Fisco, la riforma non si ferma – Federalismo verso lo spacchettamento – Recupero crediti, ci pensa Amco – Dipendenti pubblici e colpa grave, rebus applicabilità delle nuove regole agli incarichi in corso – Rottamazione 5, decadenza dalla seconda rata non pagata – Imu, legittimo l’avviso sul terreno diventato edificabile a insaputa del proprietario.
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Fisco, la riforma non si ferma
Il cantiere della riforma fiscale non si ferma. E potrebbe presto aprirsi a “correttivi e affinamenti” da inserire nel decreto mille proroghe (che ha iniziato l’iter alla Camera) o nel decreto Pnrr. Lo ha annunciato, parlando a Treviso nel corso del 27esimo incontro di studio sulla riforma fiscale organizzato dall’Odcec e dalla Fondazione commercialisti di Treviso, il viceministro all’economia Maurizio Leo.
Federalismo verso lo spacchettamento
Prende sempre più corpo l’ipotesi di uno spacchettamento del decreto legislativo sul federalismo fiscale, fermo nelle commissioni finanze di Camera e Senato in attesa che si superi lo stallo in Unificata tra governo da un lato e regioni e comuni dall’altro. Il decreto legislativo, approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri il 9 maggio 2025 e che ha già ha perso per strade le norme sulla definizione agevolata dei tributi locali (anticipate dal governo in Manovra in modo da farle marciare parallelamente con quelle sulla Rottamazione quinquies) potrebbe essere diviso in due tronconi.
Recupero crediti, ci pensa Amco
Forte spinta agli enti locali per ottimizzare il recupero crediti. Se alla scadenza dei contratti con i quali delegano l’attività di riscossione coattiva ai soggetti affidatari non raggiungono determinati risultati e una percentuale minima che verrà fissata con decreto ministeriale, saranno obbligati a dare l’incarico alla società pubblica Amco, la quale provvederà al recupero forzoso delle entrate tributarie e patrimoniali, avvalendosi dei soggetti iscritti all’albo ministeriale, abilitati a svolgere le attività di accertamento e riscossione coattiva, nonché le conseguenti procedure esecutive. La scelta del soggetto privato, naturalmente, dovrà essere effettuata mediante gara a evidenza pubblica. E’ riservata alle amministrazioni locali la facoltà di delegare l’incarico alla suddetta società anche senza esserne obbligati. Lo prevede il comma 662 della manovra di bilancio 2026.
Dipendenti pubblici e colpa grave, rebus applicabilità delle nuove regole agli incarichi in corso
La legge 7 gennaio 2026 n. 1 ha introdotto una delle novità più significative degli ultimi anni in materia di responsabilità amministrativa, rappresentata dall’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la copertura della colpa grave per tutti coloro che, a vario titolo, gestiscono risorse pubbliche. Si tratta di una riforma che punta a trovare un nuovo equilibrio nell’allocazione del rischio derivante dalla responsabilità per i danni causati dai funzionari pubblici nello svolgimento della funzione pubblica, spostandolo decisamente verso l’apparato e, quindi, allocandolo sulla comunità e il patrimonio pubblico, con l’obiettivo di superare la cosiddetta “paura della firma” che, negli ultimi anni, ha rallentato molte decisioni amministrative.
Rottamazione 5, decadenza dalla seconda rata non pagata
Si decade dalla rottamazione quinquies dalla seconda rata non pagata. È uno degli aspetti chiariti dagli esperti dell’agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) che hanno partecipato al forum online «Forum lavoro/fiscale» organizzato dalla fondazione studi Consulenti del lavoro nel pomeriggio di giovedì 22 gennaio. È stato sottolineato che la mancata corresponsione della seconda rata alla scadenza comporta la decadenza dal piano di rateizzazione, non essendo ammessa alcuna tolleranza di cinque giorni per il ritardo nei pagamenti.
Imu, legittimo l’avviso sul terreno diventato edificabile a insaputa del proprietario.
Il Dipartimento delle finanze, circolare n. 3/2012, ha ritenuto che la mancata comunicazione rende applicabile il principio della tutela dell’affidamento, di cui all’articolo 10, comma 2, legge 212/2000, il quale prevede che non siano irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dall’amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa. La tesi ministeriale tuttavia non è stata condivisa dalla Corte di Cassazione, 3 luglio 2019, n. 26169, ad avviso della quale la mera previsione dello strumento urbanistico generale semplicemente adottato dal comune fa sorgere l’obbligo di corrispondere l’Ici/Imu sull’area edificabile, non essendo subordinata l’imposizione ad uno specifico adempimento di comunicazione o di notifica. Inoltre, la mancata comunicazione non esclude l’obbligo dichiarativo, né può riverberare effetti sull’applicazione di sanzioni e interessi in caso di mancato adempimento da parte del contribuente.
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Il video
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Il podcast
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