Stampa & Tributi del 14 Maggio 2026

Rottamazione quinquies per Imu, Tari e multe: domande entro ottobreDalla riscossione «trasparente» più chiarezza sulle responsabilità locali

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Rottamazione quinquies per Imu, Tari e multe: domande entro ottobre

via libera nella conversione del decreto fiscale alla rottamazione quinquies anche ai carichi degli enti territoriali affidati ad agenzia delle Entrate Riscossione (Ader), con una tempistica su misura, per permettere agli enti di deliberare l’adesione. Va precisato, tuttavia, che non si tratta di un’estensione della definizione agevolata prevista dai commi da 82 a 101 della legge di Bilancio, ma si tratta di un’autonoma forma di definizione agevolata completamente disciplinata dalla norma statale e il cui perimetro di applicazione non può essere modificato dal Comune. Pertanto, non occorrerà approvare alcun regolamento, ma solo una delibera consiliare con cui si aderisce alla rottamazione erariale, con le deroghe e integrazioni previste dal decreto fiscale. Oggetto della rottamazione sono tutti i carichi affidati ad Ader dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e riguardano debiti tributari come ad esempio quelli per Imu e Tari, patrimoniali (come le rette scolastiche) e sanzioni al Codice della strada. Rimangono esclusi, come avvenuto per tutte le precedenti rottamazioni, i debiti derivanti dalle pronunce della Corte dei conti.

Dalla riscossione «trasparente» più chiarezza sulle responsabilità locali

Il punto politico-amministrativo più interessante della riforma della riscossione ( Locali & Edilizia del 7 maggio scorso) e del decreto applicativo del Mef ( Dlgs 110/2024 su NT+ Enti Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio scorso) non è tanto il flusso informativo in sé, quanto il cambio di paradigma nel rapporto tra riscossione e responsabilità degli enti locali. Il decreto attuativo, infatti, rende molto più trasparente e tracciabile ciò che accade dopo l’affidamento del credito all’agente della riscossione. Ma proprio questa trasparenza finisce per riflettersi a monte, cioè sulla capacità dei Comuni di accertare davvero i tributi dovuti e di sostenere fino in fondo l’azione di recupero.

Nuove liti fiscali in calo del 10%

S i riduce il contenzioso nel processo tributario, grazie alla digitalizzazione e al Pnrr. Nell’ultimo biennio le nuove liti sono calate del 10% e quelle definite sono cresciute del 2,8%. In primo grado di giudizio i ricorsi nel 2025 sono scesi del 14,6% rispetto al 2024 e nel primo trimestre 2026 il contenzioso è già in flessione dell’8,1%. Il valore dei giudizi tributari lo scorso anno è stato di 24,2 miliardi: in primo grado 16 miliardi, in appello 8,2 miliardi. Il Sud è in testa per litigiosità, con la Campania prima. E’ quanto emerso dall’audizione del direttore del dipartimento della giustizia tributaria del Mef, Fiorenzo Sirianni in audizione dinanzi alla commissione bicamerale sull’anagrafe tributaria.