Al via la rottamazione quinques. La p.a. paga solo i professionisti in regola con tasse e contributi. Bilanci più liberi nei Comuni in cui gli incassi accelerano. Tasse locali, sanatoria subito. Imu, Tari, canoni, multe: dall’anno prossimo sanatorie libere in regioni ed enti locali. Aliquote Imu, arriva il nuovo prospetto.
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Al via la rottamazione quinques
Via libera dal Consiglio dei ministri alla Rottamazione quinques, la nuova misura di definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Prevista dall’articolo 23 della legge di Bilancio, la misura consente ai contribuenti di estinguere i debiti fiscali e previdenziali senza corrispondere sanzioni, interessi di mora o aggio, pagando soltanto il capitale e le spese relative alle procedure esecutive e di notifica. Ambito di applicazione La sanatoria interessa i carichi derivanti da omessi versamenti di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali o dai controlli automatizzati e formali (artt. 36-bis e 36-ter del DPR 600/1973 e 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972), nonché i contributi previdenziali dovuti all’INPS, purché non derivanti da accertamenti. L’obiettivo è offrire una via d’uscita sostenibile a chi non è riuscito a onorare i propri debiti fiscali, estendendo il perimetro anche ai ruoli del 2023.
La p.a. paga solo i professionisti in regola con tasse e contributi
I liberi professionisti che forniscono prestazioni alla pubblica amministrazione possono essere pagati soltanto se risultano in regola con gli obblighi fiscali e contributivi e devono dimostrarlo quando battono cassa. Saranno poi assunti 718 magistrati l’anno prossimo e fino a duemila agenti di polizia penitenziaria tra il 2026 e il 2028. Il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato nelle cause è esteso all’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco. Sono alcune delle misure previste in tema di professioni dalla bozza della legge di bilancio 2026 che si prepara a sbarcare in Parlamento.
Bilanci più liberi nei Comuni in cui gli incassi accelerano
Gli enti locali che si impegnano a far correre la riscossione e ottengono un risultato certificato possono ridurre gli accantonamenti a garanzia sui mancati incassi (fondo crediti di dubbia esigibilità) e quindi aumentare la propria capacità di spesa. Nella legge di bilancio si fa strada il sistema premiale a cui ha lavorato un tavolo tecnico fra Rgs e amministratori, destinato a produrre una riforma piuttosto ampia nella contabilità locale.
Tasse locali, sanatoria subito
La Manovra 2026 imbarca la sanatoria dei tributi locali. La possibilità per regioni ed enti locali di prevedere, per i crediti di difficile esigibilità, forme di definizione agevolata che azzerino o riducano interessi e sanzioni, trova subito spazio nella legge di bilancio, anticipando i tempi della delega fiscale. La chance per i contribuenti si affianca alla rottamazione quinquies in 54 rate e 9 anni prevista sempre dalla legge di bilancio per i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. E non si estende ai ruoli assegnati ad Ader, ma si limita alle ingiunzioni di pagamento inviate dai comuni che riscuotono in proprio o attraverso concessionari privati. La definizione agevolata dei tributi locali costituiva il piatto forte del dgls di riforma della fiscalità locale attualmente in stallo dopo la mancata intesa da parte di comuni e regioni in Conferenza unificata.
Imu, Tari, canoni, multe: dall’anno prossimo sanatorie libere in regioni ed enti locali
Mentre tutti gli occhi erano concentrati sulla sorte della quinta rottamazione, in arrivo come previsto nel formato limitato ad avvisi bonari, contributi e multe della Polizia stradale, sul treno della legge di bilancio salivano le sanatorie a tutto campo per Imu, Tari, canoni multe e per le altre entrate di Regioni, Province, Città metropolitane e, soprattutto, Comuni. La bozza della legge manovra imbarca infatti la “libertà di rottamazione” concessa agli enti territoriali, che potranno «introdurre autonomamente tipologie di definizione agevolata» con il taglio o l’azzeramento di interessi e sanzioni, per tutte le loro entrate comprese quelle patrimoniali. Nel raggio d’azione dei nuovi sconti potranno finire anche le liti pendenti; i confini delle scelte di sindaci e presidenti escluderanno invece le addizionali ai tributi erariali (come l’Irpef), l’Irap, che deve finanziare la sanità, e le compartecipazioni.
Aliquote Imu, arriva il nuovo prospetto
Via libera in Conferenza Stato-città al parere sul decreto che riapprova il prospetto con le fattispecie Imu in base alle quali i Comuni possono diversificare le aliquote 2026. La relazione illustrativa (il decreto) motiva la nuova riapprovazione con la necessità di tener conto delle esigenze emerse nel primo anno di applicazione obbligatoria delle nuove modalità di approvazione delle aliquote Imu, apportando modifiche e integrazioni al precedente prospetto approvato con dm del 6 settembre 2024.
