Comuni, il turnover non basta
Nel 2024 nei comuni italiani sono state assunte 28.020 unità di personale mentre ne sono uscite 25.167: un saldo positivo che porta il complesso del personale comunale al numero di 343.200 unità. Rispetto al 2023, l’aumento è di poco più di 1.500 persone complessivamente. È un dato positivo registrato dall’ultimo Rapporto IFEL “Il personale dei Comuni italiani”, frutto dell’elaborazione statistica dell’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dei db del Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato – IGOP. Nonostante dal 2019 sia ripreso il reclutamento, il personale comunale rimane ad un livello di unità insufficiente: dal 2007 è sceso, infatti, del 28,4%, fenomeno riconducibile a un processo graduale e costante di ridimensionamento degli organici comunali. Il dato relativo al turnover positivo dell’ultimo biennio non basta ad allontanare il sospetto di una bassa attrattività del comparto comunale che è confermata dal trend delle unità di personale cessato per cause diverse dal pensionamento. Nel periodo 2017-2024 si sono dimessi dai comuni per cause diverse dal pensionamento circa 82mila persone, il 26% dell’attuale personale comunale in servizio a tempo indeterminato. La bassa attrattività del comparto è determinata principalmente da retribuzioni modeste.
Immobili pubblici,parte il censimento:tutti i dati al Mef entro il 30 settembre
Le amministrazioni pubbliche dovranno trasmettere entro il 30 settembre 2026 al ministero dell’Economia i dati relativi al censimento dei beni immobili pubblici riferiti alla data del 31 dicembre 2025. La comunicazione, prevista dall’articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009 n. 191, va effettuata tramite l’applicativo “Immobili” del Portale dei servizi dei Dipartimenti del Tesoro e dell’Economia, anche in caso di assenza di beni da dichiarare, mediante dichiarazione negativa.
Conto alla rovescia per l’Imu
Mancano pochi giorni alla scadenza del termine per pagare l’acconto Imu. Il 16 giugno, infatti, è l’ultimo giorno utile per versare la prima rata dell’imposta municipale per l’anno in corso senza sanzioni e interessi. Dal 17 giugno per i contribuenti sarà possibile rimediare a ritardi e errori avvalendosi del ravvedimento operoso. Le mini sanzioni dovute in caso di regolarizzazione sono ancora più soft rispetto al passato, poiché è stata ridotta dal 30 al 25% la sanzione per omesso versamento. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 è stata ridotta la sanzione ordinaria, che a sua volta è abbattuta alla metà, vale a dire al 12,5 se il ritardo non supera i 90 giorni. E’ particolarmente conveniente sanare le violazioni spontaneamente entro 14 giorni dalla scadenza, pagando lo 0,833% per ogni giorno di ritardo.
Imu, sperequazioni territoriali
A Verona l’Imu sulle seconde case pesa il triplo che a Belluno, ma meno della metà che a Roma. E le stesse differenziazioni territoriali si osservano anche sugli altri cespiti colpiti dal tributo. È quanto emerge dallo studio del Dipartimento Stato Sociale, Politiche Economiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della UIL, che ha analizzato la ripartizione del carico sui capoluoghi di provincia. L’analisi ha evidenziato il contrasto tra realtà più onerose, in cui il costo dell’Imu sulle seconde case supera ampiamente i 3.000 euro annui, e altri territori, in cui il prelievo risulta significativamente più contenuto. Ad esempio, sulle seconde case a Roma (la città più cara) di pagano in media 3500 euro annui, ossia quasi il doppio dei circa 1700 euro da sborsare a Verona (che rientra comunque nella top ten dei centri più esosi). Ma restando in Veneto, a Belluno (che è annoverata fra le città meno care) il conto si ferma a poco più di 500 euro.
Imu,l’area in comproprietà resta agricola ma l’esenzione non spetta a tutti
La disciplina Imu delle aree edificabili possedute da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali continua a generare incertezze applicative, soprattutto nei casi di comproprietà. Le modifiche introdotte dalla L. n. 160/2019 impongono infatti di distinguere tra la qualificazione del terreno e la spettanza dell’esenzione dall’imposta. L’articolo 1, comma 741, lett. d), della Legge n. 160/2019 stabilisce che i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti alla previdenza agricola, sui quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale, sono considerati non fabbricabili ai fini IMU anche se urbanisticamente edificabili. Si tratta della cosiddetta “finzione di non edificabilità”, che trasforma fiscalmente un’area edificabile in terreno agricolo. Sul punto la giurisprudenza della Cassazione si è consolidata nel riconoscere natura oggettiva a tale qualificazione. Con le sentenze n. 15566/2010, n. 13261/2017, n.14696/2018 e, da ultimo, con le ordinanze n. 23591/2019 e n. 1919/2025, la Suprema Corte ha affermato che la destinazione agricola effettiva del fondo è incompatibile con il suo sfruttamento.
Società cancellata, ricorso ko
N ella società cancellata dal registro delle imprese da oltre cinque anni, il ricorso per cassazione proposto dalle Entrate (o dalla Agenzia della riscossione) nei confronti della società o del difensore del liquidatore o dell’ultimo rappresentante legale è inammissibile; il ricorso, infatti, può essere proposto solo ai soci succeduti ex articolo 2495 del codice civile, che mantengono la legittimazione processuale attiva e passiva e le responsabilità in dipendenza della natura della partecipazione. Sono le conclusioni della Cassazione civile-tributaria che si leggono nella sentenza n.10381/2026 depositata in cancelleria il 20 aprile scorso.
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Il video
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