Stampa & Tributi del 17 Marzo 2026

La rottamazione estingue la lite. La definizione agevolata per le entrate locali: un’arma a doppio taglio. Riscossione affidata al concessionario, la Corte conti «richiama» l’ente al controllo. Airbnb, tassa di soggiorno a 110 mln.

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La rottamazione estingue la lite

C on la rottamazione quater la prima (o unica) rata regolarmente versata dal contribuente estingue il giudizio di legittimità anche nei confronti del coobbligato che non ha aderito alla definizione agevolata di cui all’articolo 1, commi 231 e seguenti della legge 29.12.2022, n. 197 (manovra di bilancio 2023). Pesa l’interpretazione autentica di cui all’articolo 12-bis del decreto-legge del 17/06/2025 n. 84, convertito dalla legge del 30/07/2025 n. 108, secondo cui il perfezionamento si realizza con il versamento: dopo la produzione della ricevuta di pagamento il giudice dichiara d’ufficio l’estinzione del processo. E nella rottamazione quater rientrano anche debiti di natura non tributaria, a patto che risultino da carichi affidati agli agenti della riscossione dal primo gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Lo stabiliscono le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza n. 5889 del 15/03/2026.

La definizione agevolata per le entrate locali: un’arma a doppio taglio

La legge di stabilità 2026 (legge n. 199/2025, all’articolo 1 commi dal 102 al 110), ha introdotto nell’ambito dei tributi locali la possibilità di regolamentare forme di definizione agevolata. Sulla prima parte la Fondazione IFEL ha interpretato la norma ammettendo nel suo prototipo di regolamento (parte V) la regolarizzazione dei crediti legati ad omessi versamenti e omesse dichiarazioni fino al 01 gennaio 2026, prima ancora che questi siano conclamati in un avviso di accertamento, consentendo al contribuente, in sostanza, di risparmiare interessi e sanzioni comunque dovute, anche a titolo di ravvedimento operoso. Certamente può essere una lettura ma non l’unica. Il comma 103 prevede forme di definizione agevolata anche per i casi in cui siano già in corso procedure di accertamento, non per i casi in cui il procedimento di accertamento non è stato nemmeno formalmente avviato. Ad esempio si potrebbe pensare a forme di definizione agevolata nei casi in cui è stato notificato uno schema di atto o è in corso un procedimento di accertamento con adesione preventivo, ossia prima della notifica dell’avviso. Peraltro, il legislatore ha utilizzato la parola “anche”, a cui potrebbe darsi un significato di ipotesi residuale di definizione agevolata. Da non sottovalutare infine poi la previsione del comma 106, di limitare l’agevolazione a periodi circoscritti.

Riscossione affidata al concessionario, la Corte conti «richiama» l’ente al controllo

Quando un Comune affida la riscossione delle proprie entrate a una società concessionaria, non esaurisce il proprio ruolo con la stipula del contratto. L’ente resta pienamente responsabile del buon andamento del servizio e deve esercitare un monitoraggio costante sull’operato del concessionario, verificando che l’attività sia coerente con gli obiettivi di riscossione e conforme ai principi di efficacia, efficienza ed economicità previsti dalla legge 241/1990. È quanto ribadito dalla Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Lombardia, con la deliberazione n. 74/2026/PRSP. La Corte richiama un orientamento ormai consolidato della magistratura contabile: l’affidamento esterno della riscossione non trasferisce all’esterno la responsabilità della gestione delle entrate, che resta in capo all’ente titolare del credito.

Airbnb, tassa di soggiorno a 110 mln

A irbnb ha versato oltre 110 milioni di euro di imposta di soggiorno per conto degli host in Italia nel 2025, circa 10 milioni in più rispetto ai quasi 100 milioni del 2024. Si tratta del secondo anno di applicazione su scala nazionale del sistema di riscossione automatica del tributo da parte delle piattaforme, introdotto con le modifiche normative sulle locazioni brevi. La misura deriva infatti dalle modifiche al decreto legge 50/2017, introdotte con la legge di bilancio 2024, che hanno esteso a livello nazionale il meccanismo di riscossione dell’imposta di soggiorno da parte delle piattaforme digitali per conto degli host. In base alla norma, piattaforme come Airbnb applicano automaticamente l’imposta al momento della prenotazione, sulla base delle tariffe stabilite dai singoli comuni, e la versano poi direttamente agli enti locali secondo le modalità previste dai regolamenti municipali.

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Il video

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Il podcast

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