Riaffidamento dei carichi discaricati all’Ader:si avvicina la scadenza per l’adesione. IncentiviImu eTari dentro iltetto della spesa di personale. La morosità mette a nudo «l’illusione della tariffa».
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Riaffidamento dei carichi discaricati all’Ader:si avvicina la scadenza per l’adesione
Si avvicina la prima scadenza del nuovo sistema di gestione delle quote interessate al discarico introdotto dal Dlgs 110/2024. Entro l’8 agosto 2026, infatti, gli enti che hanno affidato carichi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2025 possono aderire alle condizioni di servizio per il riaffidamento delle somme che saranno oggetto di discarico mediante adozione e invio di apposita delibera.
L’adesione alle condizioni comporta specifici obblighi organizzativi. L’ente dovrà collaborare con l’Agenzia fornendo la documentazione necessaria, comunicare in modo puntuale gli elementi patrimoniali rilevati, trasmettere le informazioni con adeguato anticipo rispetto alla prescrizione del credito. È quindi evidente che il nuovo sistema attribuisce agli enti un ruolo attivo rispetto al passato. Non basta attendere l’esito della riscossione: occorre monitorare le posizioni restituite e valutare, caso per caso, se esistano concrete prospettive di recupero al fine di riattivare la riscossione coattiva.
IncentiviImu eTari dentro iltetto della spesa di personale
Gli incentivi per il recupero dell’evasione Imu e Tari restano fuori dal limite del salario accessorio, ma devono essere conteggiati nella spesa complessiva di personale. La Corte dei conti del Veneto, con la deliberazione n. 136/2026, ribadisce la linea già tracciata nel 2020 e separa nettamente due vincoli che spesso, nella gestione operativa, finiscono per essere sovrapposti. L’articolo 1, comma 1091, della legge 145/2018 consente agli enti locali di destinare al trattamento accessorio dei dipendenti una quota del maggior gettito accertato e riscosso derivante dal recupero di Imu e Tari. La norma stabilisce espressamente che queste risorse non rilevano ai fini del tetto previsto dall’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 75/2017. La deroga, però, si ferma qui.
La morosità mette a nudo «l’illusione della tariffa»
Il metodo tariffario è sempre al centro delle riflessioni quando si parla di idrico o di rifiuti. Questo testimonia l’importantissimo ruolo di impulso che riveste Arera in questi settori, perfino in termini di politica industriale. È, però, una visione parziale, che non deve portarci a dimenticare quelle realtà in transizione, dove è del tutto inadeguata la capacità effettiva di incassare ciò che viene fatturato e che rappresentano una parte non piccola del nostro Paese. Da qui, appunto, quella che possiamo definire “illusione della tariffa”, perché non basta una tariffa tecnicamente fondata, per garantire l’equilibrio economico-finanziario del gestore e gli investimenti. In un contesto ordinario, ovviamente questo ragionamento funziona. Però, in gran parte del Mezzogiorno la situazione è ben diversa, ed è caratterizzata da fragilità amministrative, scarsa capacità di riscossione, spesso anche ritardi negli affidamenti.
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Il video
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Il podcast
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