Conti locali in ordine ma un ente su tre sbaglia gli allegatisugli obiettivi difinanza pubblica. Imu, no alla riduzione per le abitazioni in comodato anche in caso di usufrutto di altro bene. Esenzione Ici con dimora abituale del proprietario.
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Conti locali in ordine ma un ente su tre sbaglia gli allegatisugli obiettivi difinanza pubblica
I vincoli di finanza pubblica tengono e la stabilità complessiva del sistema non è in discussione. Il primo confronto con la nuova governance europea restituisce però anche l’immagine di una contabilità degli enti territoriali ancora segnata da errori e difetti di compilazione. È il quadro emerso dal primo monitoraggio sulla chiusura dei conti 2025 illustrato dalla Ragioneria generale dello Stato nell’ultima riunione della Commissione Arconet. La verifica, svolta entro il 30 giugno in attuazione dell’articolo 1, comma 792, della legge 207/2024, ha rappresentato il debutto dei controlli sia sul rispetto dell’equilibrio di bilancio sia sul corretto accantonamento al Fondo obiettivi di finanza pubblica. L’esame, condotto sui rendiconti e sui preconsuntivi trasmessi alla Bdap, evidenzia un livello di adempimento definito dalla Ragioneria «soddisfacente»: al 1° giugno 2026 gli enti inadempienti erano 309, meno del 4% del totale, al netto delle proroghe concesse agli enti locali colpiti dagli eventi meteorologici straordinari del 2026.
Imu, no alla riduzione per le abitazioni in comodato anche in caso di usufrutto di altro bene
La riduzione della base imponibile Imu per le abitazioni concesse in comodato gratuito ai parenti di primo grado non compete se il comodante sia titolare di un diritto reale, anche diverso dalla proprietà, su un’altra abitazione. La Cassazione, con l’ordinanza n. 17940 del 4/6/2026, ha affrontato la questione riguardante la riduzione per le abitazioni concesse in comodato, stabilita, fino al 2019, dall’articolo 13, comma 3, lettera 0a), del Dl 201/2011. Disposizione ripresa in modo quasi identico dall’articolo 1, comma 747, lettera c, della legge 160/2019, disciplinante l’Imu dal 2020.
Esenzione Ici con dimora abituale del proprietario
Per l’esenzione Ici dell’abitazione principale è sufficiente la presenza dei requisiti di legge in capo al solo possessore, senza che rilevi la residenza degli altri componenti il nucleo familiare. Con la sentenza 23489, depositata il 18 luglio, le Sezioni unite della Cassazione hanno fissato il principio di diritto conseguente alla pronuncia della Corte costituzionale 112/2025, per porre fine ai contenziosi ancora pendenti sulla “vecchia” imposta comunale. Tanto, nonostante il Comune interessato, dopo l’intervento della Consulta, avesse provveduto ad annullare in autotutela l’originario accertamento impugnato.
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Il video
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Il podcast
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