Stampa & Tributi del 15 ottobre 2025

De Benedetti: riscossione, tutto il processo è da riscrivere.  Braccio di ferro su rottamazione. Cartelle, rottamazione per i carichi affidati fino a tutto il 2023. Dl anticipi, imposta di soggiorno maggiorata anche per finanziare l’assistenza ai minori

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De Benedetti: riscossione, tutto il processo è da riscrivere

I l magazzino fiscale supera i 1.272 miliardi di euro, di cui circa il 40% è considerato di difficile recupero, per contribuenti falliti, deceduti o nullatenenti. Altri 100 miliardi circa sono crediti per i quali non è stata ancora avviata alcuna azione cautelare o esecutiva. Il valore del carico residuo contabile dei carichi affidati dal 2000 al 2024 è composto da oltre 290 milioni di singoli crediti da riscuotere contenuti in circa 173 milioni di cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivo, e interessa circa 21,8 milioni di contribuenti. Gli importi riscossi a titolo di gestione agevolata assommano a 34,2 miliardi ossia circa il 19% delle riscossioni del periodo 2000-2024.

Il secondo auspicio è che sia messo il contribuente nelle condizioni di pagare nella maniera più semplice possibile e – ha aggiunto Benedetti – che sia premiato il contribuente che paga sempre, almeno un bonus». Insomma il sistema per il presidente della commissione va totalmente ripensato:«’ da riconsiderare la fase dell’accertamento, è da riconsiderare la fase della riscossione, è da riconsiderare la fase della notifica».Sul primo punto bisogna fare un “efficientamento” nel senso di “non aspettare la fine del periodo per passare poi ad Ader o a chi sarà il soggetto futuro il cerino acceso che si sta però spegnendo”. La notifica, ha rilevato ancora “è uno dei punti deboli. Spesso il contribuente che viene a impugnare l’atto, molto spesso l’atto finale, dice di ignorare che ha avuto cartelle prima o avvisi di accertamento esecutivi”. L’utilizzo della pec è “un grosso passo avanti” anche se a sua volta ha dei problemi.

Braccio di ferro su rottamazione

Rottamazione 5 escluso chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi. Si va, però, verso una misura che ricomprenda tutte le cartelle notificate al 31 dicembre 2023, con rate diluite sui nove anni, senza fee all’ingresso con il recupero anche dei decaduti. Si perde il treno se non si versano due rate anche non consecutive e sui tributi locali la misura se la scelta della rottamazione spetterà ai comuni o no, è ancora sotto esame. Il costo dell’operazione è stato ridotto di 3 mld grazie all’esclusione dal perimetro di quelli in bonis sulla rottamazione 4. Sono ancora aperti molti fronti comunque e è probabile che l’assetto definitivo si conoscerà nel prossimo consiglio dei ministri con l’approvazione della legge di bilancio nel suo insieme.

Cartelle, rottamazione per i carichi affidati fino a tutto il 2023

Con la rassicurazione arrivata dal Mef che «nella manovra saranno definite anche le iniziative di pacificazione fiscale rivolte ai contribuenti», nelle prossime ore si tratterà di mettere a punto tutti i dettagli per capire quanto sarà effettivamente corta la coperta della nuova rottamazione delle cartelle. Le ipotesi e le formulazioni messe sul tavolo sembrano aver trovato una convergenza verso un principio. Saranno esclusi dalla nuova sanatoria tutti i casi in cui il mancato pagamento discende da comportamenti viziati dal dolo del contribuente. Di qui, come anticipato da «Il Sole 24 Ore» di ieri, la nuova definizione agevolata sarà “aperta” solo a chi ha ricevuto cartelle relative ad avvisi bonari, ossia i controlli per chi non ha versato le imposte dovute in base alle dichiarazioni dei redditi presentate oppure ha ricevuto un controllo formale relativo a una delle spese detraibili o deducibili indicate all’interno del modello 730 o Redditi. Lo stesso principio traccerà i confini della rottamazione dei debiti contributivi. Mentre fuori gioco per definizione saranno multe, Tari, Imu e le altre entrate di comuni, province e regioni.

Dl anticipi, imposta di soggiorno maggiorata anche per finanziare l’assistenza ai minori

Nel decreto «anticipi» approvato ieri dal consiglio dei ministri entra anche la proroga per l’anno prossimo delle misure incrementali dell’imposta di soggiorno; il 30% del gettito extra sarà però girato al bilancio statale, con l’obiettivo di incrementare il fondo per l’inclusione delle persone con disabilità e di quello dedicato all’assistenza ai minori.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=zf3PRHPSdDI