La Sogei, polo pubblico dell’IA; Multe e mense,PagoPa spinge le entrate; Bollette utili per l’esenzione Imu; Dichiarazione Imu, obbligo da misurare sulla conoscenza qualificata del Comune
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La Sogei, polo pubblico dell’IA
L’Italia oggi, grazie alla Sogei, si ritrova una delle più attrezzate palestre disponibili per allenare i tanti modelli di IA per finalità economiche e di business. Non sfruttarla perché non si riesce neppure a capirne le potenzialità, non è semplicemente folle, ma anche penalizzante per un paese che è un importatore netto di software e di modelli LLM.
Multe e mense,PagoPa spinge le entrate
A volte, per riscuotere basta chiedere. Non sempre, certo, è così facile passare all’incasso: ma la messa a disposizione di un canale pratico da usare può ridurre l’attrito che contraddistingue i rapporti fra la Pa e i propri contribuenti. Lo dimostrano gli effetti dell’impiego di PagoPa nei Comuni, elaborati da un gruppo di ricerca composto da esperti della Ragioneria generale dello Stato e della società di pagamenti digitali controllata dal ministero dell’Economia. L’analisi misura i risultati ottenuti dalla riscossione locale nei casi di utilizzo della piattaforma telematica con quelli realizzati in assenza di questo strumento. L’accelerazione maggiore si fa sentire fra le entrate extra-tributarie, quelle mediamente più complicate da incassare. In particolare, con PagoPa la riscossione delle multe mostra un miglioramento del 2,4%, e nel caso delle mense scolastiche e degli asili nido il differenziale positivo cresce al 3,3%. Una spinta (+0,9%) è avvertibile anche nella Tari.
Bollette utili per l’esenzione Imu
La prova della dimora abituale per fruire dell’esenzione per l’abitazione principale può essere fornita anche con le bollette delle utenze e con i consumi di acqua, luce e gas. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza 16793 del 28 maggio 2026.
Dichiarazione Imu, obbligo da misurare sulla conoscenza qualificata del Comune
Non è sufficiente sostenere che l’ente “potesse sapere”. Occorre una conoscenza qualificata, anteriore all’accertamento, riferita allo specifico immobile, idonea a comprovare il periodo di inagibilità e risultante da atti formati dall’amministrazione o acquisiti nei procedimenti tecnici o edilizi dell’ente. La stessa Corte, con l’ordinanza n. 31597 del 9 dicembre 2024, ha fissato il limite probatorio del principio: chi invoca la conoscenza pregressa dell’ente deve dimostrarne contenuto e riferibilità. Nel caso deciso, la riduzione è stata negata proprio per il difetto di tale prova. L’omissione, dunque, non è neutralizzata dalla conoscibilità astratta, ma solo da una conoscenza amministrativa effettiva, documentata e riferibile al presupposto agevolativo.
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Il video
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Il podcast
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