Stampa & Tributi del 18 Maggio 2026

Nei Comuni corsa contro il tempo per la rottamazione quinqiuesAgevolazioni Imu, Cassazione ancora incerta sull’obbligo di dichiarazioneSulle aree edificabili le decisioni dei giudici sono pro contribuenteVerifica salva-conti sull’Imu dello sportEnti non profit, decisive le tariffe adottateCup, cause al giudice tributario
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Nei Comuni corsa contro il tempo per la rottamazione quinqiues
Con l’emendamento approvato al Ddl di conversione del decreto fiscale, si apre la strada della rottamazione 5 alle entrate comunali. L’applicazione riguarda la totalità dei crediti affidati all’agenzia delle Entrate-Riscossione tra 2000 e 2023. I Comuni potranno solo decidere se aderire, in tempi stretti. I provvedimenti dovranno essere pubblicati sul sito dell’ente entro il 30 giugno, e inviati ad Ader, con le modalità che l’Agenzia dovrà stabilire entro il 15 giugno. È poi previsto l’invio anche al Mef, ai soli fini statistici. L’adesione va decisa con delibera del consiglio comunale. Quindi nei fatti i Comuni hanno poco più di un mese per decidere e approvare, sebbene del si parli da mesi. Il caso dei Comuni che vanno al voto in questi giorni (sono circa 980) è al limite delle possibilità, per l’ovvia difficoltà di riunire il vecchio consiglio dopo lo scioglimento e per i tempi incerti di attivazione dei nuovi organi.

Agevolazioni Imu, Cassazione ancora incerta sull’obbligo di dichiarazione
Sull’obbligo dichiarativo Imu, e in particolare sulla obbligatorietà della denuncia ai fini dell’applicazione di agevolazioni ed esenzioni, l’orientamento della Cassazione non appare univoco ed è pertanto fonte di incertezza per i contribuenti. Con l’approssimarsi della scadenza del 30 giugno, relativa alla dichiarazione per il 2025, è opportuno fare il punto della situazione, anche allo scopo di non perdere taluni benefici di legge che l’interessato si fosse “auto applicato” nel corso dell’anno passato. Naturalmente le stesse considerazioni valgono anche per il 2026, in vista dell’acconto del 16 giugno (con la dichiarazione da inviare entro il 30 giugno 2027).
Adempimenti inderogabili La situazione cambia quando ci si sposta sull’esenzione per gli enti non commerciali, in relazione alla quale è stato affermato che l’obbligo dichiarativo Imu è sempre un elemento costitutivo dell’agevolazione (Cassazione, 24200/2024). È vero che secondo la normativa la denuncia va presentata ogni anno, ma non c’è alcuna decadenza espressa in caso di omissione.

Sulle aree edificabili le decisioni dei giudici sono pro contribuente
Un caso in cui la giurisprudenza della Cassazione sull’obbligo dichiarativo appare anche eccessivamente garantista per i contribuenti è quello delle aree edificabili. In particolare, con la sentenza 13662/2026 (che segue l’ordinanza 11443/2023), la Corte ha preso in esame le variazioni di valore delle aree edificabili da un anno all’altro. In proposito, ha innanzitutto osservato che l’andamento delle compravendite dei suoli sarebbe elemento, per un verso, a disposizione dell’amministrazione comunale e, sotto altro profilo, di contenuto troppo indeterminato per essere oggetto di un obbligo dichiarativo da parte del contribuente. La Corte distingue tra le modifiche di destinazione urbanistica del suolo, che, in quanto elemento fattuale certo, parrebbero comportare l’insorgenza dell’adempimento in esame, e per l’appunto le mere oscillazioni di valore, che invece, in ragione della loro aleatorietà, non dovrebbero essere dichiarate.

Verifica salva-conti sull’Imu dello sport
Prima della scadenza dell’acconto Imu i Comuni devono individuare le tariffe a libero mercato per le attività sportive, per evitare un’esenzione generalizzata anche per chi svolge l’attività con modalità commerciale. L’adempimento è previsto dall’articolo 6-bis del Dl 84/2025, il quale prevede che i Comuni individuano, sentite le rappresentanze sportive locali, i corrispettivi medi previsti per analoghe attività sportive svolte con modalità concorrenziali nello stesso ambito territoriale per verificare il rispetto delle condizioni per l’esenzione previste dal Dm n. 200/2012, cioè che l’attività sia svolta dietro versamento di un corrispettivo simbolico e, comunque, non superiore alla metà dei corrispettivi medi previsti per analoghe attività svolte con modalità concorrenziali. Il Comune deve individuare i corrispettivi a libero mercato ogni anno e a pubblicarli sul sito.

Enti non profit, decisive le tariffe adottate
A i fini dell’esenzione Imu per gli enti non commerciali, la natura dell’attività deve essere verificata in concreto, attribuendosi particolare rilievo alle tariffe applicate; se queste risultano allineate ai prezzi di mercato e l’offerta è rivolta a un pubblico indifferenziato, l’attività assume carattere commerciale e l’esenzione non spetta. Sono i canoni riconosciuti dalla Cgt di II grado del Lazio nella sentenza n. 5485/2025.

Cup, cause al giudice tributario
I l canone unico, applicato dagli enti locali per l’occupazione di suolo pubblico e per la diffusione di messaggi pubblicitari, è un tributo e le relative controversie sono soggette alla giurisdizione tributaria, ancorché il legislatore gli abbia riconosciuto una natura patrimoniale. Lo hanno affermato le Sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza 12225 del 1° maggio 2026 (si veda ItaliaOggi del 6/5/2026).