Stampa & Tributi del 21 Aprile 2026

Rottamazione, cantiere aperto. Esenzione Imu enti non commerciali e norme interpretative. Imu, esente anche l’abitazione principale parzialmente locata. I comuni non hanno l’esclusiva sulla raccolta dei rifiuti.

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Rottamazione, cantiere aperto

Riaprire il cantiere della rottamazione a 360 gradi. Non solo riammettendo alla quater chi non è riuscito a pagare le rate in scadenza al 30 novembre 2025 e 28 febbraio 2026, ma anche estendendo la quinquies ai contributi non versati alle casse previdenziali e alle cartelle affidate dagli enti locali ad Ader. Sarà ricco il pacchetto di emendamenti al decreto legge fiscale (dl n. 38/2026) che la Lega si appresta a depositare in commissione finanze del Senato. Il punto di partenza sarà l’emendamento Gusmeroli al decreto Milleproroghe che sembrava destinato ad approvazione certa e poi saltato per il contingentamento dei tempi parlamentari. Ma il progetto del partito di Matteo Salvini va oltre e punta a realizzare una superrottamazione (guardando anche a chi non ha potuto aderire alla quater, non può accedere alla quinquies o non può più rateizzare nemmeno con sanzioni e interessi) che tuttavia per diventare realtà dovrà fare i conti con le compatibilità di bilancio e la salvaguardia dei conti pubblici come ricordato in numerose sedi dal Mef.

Esenzione Imu enti non commerciali e norme interpretative

La Corte di Giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, con la sentenza n. 302 del 31/03/2026 ha rilevato, in primo luogo, che la disposizione della legge di bilancio 2026 in materia di attività didattiche non può essere retroattiva, nonostante la precisazione normativa, poiché introduce di fatto un criterio nuovo. Anzi, ha osservato la Corte, che la stessa Corte di cassazione (ordinanza n. 30873/2023) ha osservato come la presa di posizione ministeriale di ritenere svolta con modalità non commerciale l’attività didattica i cui proventi derivanti dalle rette siano inferiori al costo medio per studente è in aperto contrasto con il diritto europeo, in quanto per la Corte europea al fine di quantificare un’attività economica è sufficiente che vi sia un legame diretto tra la somma pagata ed il servizio offerto. Quindi, concludono i Giudici piemontesi, “anche a voler attribuire un valore retroattivo alla disposizione di prevista dall’articolo 1, comma 856, legge 199/2025, la stessa dovrebbe essere disapplicata, poiché contraria all’ordinamento europeo”. Insomma, sembra che l’esperienza infelice dell’esenzione Ici per enti non commerciali, che ha determinato la condanna dell’Italia per violazione del divieto di aiuti di Stato (vedasi la dichiarazione Recupero Ici ENC), non abbia insegnato nulla.

Imu, esente anche l’abitazione principale parzialmente locata

È esente da Imu anche l’abitazione principale parzialmente locata, non sussistendo alcuna causa ostativa nella normativa di riferimento. La conferma giunge dall’ordinanza 8236/2026 della Corte di cassazione, che ha così stigmatizzato una prassi accertativa seguita da alcuni Comuni. Il caso riguardava la casa di abitazione principale in relazione alla quale alcune stanze erano concesse in affitto a terzi. Secondo la tesi del Comune, lo stato di locazione parziale dell’unità immobiliare sarebbe stata incompatibile con la qualifica di abitazione principale, con la conseguenza che la stessa avrebbe perso l’esonero da Imu.

I comuni non hanno l’esclusiva sulla raccolta dei rifiuti

V a esclusa la privativa comunale (cioè diritto di esclusiva) sull’attività di raccolta rifiuti per l’avvio a recupero. Questo il principio ribadito dal Consiglio di Stato, sezione IV, n. 1976, dell’11 marzo 2026. Il giudizio origina da una prescrizione della Città Metropolitana di Venezia che avrebbe inteso precludere all’impresa di raccogliere rifiuti urbani direttamente dai privati, L’esclusione della privativa dal recupero, non compromette però il fatto che i rifiuti provenienti da utenze non domestiche, simili per natura e composizione a quelli domestici, siano definiti rifiuti urbani, anche se conferiti al di fuori del servizio pubblico di raccolta. E, quindi, essi concorrono agli obiettivi di preparazione per il riutilizzo e di riciclaggio. Lo ha ricordato, quasi in contemporanea alla sentenza, il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, rispondendo ad un interpello del Comune di Cartigliano (protocollo n. 0059566 del 18 marzo 2026).

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Il video

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Il podcast

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