Stampa & Tributi del 23 ottobre 2025

Capacità di riscossione, la Corte dei conti chiama in causa i revisori. Rottamazione, lotta all’evasione e nuove spese, tutti i numeri reali della manovra. Rottamazione, accesso selettivo ai decaduti di vecchie edizioni. Rottamazione 5, se si decade niente più dilazioni.

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Capacità di riscossione, la Corte dei conti chiama in causa i revisori

L’organo di revisione deve svolgere un’azione proattiva e non solo di controllo allorquando nell’ambito della riscossione delle entrate emergano fattori di anomalia, suggerendo all’ente di intraprendere percorsi virtuosi improntati a maggiore efficienza. È il monito della Sezione regionale per l’Emilia Romagna con la deliberazione n. 125/2025. I Magistrati emiliani pongono in evidenza come la capacità dell’ente di riscuotere le proprie entrate e altresì di contrastare l’evasione tributaria rappresenta la maggior garanzia per la solida tenuta degli equilibri di bilancio, nonché della capacità di adempiere alle proprie obbligazioni passive e, in ultima analisi, per assicurare l’erogazione dei servizi alla comunità amministrata. Quindi rendere la riscossione più efficiente è un tema di valore pubblico poiché solo la piena effettività delle entrate rende possibile la realizzazione delle politiche pubbliche locali.

In tale contesto l’organo di revisione non è un soggetto estraneo all’attenta valutazione delle dinamiche in argomento. Al contrario, deve assumere un ruolo proattivo, e ciò nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni di collaborazione con l’organo consiliare di cui al comma 1, lettera a) dell’articolo 239 del Tuel. Deve operare una rigorosa ed attenta verifica delle voci conservate a residuo (anche se “l’impatto” è “attenuato” dall’accantonamento al Fcde) in modo che in bilancio siano mantenute solo quelle poste per le quali la riscossione è prevista con un ragionevole grado di certezza, tenendo presente che gli accantonamenti al Fcde conseguenti a criticità legate alla riscossione non possono essere considerati risolutivi in un’ottica di lungo periodo.

Rottamazione, lotta all’evasione e nuove spese, tutti i numeri reali della manovra

Nella prevedibile, ennesima replica sui «condoni» che accompagnerà in Parlamento la manovra con la rottamazione cinque, i numeri della relazione tecnica allegata al testo bollinato del Ddl inviato al Senato aiutano a definire i connotati reali della legge di bilancio. Che smentiscono molte narrazioni politiche, di entrambi gli schieramenti. Primo: la rottamazione è in formato mini, e pare destinata a fermarsi molto prima dei «16 milioni di contribuenti» citati l’altro giorno dal vicepremier Matteo Salvini, primo sponsor della nuova sanatoria. Lo suggeriscono i calcoli del ministero dell’Economia, che è interessante seguire passo per passo. Sanatoria a maglie strette.

Rottamazione, accesso selettivo ai decaduti di vecchie edizioni

La rottamazione quinquies delineata dal testo bollinato del Ddl di Bilancio, che conferma tra l’altro la rata minima di 100 euro, non chiude le porte ai decaduti dalle precedenti edizioni ma la via di accesso resta molto stretta, poiché occorre rispettare il medesimo perimetro oggettivo della nuova definizione. Questo significa che molti dei carichi inclusi nelle vecchie definizioni resteranno fuori dalla futura agevolazione. Va inoltre segnalato che i soggetti che al 30 settembre scorso erano in regola con i pagamenti della rottamazione quater non potranno essere ammessi alla quinta edizione. Si tratta di una precisazione importante, in vista della prossima scadenza di fine novembre della rottamazione quater. La bozza di Ddl di Bilancio fissa dei parametri molto rigorosi ai fini dell’accesso alla definizione agevolata degli affidamenti ad agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) con la domanda telematica da presentare entro il 30 aprile 2026. Deve in particolare trattarsi dei carichi trasmessi all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023 riferibili unicamente a queste tre tipologie di debiti: 1 imposte rivenienti dal controllo automatizzato delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi e all’Iva; 2 contributi Inps non versati e non derivanti da accertamento; 3 multe stradali irrogate dall’amministrazione dello Stato.

Rottamazione 5, se si decade niente più dilazioni

U ltimissima chance per i debitori che aderiranno alla rottamazione 5: in caso di decadenza non potranno dilazionare ulteriormente i carichi inseriti nell’istanza di definizione agevolata. La disposizione rappresenta un passo indietro rispetto alla rottamazione quater che per la prima volta, rispetto le precedenti definizioni agevolate delle cartelle esattoriali, permetteva l’utilizzo delle dilazioni “ordinarie” post decadenza. L’inasprimento delle conseguenze in caso di perdita dei benefici della definizione agevolata è calmierato sia dai nuovi piani lunghi di rateizzazione, potenzialmente ottenibili fino a 54 rate bimestrali, sia dal passaggio da una a due rate insolute che determinano la decadenza della rottamazione. Questa è una delle principali novità contenute nella legge di bilancio 2026, nello specifico all’articolo 23, che ieri ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato, in relazione all’introduzione della quinta rottamazione delle cartelle esattoriali, disposizione che presente delle peculiarità rispetto alle precedenti edizioni della normativa.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=4zO3HBlwtV0