Stampa & Tributi del 23 Aprile 2026

Concorso alla finanza pubblica sul modello delle regioni- Tarsu, accertamento illegittimo se generico e e il calcolo dell’imposta non è corretto.Tari, delibere da motivare. #newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi

Accertamento, via libera al T.U. Il giudice tributario deve attenersi alle richieste delle parti.

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Accertamento, via libera al T.U.

Un Testo unico in 368 articoli che razionalizzerà le disposizioni su adempimenti e accertamento stratificatesi nel tempo dal 1929 al 2025. Diviso in due parti fondamentali (Adempimenti da un lato e Collaborazione, controlli e accertamento, dall’altro), il Testo unico (ottavo e ultimo attuativo del piano di riordino organico della legislazione fiscale avviato dal governo Meloni sotto la regia del viceministro al Mef Maurizio Leo)

A 128 giorni dalla scadenza della legge delega (29 agosto 2026), il completamento della riforma fiscale del governo Meloni (che finora conta 18 decreti legislativi e 8 Testi unici) intravede l’ultimo miglio e si prepara a fare rotta sull’obiettivo più ambizioso: il Codice tributario, mai adottato dall’Unità d’Italia, che l’esecutivo punta a portare in cdm prima dell’estate. Nel mezzo ci sarà da chiudere il dlgs sul gioco fisico che, stando a quanto anticipato dallo stesso Leo dovrebbe arrivare sul tavolo di palazzo Chigi entro una decina di giorni (si veda ItaliaOggi di ieri) e quello sui tributi locali.

Il giudice tributario deve attenersi alle richieste delle parti.

Per non incorrere nel vizio di ultrapetizione, il giudice tributario deve limitarsi a verificare la legittimità dell’operato dell’Ente impositore, astenendosi dal qualificare diversamente la fattispecie sottoposta al suo esame. Infatti, al giudicante è precluso il potere amministrativo tributario sostanziale spettante all’Amministrazione, che può vagliare le ragioni del contribuente anche su motivazioni diverse da quelle addotte nel perimetro del giudizio, ad esempio esercitando il potere di autotutela. Questo principio è stato recentemente ribadito dalla Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 10247/2026, pubblicata lo scorso 20 aprile (Pres. Paolitto; Rel. Lo Sardo).

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=HAPm_LncyrA

Il podcast

https://lnkd.in/dVUmTj9vi