Stampa & Tributi del 19 Marzo 2026

Comuni, il Mef accelera su Amco. Tari, bonus rifiuti calcolato al netto degli sconti degli enti locali. Atti del fisco dai privati

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Comuni, il Mef accelera su Amco

I l governo accelera sulla riforma della riscossione locale. Con l’obiettivo di aggredire il magazzino monstre di 27 miliardi di crediti non riscossi di competenza dei comuni (tra Tari, Imu, multe stradali e altre tasse locali non pagate) che crea sofferenze nei bilanci dei sindaci sempre più ingessati dal Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) in cui sono accantonati 5,7 miliardi di euro (stando ai dati dei preventivi) che salgono a 34,6 miliardi nei rendiconti.

L’obiettivo è mettere Amco nelle condizioni di essere operativa dal giorno successivo all’emanazione del decreto, senza la necessità di ulteriori provvedimenti attuativi.

Tari, bonus rifiuti calcolato al netto degli sconti degli enti locali

Lo sconto del 25% sulla Tari riservato alle famiglie in condizioni economiche meno fortunate va calcolato al netto delle eventuali agevolazioni riconosciute dai Comuni. Il termine ordinario entro cui riconoscere il bonus è il 30 giugno, ma questo limite può essere derogato quando le scadenze previste in bolletta siano successive: in quei casi, la deadline di fine giugno vincola solo l’emissione del documento di riscossione. Sono questi i due chiarimenti più importanti arrivati da Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che ieri ha diffuso una serie di note operative sull’applicazione del bonus rifiuti.

Atti del fisco dai privati

L’ operatore di posta privata può intervenire nell’iter di notifica di atti tributari via Pec a patto che a richiedere il procedimento sia un soggetto legittimato come l’Agenzia entrate riscossione. E che l’azienda non pubblica sia utilizzata solo per recapitare la raccomandata informativa, cioè quella che serve ad avvisare la società contribuente che le cartelle di pagamento sono state depositate nell’area riservata del sito di InfoCamere; il tutto perché è risultata inattiva la Pec dell’azienda indicata in Ini-Pec, il registro pubblico nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata gestito dal ministero delle Imprese. Si applicano in tal caso le sole regole del regolamento postale ordinario e non le disposizioni sulle notifiche a mezzo posta. Così la Cassazione civile, sez. tributaria, ordinanza 6092 del 17/3/2026.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=z0_rxJ8vV-s