Stampa & Tributi del 19 gennaio 2026

Piano delle dismissioni immobiliari del Comune sempre aggiornabile. Autotutela facoltativa, inammissibile il ricorso contro il rifiuto tacito. Imu dovuta sui terreni occupati dal comune. Tari, è bene garantire il contraddittorio.

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Piano delle dismissioni immobiliari del Comune sempre aggiornabile.

Il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari costituisce uno strumento di programmazione dinamica della gestione patrimoniale dell’ente locale e, in quanto tale, è sempre suscettibile di aggiornamento. Esso non cristallizza scelte irreversibili, né vincola l’Amministrazione a un assetto immutabile del proprio patrimonio, ma riflette valutazioni che possono e devono essere riconsiderate alla luce del mutare delle esigenze finanziarie, organizzative e delle finalità di interesse pubblico. In questa prospettiva si colloca la sentenza del Tar Lazio, Roma, sezione II-bis, n. 98/2026, che ha ribadito la natura ampiamente discrezionale della decisione dell’ente di procedere all’aggiornamento del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, anche quando tale scelta sia motivata dalla mancata attuazione del piano precedente.

Autotutela facoltativa, inammissibile il ricorso contro il rifiuto tacito.

Va considerato inammissibile il ricorso contro il silenzio rifiuto opposto dall’ufficio all’istanza di annullamento in autotutela contro il provvedimento di scarto della comunicazione di cessione/sconto per interventi di superbonus. Con la decisione 13501/33/2025 la Cgt di primo grado di Roma (presidente e relatore Papa) affronta uno dei primi casi noti in cui il contribuente subisce la differente disciplina che il nuovo testo dello Statuto del contribuente ha disposto – non senza critiche dottrinali – nei confronti dell’autotutela obbligatoria e di quella facoltativa.

Imu dovuta sui terreni occupati dal comune.

Il proprietario del terreno deve pagare l’Imu anche se l’area è occupata dal comune. L’occupazione dei terreni e la realizzazione dell’opera pubblica non fa venir meno il possesso dell’appezzamento, né quindi l’obbligo del pagamento dell’imposta, fino a quando non interviene l’ablazione del fondo. Sono le conclusioni che si leggono nell’ordinanza n. 33227/2025 emessa dalla sezione quinta della Cassazione civile tributaria depositata in cancelleria il 19 dicembre 2025.

Tari, è bene garantire il contraddittorio.

Va riconosciuta l’applicazione del principio del contraddittorio endoprocedimentale rispetto all’adozione di un atto accertativo dell’ente locale il quale, solo dopo la proposizione del ricorso, provveda a operare delle rettifiche sullo stesso. Lo si legge nella sentenza n. 9/2026 della Cgt di I grado di Latina (presidente relatore Costantino Ferrara), depositata lo scorso 5 gennaio.

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