Una rottamazione locale unica – Mappati gli immobili pubblici – Fisco, modello unico di delega – Imu con motivazione snella.
#newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi
**
Una rottamazione locale unica
Una rottamazione ad hoc per gli enti locali estesa ai carichi affidati ad Agenzia delle Entrate Riscossione. Standardizzata, uguale per tutti, con regole e tempistiche uniche per i 7900 comuni italiani e gestita da Ader. E’ questo il punto di caduta della riunione che martedì scorso (si veda ItaliaOggi del 18 aprile) ha visto confrontarsi al Mef, nel tavolo convocato dalla sottosegretaria con delega alla finanza locale, Sandra Savino, i tecnici del ministero, della Ragioneria generale dello Stato e di Ader. Dal Mef è arrivato un sostanziale nulla osta politico all’operazione che potrebbe trovare posto nel decreto fiscale all’esame della commissione finanze del Senato sotto forma di emendamento. L’Anci (si veda ItaliaOggi del 9 aprile) ha già messo a punto una modifica in tal senso che dovrebbe essere depositata oggi in commissione.
Ecco quindi che, con la rottamazione quinquies statale che sta per chiudersi (le adesioni vanno comunicate online entro il 30 aprile) potrebbe presto aprirsi quella centralizzata di comuni, province e regioni. Nell’emendamento in arrivo al dl fiscale, Anci propone un contributo di due euro a contribuente (in ciascun ambito provinciale di riscossione), in sostituzione dell’aggio ordinariamente previsto, quale sostegno per i costi di allestimento e gestione della procedura da parte dell’Ader. La proposta Anci assegna un termine (31 luglio 2026) entro il quale l’ente potrà richiedere telematicamente all’Ader l’avvio dell’operazione sulla totalità dei propri carichi affidati (cioè senza possibilità di selezione per tipologia di credito). La prossima settimana alla Ragioneria generale dello Stato si lavorerà per definire le ultime limature del decreto ministeriale su Amco, la società del Mef a cui la Manovra affida la riscossione coattiva di entrate tributarie, entrate patrimoniali (canoni per l’occupazione di suolo pubblico, multe stradali, sanzioni edilizie, ambientali, ecc.) e crediti già affidati ad Ader.
Mappati gli immobili pubblici
Dalla mappatura obbligatoria alla valorizzazione: lo Stato accelera sulla gestione industriale di un patrimonio da oltre 280 miliardi. La svolta è silenziosa ma strutturale: il censimento degli immobili pubblici avviato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze non è un semplice aggiornamento amministrativo, ma il primo tassello di una strategia che punta a trasformare il patrimonio immobiliare dello Stato in leva di crescita economica e sociale. La rilevazione si è chiusa – dopo proroga , segnando un passaggio cruciale verso la costruzione di una banca dati unica e centralizzata.
Ma il vero cambio di paradigma è nella destinazione degli immobili. Non più soltanto dismissioni, ma valorizzazione attiva: housing sociale, studentati, residenze per lavoratori, rigenerazione urbana. In questa direzione si inserisce anche il ruolo di Invimit Sgr, controllata del MEF, che ha annunciato un piano di investimenti da 1 miliardo di euro in tre anni. Il quadro si completa con il Piano Strategico dell’Agenzia del Demanio, che prevede investimenti per 2,1 miliardi di euro entro il 2026 e ulteriori interventi già programmati per oltre 3 miliardi.
Fisco, modello unico di delega
Potenziamento dei canali telematici e modello unico di delega per l’accesso ai servizi digitali finalizzati alla riduzione dell’afflusso presso gli uffici e al miglioramento dell’efficienza dei controlli. Prevista anche una disciplina specifica e, senza dubbio, molto più rigorosa per lo scambio automatico di informazioni sui proventi derivanti da operazioni in asset digitali (cripto attività). Il disco verde dal Cdm.
Imu con motivazione snella
Nell’avviso di accertamento Imu è sufficiente il richiamo della delibera che determina i valori delle aree edificabili per zone omogenee del territorio comunale. Non è imposto l’obbligo di allegazione della delibera, che essendo un atto generale si presume conosciuto dal contribuente perché soggetto al regime di pubblicità legale. È quanto ha affermato la Corte di cassazione, sezione tributaria, con la sentenza 7774 del 31 marzo 2026.
**
Il video
https://www.youtube.com/watch?v=ZhOYfVtTFCA
Il podcast
https://lnkd.in/dVUmTj9vi
