Stampa & Tributi del 21 novembre 2025

Fisco, sui Testi unici spunta la proroga per scrivere il Codice. Contradditorio, tempi stretti. Rottamazione con ripescaggi. Esenzioni Imu a Rsa e paritarie. Il fotovoltaico paga l’Imu.

#newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi.

**

Fisco, sui Testi unici spunta la proroga per scrivere il Codice.

Con il via libera definitivo nel Consiglio dei ministri di ieri al decreto correttivo su Irpef e Ires e a quello su Terzo settore e Iva il contatore della delega fiscale segna 23 decreti attuativi, considerando anche i primi cinque Testi unici già pubblicati in «Gazzetta Ufficiale». Ma proprio su questi cinque a cui è destinato ad aggiungersi anche quello sull’Iva (rimasto ancora a metà del guado in attesa dell’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri) il Governo prepara uno slittamento in avanti del momento in cui entreranno in vigore: data attualmente fissata al 1° gennaio 2026. Uno schema d’azione destinato a materializzarsi con ogni probabilità nel decreto Milleproroghe di fine anno e finalizzato ad allineare tutte le decorrenze, dando così il tempo all’Esecutivo di adottare anche i Testi unici mancanti tra quelli che pure erano stati messi in consultazione sul sito dell’agenzia delle Entrate nella primavera del 2024: imposte sui redditi, agevolazioni, adempimenti e accertamento.

Contradditorio, tempi stretti.

Contraddittorio preventivo: 1-0 per l’Amministrazione finanziaria. Il testo del cd terzo Decreto Correttivo Irpef Ires, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri nel corso della seduta di giovedì 20 novembre 2025, conferma la natura unitaria del termine di 60 giorni previsti nell’art. 6 bis dello Statuto del Contribuente (ossia, la legge 212/2000), sia per presentare osservazioni (o controdeduzioni) sul cd “schema d’atto”, sia per formulare istanza di accesso al fascicolo in possesso dell’agenzia entrate, al fine di estrarre copia di documenti.

Se da un lato, però, ora il testo non lascia più spazio all’incertezza, dall’altro diventa definitiva la lettura più restrittiva dei termini di scansione temporale del procedimento di contraddittorio preventivo. L’inserimento dell’avverbio “complessivamente” rende impossibile sostenere la ricostruzione – favorevole al contribuente – che assegnava un doppio termine di 60 giorni al privato che intendesse procedere alle osservazioni, magari dopo aver estratto documenti dal fascicolo a disposizione del Fisco.

Rottamazione con ripescaggi.

Dall’ampliamento della rottamazione alla tassa sui pacchi per poter procedere ad abolire la stretta sui dividendi, dal bonus per le case green alla specificazione della proprietà delle riserve auree italiane. E non manca una maxi operazione di revisione delle rendite catastali per gli immobili fantasma. Sui 400 emendamenti segnalati dai gruppi parlamentari alla legge di bilancio si sta preparando un ulteriore sfoltimento per approdare poi all’esame vero e proprio su correzioni concentrate. L’ultima fase si conoscerà con ogni probabilità a inizio settimana prossima, mentre in queste ore vanno in scena i ragionamenti, le valutazioni e i confronti con il grande demiurgo della manovra 2026, la ragioneria generale dello stato.

Esenzioni Imu a Rsa e paritarie.

Esenzioni Imu più facili per gli immobili del terzo settore e per le scuole paritarie. Tra gli emendamenti alla Manovra segnalati dai partiti, una proposta della Lega a prima firma del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo (cofirmata anche dai senatori Massimo Garavaglia, Giorgio Bergesio, Tilde Minasi, Elena Testor e Marco Dreosto) punta a risolvere il contenzioso in atto tra le Rsa gestite dalle Onlus e i comuni che chiedono il pagamento dell’Imu sugli immobili utilizzati per l’attività istituzionale di tipo sociosanitario e assistenziale rivolta ad anziani non autosufficienti da parte di enti autorizzati, accreditati e convenzionati con i servizi sanitari regionali.

Il fotovoltaico paga l’Imu.

Gli impianti fotovoltaici non integrati posti sugli edifici devono essere accatastati e sono soggetti al pagamento dell’imposta municipale. In caso di mancato accatastamento il tributo va calcolato prendendo a base le scritture contabili dell’impresa. Lo ha stabilito la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Milano, prima sezione, con la sentenza 4317 del 31 ottobre 2025.

**