Stampa & Tributi del 12 novembre 2025

Sindaci, sono più che mai divisi. Esentati da Imu gli immobili provinciali scolastici in base a una sentenza apparente non ancora definitiva.

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Sindaci, sono più che mai divisi

Sindaci divisi. Un tempo trovavano un gentlemen agreement politico e coabitavano, adesso è arduo perché la politica si è radicalizzata e si sente già l’odore delle elezioni politiche. Perciò l’assemblea dell’Anci, l’associazione dei Comuni che si apre oggi a Bologna, rischia l’impasse. I sindaci di centrosinistra vorrebbero protestare contro i tagli agli enti locali della Finanziaria, quelli del centrodestra non osano e aggiungono che arriveranno finanziamenti aggiuntivi, per esempio sulla sanità, e quindi non è il caso di alzare la voce, meglio mediare e ottenere qualche mancia. E ricordano che il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha giudicato positivamente i provvedimenti del governo: «Soddisfatte gran parte delle richieste, con 2,4 miliardi in più sulla sanità e 250 milioni sulle borse di studio». Poi c’è il problema del terzo mandato, una tagliola per i primi cittadini dei Comuni al di sopra dei 5mila abitanti. Reclamare la modifica della legge? Il centrodestra è favorevole, il centrosinistra no.

Esentati da Imu gli immobili provinciali scolastici in base a una sentenza apparente non ancora definitiva

Gli immobili di proprietà della Provincia, destinati a scuola secondaria, sono esenti dall’Imu. La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Milano ha attribuito valenza di giudicato esterno alla sentenza emessa nel 2024 da altra sezione, sebbene ancora non passata in giudicato. I giudici hanno accolto il ricorso di una Provincia che ha impugnato l’avviso di accertamento del Comune per omesso versamento (anno 2019). La sentenza n. 4181/2025, depositata il 27 ottobre 2025, ha riproposto, in poco più di tre righe, gli stessi termini usati dalla precedente pronuncia, impugnata in appello per motivazione apparente: “Gli immobili oggetto di accertamento rientrano nei benefici di cui all’articolo 9, comma 8 Dlgs n. 23 del 14/3/2011 che prevede l’esenzione per gli immobili utilizzati per “compiti istituzionali”. E nel caso in esame è del tutto evidente detto utilizzo ai fini dell’istruzione, trattandosi di edifici destinati a scuole”. Ebbene, una pronuncia giurisdizionale non ancora definitiva può essere usata a fondamento del provvedimento con il quale viene risolta la medesima controversia riguardante un anno d’imposta successivo? Un’elencazione dei motivi di fatto e di diritto sui quali la decisione è fondata nonché un’esposizione più dettagliata dei criteri di valutazione adottati avrebbero senz’altro aiutato a comprendere il senso di una sentenza apparente oltreché apodittica. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14099 della sezione tributaria, depositata il 27 maggio 2025, ha ribadito il principio, ormai consolidato (ius receptum) della nullità delle sentenze di merito con motivazione apparente.