Cartelle rottamate con comodo. Residui attivi vetusti, il perdurare delle procedure di riscossione coattiva depone per la cancellazione. Nuovo avviso al posto del vecchio, addio cartelle se il fisco non lo dice. Alle grandi manovre sull’Imu. A Milano una stangata sulla tassa di soggiorno.
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Cartelle rottamate con comodo
Cambia la rottamazione, si riapre il capitolo delle irregolarità dichiarative e prende forma il nuovo Codice tributario. Il viceministro dell’economia, Maurizio Leo, intervenuto ieri all’incontro organizzato dall’Ordine dei Commercialisti di Napoli presieduto da Eraldo Turi, con la partecipazione della Fondazione guidata da Vincenzo Moretta, ha messo sul tavolo le prime conferme ufficiali della prossima stagione fiscale. La notizia più immediata riguarda la rottamazione quater: il Governo introdurrà una estensione riservata ai contribuenti in regola alle agevolazioni previste dalla rottamazione quinques (54 rate bimestrali al posto di 18 trimestrali) e porterà gli interessi dal 4 al 3%
Residui attivi vetusti, il perdurare delle procedure di riscossione coattiva depone per la cancellazione
La Sezione regionale di controllo della Corte de conti per il Veneto nella deliberazione n. 199/2025 riaffronta il tema della conservazione in bilancio di residui attivi vetusti, situazione che si riscontra comunemente nei bilanci degli enti locali. I Magistrati contabili veneti pongono in evidenza come la lettura, in maniera coerente con i principi generali di prudenza, di veridicità, attendibilità correttezza e comprensibilità, del paragrafo 9.1 del principio contabile 4/2, porti a ritenere che la mancata conclusione delle procedure giudiziali o stragiudiziali di esecuzione coattiva o la mancata dichiarazione di definitiva inesigibilità del credito da parte dell’agente della riscossione non costituisce ragione di per sé sufficiente a giustificare il mantenimento nel conto del bilancio dell’ente locale di un residuo attivo di anzianità ultra-triennale e di dubbia o difficile esigibilità, a meno che non sussistano congrui e plausibili elementi capaci di fondare ragionevoli aspettative di effettivo incasso, di cui l’ente deve fornire, in occasione delle operazioni di riaccertamento annuale ordinario dei residui, adeguata ed esaustiva motivazione, tanto più pregnante e incisiva quanto più remoto è l’esercizio di provenienza del residuo stesso.
Nuovo avviso al posto del vecchio, addio cartelle se il fisco non lo dice
Addio cartelle esattoriali se il fisco non indica che il nuovo avviso di accertamento emesso in autotutela sostituisce il precedente: il secondo atto, infatti, deve specificare che il primo è stato annullato, mentre in assenza di tale dichiarazione l’avviso successivo non risulta idoneo a fondare la riscossione ed è dunque escluso che il contribuente debba impugnarlo. Il tutto perché l’amministrazione finanziaria è tenuta a rispettare sia il diritto di difesa del contribuente sia il divieto di doppia imposizione in dipendenza dello stesso presupposto. Così la Cassazione civile, sez. tributaria, nell’ordinanza n. 29604 del 10/11/2025.
Alle grandi manovre sull’Imu
Comuni, grandi manovre sull’Imu. Con la firma del decreto Mef 6 novembre 2025 da parte del vice ministro Maurizio Leo (attualmente in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) riapre anche il cantiere della principale imposta municipale. Gli enti sono chiamati a fare le proprie valutazioni e decidere se confermare o meno le aliquote definite per il 2025. E dovranno farlo nel quadro di una sessione di bilancio che per il momento (e salvo proroghe) dovrà concludersi entro il prossimo 31 dicembre.
A Milano una stangata sulla tassa di soggiorno
Milano, stangata sulla tassa di soggiorno: negli affitti brevi 9,50 euro a notte, quasi come un 5 stelle. Il Comune di Milano si prepara a varare un aumento dell’imposta di soggiorno su hotel e locazioni brevi, con un impatto particolarmente pesante su Airbnb & co., che verranno di fatto equiparate alla fascia alta dell’offerta alberghiera. Già a giugno l’imposta di soggiorno per le locazioni brevi era stata innalzata da cinque euro a 6,30, adesso viene innalzata a 9,50 a prescindere dalla tipologia dell’immobile.
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Il video
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Il podcast
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