Stampa & Tributi del 21 Maggio 2026

**

Esenzione Imu contraria al diritto comunitario. Va disapplicata

L a legge di bilancio 2026 (legge n.199/2025 comma 856) dispone l’esenzione Imu per gli enti che svolgono attività didattica con modalità non commerciali. Questa norma è incompatibile con il diritto comunitario e deve essere disapplicata. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n.302/2026 emessa dalla sezione seconda della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, depositata in segreteria il 31 marzo scorso.

La cessazione non ferma il fisco

L’ estinzione o la cessazione dell’associazione non riconosciuta non preclude, di per sé, all’Amministrazione finanziaria la possibilità di far valere le pretese fiscali emerse con riguardo al periodo di sua esistenza; inoltre, i creditori potranno far valere le loro ragioni nei confronti dei soci, considerati successori universali seppur «sui generis», e, se in colpa, nei confronti dei liquidatori. Da considerare che, dopo l’estinzione, la società non potrà agire in giudizio o essere legittimamente convenuta. Di più: l’associazione sportiva, oramai estinta, non è legittimata ad impugnare atti; in tema di contenzioso tributario, infatti, l’impugnazione della cartella di pagamento da parte di un’associazione non riconosciuta già estinta al momento della notifica dell’avviso di accertamento è improponibile, e l’inesistenza del ricorrente è rilevabile anche d’ufficio ed anche nel giudizio di legittimità. Conseguentemente, la sentenza di merito impugnata va cassata senza rinvio. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione, sezione civile-tributaria, nell’ordinanza n. 5216/2026 (depositata l’8 marzo scorso).

Agenti di polizia locale a tempo determinato grazie all’imposta di soggiorno

Il gettito dell’imposta di soggiorno potrà essere destinato anche a finanziare iniziative in materia di sicurezza urbana da parte dei Comuni, compresa l’assunzione a tempo determinato di personale della polizia locale e la corresponsione dei compensi relativi al lavoro straordinario. È questa la novità introdotta con il decreto legge 23/2026, cosiddetto “decreto sicurezza”, recentemente convertito in legge. Al di là della curiosa inclusione di una norma tributaria in un provvedimento legislativo dedicato al contrasto dei reati e alla disciplina dell’ordine pubblico, si osserva che è la seconda volta che il legislatore interviene per ampliare l’ambito di utilizzo delle risorse incassate dai Comuni a titolo di imposta di soggiorno. Si ricorderà infatti che già con la legge di bilancio per il 2024 era stata ritoccata la norma originaria che riservava il gettito dall’imposta ad “interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”, per consentire di finanziare anche “i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”. Con la prima rettifica il legislatore intendeva fornire alle amministrazioni locali uno strumento per ridurre il livello di crescita dei Pef del servizio rifiuti, al momento particolarmente marcato a seguito del riconoscimento da parte di Arera dei maggiori costi sostenuti dai gestori nella fase inflazionistica post-Covid.

**

 

Il video

https://www.youtube.com/watch?v=NZ4WIzT6ikQ

Il podcast

https://lnkd.in/dVUmTj9vi