Stampa & Tributi del 19 novembre 2025

Entrate fiscali, 26 miliardi in più sul 2024 (+4,2%). Riscossione locale, rilancio impossibile senza affrontare il nodo delle banche dati. L’utenza telefonica collegata via Fwa deve o non deve essere conteggiata per il pagamento del Cup?

#newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi.

**

Entrate fiscali, 26 miliardi in più sul 2024 (+4,2%).

Nel periodo gennaio-settembre 2025 il quadro delle entrate tributarie e contributive è incoraggiante. A riprova di ciò il gettito complessivo è in crescita di 26,6 miliardi di euro rispetto allo stesso arco temporale del 2024, pari a un aumento del 4,2%. A trainare la dinamica sono soprattutto le entrate contributive, salite di 18,6 miliardi (+9,4%), mentre il versante tributario registra un incremento più contenuto, pari a 8,1 miliardi di euro (+1,9%). È quanto risulta consultando i dati diffusi dal Mef circa le entrate dei primi nove mesi del 2025.

Riscossione locale, rilancio impossibile senza affrontare il nodo delle banche dati.

Il tema della mancata riscossione delle entrate negli enti locali è sicuramente una emergenza nazionale, e colpisce in particolare il Mezzogiorno. Si capisce, perciò, che il Governo voglia intervenire sul tema. Questo avviene nella legge di bilancio (articolo 118), nell’intento di migliorare la capacità di riscossione dei Comuni, intervenendo sulla attività di riscossione coattiva.

Al di là di quale sia la società, resta che la norma appare lacunosa, perché il problema, in primo luogo riguarda non solo i tributi ma anche le tariffe, che non sono soggette a iscrizione a ruolo. Soprattutto, la disposizione sottovaluta il fatto che la morosità è frutto di un ciclo nel quale è difficile prescindere dalla qualità delle banche dati dei soggetti al tributo: se restano in mano ai Comuni, e questi non sono in grado di aggiornarle, ci si troverà sempre di fronte a un gran numero di atti inesistenti che gonfiano il dato della morosità.

Molto meglio sarebbe affiancare le amministrazioni locali e le società di gestione dei servizi pubblici in un percorso che consenta loro di acquisire una reale capacità di riscossione, cogliendo l’occasione per osservare e rimuovere le tante criticità, tecniche e non solo, che rendono difficile la fisiologia del rapporto di esazione. Di questo si parlerà nel convegno che Aspel e Ifel hanno organizzato a Roma per il 26 novembre. Ogni discussione è benvenuta, perché serve un colpo d’ala e non la tendenza a ripercorrere i sentieri consueti.

**