Stampa & Tributi del 24 novembre 2025

Il Fisco accelera sull’uso dell’IA. Tra i vantaggi: servizi su misura per i contribuenti. Enti locali, inesauribile il potere impositivo. Meno vincoli all’espropriazione. Enti non commerciali, esenzioni condizionate. Saldo Imu, aliquote standard e più generose in assenza del prospetto. La riduzione Tari è automatica. Tari, la spesa 2025 delle famiglie è salita a 340 euro (+3,3%)
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Il Fisco accelera sull’uso dell’IA.
La trasformazione digitale delle amministrazioni fiscali di tutto il mondo ha compiuto in un decennio un’accelerazione che l’Ocse definisce senza precedenti. Nel 2016 (quando si è iniziato a registrare i dati sull’uso dell’IA) appena il 9% delle amministrazioni fiscali utilizzava strumenti di intelligenza artificiale. Nel 2023 la quota ha raggiunto il 69%, mentre un ulteriore 24% sta implementando l’IA per applicazioni future. Il dato emerge dall’ultima edizione del report Tax administration 2025 dell’Ocse, costruito su dieci anni di dati raccolti dalla piattaforma Isora (International survey on revenue administration) e relativa a 58 amministrazioni fiscali nazionali.
Il decennio analizzato mostra una trasformazione nella modalità di accertamento. Pur rimanendo sostanzialmente invariata la quota di verifiche che si conclude con un “aggiustamento”, gli importi recuperati dagli accertamenti sono in calo per tutte le principali imposte (Iva; Pit, Personal income tax; Cit, Corporate income tax, ossia due imposte dirette sul reddito usate in sistemi fiscali internazionali). Per l’Ocse questo non indica un indebolimento dell’attività repressiva, bensì una possibile evoluzione del comportamento dei contribuenti. Più dati, servizi digitali più avanzati, dichiarazioni precompilate e 24/11/25, 10:29 Il Fisco accelera sull’uso dell’IA https://edicoladigitale.italiaoggi.it/class/pageflip/swipe/italiaogsette/20251124italiaogsette#/6/ 1/2 iniziative di educazione fiscale potrebbero aver ridotto l’ampiezza degli errori e la portata delle violazioni intercettabili.

Tra i vantaggi: servizi su misura per i contribuenti.
Dal Giappone alla Corea del Sud, dall’Austria al Canada, fino a Singapore, Svezia e Francia, l’intelligenza artificiale sta ridisegnando in profondità il funzionamento delle amministrazioni fiscali. I casi raccolti nel report Tax administration 2025 mostrano come l’IA sia ormai al centro di strategie diverse ma convergenti: migliorare la compliance, automatizzare i processi, accelerare i servizi al contribuente e rafforzare le capacità analitiche delle autorità tributarie.

Enti locali, inesauribile il potere impositivo
Il generale principio di inesauribilità dell’azione amministrativa riconoscibile anche agli enti locali permette al comune di notificare allo stesso contribuente un nuovo accertamento Imu, analogo a un precedente, se riferito a immobili diversi. È il principio che si ricava dalla sentenza n. 1251/2025 emessa dalla Cgt di II grado del Lazio e depositata il 25 febbraio.

Meno vincoli all’espropriazione
I n tema di reati tributari, il limite alla espropriazione opera solo nei confronti dell’Erario, per debiti tributari, e non di altre categorie di creditori, e riguarda l’unico immobile di proprietà, e non la “prima casa” del debitore. Ne consegue che questa disposizione non costituisce un limite all’adozione né della confisca penale, sia essa diretta o per equivalente, né del sequestro preventivo a essa finalizzato. Sono le conclusioni della Cassazione penale che si leggono nella sentenza n. 34484/2025 depositata in cancelleria il 22 ottobre scorso.

Enti non commerciali, esenzioni condizionate.
L’ esercizio di attività ricettiva in un immobile non lo esenta dalla Tasi laddove il contribuente non dimostri la finalità sociale legittimante l’esclusione dal tributo prevista dall’art. 7, comma 1, del dlgs n. 504/1992, nonché lo svolgimento dell’attività con modalità non commerciali. È il principio stabilito dalla sentenza n. 1613/2025 emessa dalla Cgt di II grado del Lazio e depositata il 12 marzo.

Saldo Imu, aliquote standard e più generose in assenza del prospetto.
Appuntamento il prossimo 16 dicembre con il conguaglio Imu 2025 per i soggetti passivi non appartenenti al mondo del no profit. Gli enti non commerciali, infatti, versano l’imposta in tre rate: le prime due, ciascuna di importo pari al 50% dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente, da versare nei termini del 16 giugno e del 16 dicembre dell’anno di riferimento, e l’ultima, a conguaglio, da versare entro il 16 giugno dell’anno successivo. In virtù dell’articolo 1, comma 762, della legge 160/2019, la rata di giugno è stata «pari all’imposta dovuta per il primo semestre applicando l’aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell’anno precedente». Pertanto, con il conguaglio di dicembre, ci si dovrà imbattere, per la prima volta, nel prospetto delle aliquote (articolo 1, commi 756 e 757, della legge 160/2019). L’articolo 6-ter del Dl 132/2023, infatti, ha prorogato al 2025 la decorrenza dell’obbligo per i sindaci di assumere le decisioni nei limiti delle fattispecie individuate dal Dm 6 settembre 2024, a formare il prospetto delle aliquote di cui, obbligatoriamente, devono essere dotate le delibere anche se non si intendano diversificare le aliquote. Per l’anno 2026, ci si dovrà rifare al Dm del 6 novembre scorso.

La riduzione Tari è automatica.
L e riduzioni tariffarie in materia di Tari per mancata raccolta dei rifiuti o irregolare svolgimento del servizio in una determinata zona del territorio comunale spettano al contribuente anche se non previste nel regolamento comunale. È sufficiente che l’interessato dimostri che sussistono le condizioni oggettive per averne diritto. L’agevolazione non è un risarcimento del danno né una sanzione a carico del Comune per il disservizio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza 29243 del 5 novembre 2025.

Tari, la spesa 2025 delle famiglie è salita a 340 euro (+3,3%)
La spesa media delle famiglie italiane per la gestione dei rifiuti urbani è in salita rispetto all’anno scorso: secondo l’Osservatorio Prezzi&Tariffe contenuto nel Dossier Rifiuti di Cittadinanzattiva, pubblicato in anteprima dal Sole 24 Ore, nel 2025 una famiglia tipo (tre persone, residenti in un’abitazione di 100 metri quadrati) ha speso per la Tari 340 euro in media, +3,3% rispetto ai 329 euro del 2024. La somma include le imposte (Iva, addizionali Irpef) e le componenti perequative, l’ultima delle quali, la UR3a, è stata introdotta da Arera il 1° gennaio 2025 a copertura del cosiddetto Bonus sociale rifiuti per famiglie con Isee entro i 9.530 euro o i 20.000 euro per i nuclei più numerosi. Lo sconto, pari al 25%, verrà erogato a partire dal 2026 ma le famiglie hanno già contribuito con sei euro per il 2025. L’analisi di Cittadinanzattiva registra, anche in virtù della componente aggiuntiva appena citata, un aumento della spesa in 95 capoluoghi, un importo stabile rispetto al 2024 e, in 14 casi, una variazione in discesa del costo della Tari, sempre a confronto con l’anno scorso. Le variazioni al rialzo più marcate si registrano a Reggio Emilia (+15,1%), Ferrara (+13,8%) e Siena (+12,9%), mentre i cali maggiori della spesa sono a Modena (–12,3%), Cagliari (–7,6%) e Milano (–7,5%).
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