Stampa & Tributi del 26 Maggio 2026

Entrate tributarie a +2,9% Edilizia, ritenute a -33%. Puntare sull’alfabetizzazione. Prima casa, sì all’incentivo per gli immobili inagibili. Tributi: da Torino a Palermo, sanatorie nel 50% delle città.

#newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi

**

Entrate tributarie a +2,9% Edilizia, ritenute a -33%

E ntrate tributarie in crescita di 6,119 miliardi di euro (+2,9%) nei primi tre mesi del 2026 rispetto al primo trimestre 2025.

Il gettito relativo agli incassi da attività di accertamento e controllo è stato pari a 3,7 miliardi di euro e registra un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+163 milioni di euro, +4,5 per cento).

Puntare sull’alfabetizzazione

Il digitale ha enormi potenzialità sul fronte delle semplificazioni ma è evidente che per gestirlo servono competenze informatiche non alla portata di tutti. È necessario, dunque, un impegno per l’alfabetizzazione di tutti coloro che si avvicinano a questa innovazione in sinergia con gli enti locali. La cosa importante è accompagnare questo passaggio in modo attento per non tenere fuori nessuno nel rapporto con la pubblica amministrazione che agisce a volte su piattaforme complesse. Le imprese senza alcun dubbio devono investire in digitalizzazione che è una straordinaria occasione di sviluppo.

Prima casa, sì all’incentivo per gli immobili inagibili

L’agevolazione «prima casa» si può ottenere anche per l’acquisto di un fabbricato collabente (cioè fatiscente) censito in Catasto con la categoria F/2, se si tratta di un manufatto suscettibile, mediante un intervento di recupero da svolgere dopo il suo acquisto, a essere destinato a abitazione e questa destinazione risulta realizzata entro tre anni dal rogito. È quanto afferma l’agenzia delle Entrate nella risposta 108/2026 del 25 maggio 2026 (superando con ciò le contrarie indicazioni contenute nella precedente risposta 357 del 2019).

Tributi: da Torino a Palermo, sanatorie nel 50% delle città

La macchina in ogni caso è partita, e vede già delinearsi un panorama in cui circa il 50% delle città ha deciso di aprire le porte a una rottamazione, o sta per farlo. La passione per la sanatoria appare un po’ più intensa al Sud, dove mediamente la montagna delle entrate non riscosse è del resto molto più alta. Ma la geografia della rottamazione non sembra conoscere divisioni rigide, nemmeno sul piano politico dove qualche freddezza in più si incontra dalle parti delle amministrazioni guidate dal centrosinistra. Milano, Bologna e Firenze, per esempio, fin qui non hanno manifestato l’intenzione di rottamare alcunché. E l’approccio è freddo anche a Brescia, Ravenna, Livorno e Perugia. Ma Torino, Roma e Napoli, sempre di centrosinistra, vanno in direzione diversa, e lo stesso fa Bari. Scelte analoghe si stanno facendo largo anche a Forlì e Pesaro, mentre fra i Comuni di centrodestra Palermo ha avviato le pratiche per l’adesione e Catania sta per farlo. rottamazioni autonome non possono nella sostanza riguardare le cartelle gestite dall’agenzia delle Entrate-Riscossione, a cui ancora migliaia di enti affidano la caccia alle proprie entrate. Per loro c’è l’allargamento della rottamazione quinquies, estesa ai debiti locali dalla legge di conversione del decreto fiscale approvata la scorsa settimana.