto alcun periodo di tolleranza di cinque giorni rispetto alla scadenza della rata. Quindi è vero, che a differenza della rottamazione quater, il contribuente non decade più a causa dell’omissione di un’unica rata ma è escluso dal beneficio solo in caso di omesso versamento dell’intero importo in caso di pagamento non rateale ovvero di due rate anche non consecutive o dell’ultima rata della dilazione.

Riscossione più sprint, il 90% dei crediti affidato entro 120 giorni

Non accumulare ritardi sulla riscossione. Nel piano 2026-2028 delle Entrate c’è un indicatore specifico proiettato sul recupero delle maggiori imposte (e non solo) contestate attraverso gli accertamenti. L’obiettivo è arrivare ad accorciare i tempi che portano all’incasso dei crediti vantati nei confronti dei contribuenti per evitare poi la “dispersione” di tempi e risorse verso il magazzino della riscossione che, secondo l’ultimo aggiornamento disponibile, contava 1.280 miliardi di euro non recuperati. Anche alla luce della riforma della riscossione che ha tagliato a cinque anni il calendario per i nuovi crediti prima di essere restituiti al mittente per lo stralcio o il riaffidamento, l’Agenzia fissa un obiettivo puntuale che riguarderà gli avvisi esecutivi, e più nello specifico i crediti affidati all’agente della riscossione entro 120 giorni dalla definitività del provvedimento di accertamento e controllo. La quota è molto elevata, partendo dall’87% del 2026 fino ad arrivare al 90% sia per il 2027 sia per il 2028. Di fatto, si tratta della quasi totalità degli importi interessati e si punta, in questo modo, a mettere in campo le azioni necessarie (comprese, quindi, misure cautelari come i fermi amministrativi e quelle esecutive come i pignoramenti) per evitare che molti contribuenti poi risultino nullatenenti, di conseguenza senza patrimoni aggredibili.

La nuova responsabilità erariale e l’impatto organizzativo

Il 22 gennaio è entrata in vigore la legge n. 1/2026 che ha introdotto delle modifiche significative alla legge n. 20 del 14 gennaio 1994. In questi giorni si è molto letto e discusso circa le misure di maggior rilievo introdotte dalla suddetta disposizione, in particolare la tipizzazione della colpa grave, la quantificazione del danno nella misura del 30% del pregiudizio accertato, il giorno da cui far partire i termini prescrizionali, l’esimente per gli organi politici, il controllo di legittimità sugli appalti sopra soglia e sugli atti del Pnrr/Pnc. Sembrerebbe dunque passato in sordina il tema dell’assicurazione obbligatoria per chi gestisce risorse pubbliche e il conseguente impatto in termini organizzativi.

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Il video

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Il podcast

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