Stampa & Tributi del 11 novembre 2025

Riscossione, rischio spezzatino. Rottamazione, accesso ampliato. La legge di Bilancio 2026 alleggerisce il fondo crediti di dubbia esigibilità. Stop alla giungla di aliquote Imu. Imu, nel nuovo prospetto per le aliquote 2026 più differenziazioni.

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Riscossione, rischio spezzatino.

Riscossione degli enti locali, rischio spezzatino. Se Giorgetti blinda la scelta del ministero dell’economia di inserire in legge di bilancio all’articolo 118 comma 3 la creazione di una nuovo ente affidato a Amco (asset management company), da Upb e Corte conti arrivano perplessità sull’operazione nel suo insieme. La prima evidenzia il rischio di complessità gestionale e frammentazione, la seconda parla di forte spinta accentratrice. Ancora più tranchante Anacap, Associazione Nazionale Aziende Concessionarie Servizi Entrate Enti Localiche ha inviato una memoria alla commissione V bilancio del senato dove non esita a bollare la misura come la creazione di un perfetto duplicato di Agenzia delle entrate Riscossione con profili di irregolarità. Per Giorgetti, però, questa scissione si deve fare e senza perdere altro tempo.

Ma la Corte non si spiega la scelta caduta su Amco rispetto a altri strumenti alternativi. Sul punto infine si segnala Anacap che oltre a vedere una perfetta duplicazione nelle nuove funzioni di Amco rispetto a Ader ipotizza che AMCO, in un futuro prossimo, dovrebbe occuparsi della cessione e cartolarizzazione dei crediti facenti parte del “magazzino fiscale” degli enti territoriali (25 miliardi di euro) e non solo di quelli.

Rottamazione, accesso ampliato

Per la pace fiscale accesso consentito anche a coloro che ricevono atti di accertamento che però non siano legati alla contestazione della dichiarazione omessa. «Stiamo cercando di escludere una categoria: quella degli evasori totali», spiega a ItaliaOggi uno dei quattro relatori della legge di bilancio 2026 rappresentante della Lega, il senatore Claudio Borghi che sempre sulla rottamazione 5 aggiunge: « gli interessi al 4% sono elevati è più ragionevole indicizzarli al tasso legale». Mentre per la cedolare secca aumentata sugli affitti brevi tramite Airbnb non ha mezzi termini: «proporrò la cancellazione».

La legge di Bilancio 2026 alleggerisce il fondo crediti di dubbia esigibilità

I bilanci correnti degli enti locali sono sempre più ingessati dal peso del fondo crediti di dubbia esigibilità, il cui calcolo sulla base delle mancate riscossioni storiche a competenza del quinquennio precedente determina spesso importi molto incidenti rispetto al totale delle spese. Accantonamenti che tuttavia, laddove nel corso dell’anno la capacità di riscossione dei residui si mantenga invariata o addirittura migliori, potrebbero spesso risultare a consuntivo non del tutto necessari per adeguare il fondo. Lo strumento è senza dubbio indispensabile per garantire il corretto mantenimento degli equilibri effettivi del bilancio di previsione, evitando cha siano impegnate risorse che non corrispondono a somme effettivamente incassate, anche se, la modalità di calcolo, basata sulla media quinquennale del rapporto tra gli incassi in c/competenza e gli accertamenti a competenza (con possibilità di considerare anche gli incassi in c/residui dell’anno realizzati nell’anno successivo), potrebbe determinare una sovrastima delle risorse da “congelare” necessarie specie se la riscossione delle entrate, pur avvenendo con ritardo, comunque si realizzi.

Stop alla giungla di aliquote Imu

S top alla giungla delle aliquote Imu: ridefinite le casistiche all’interno delle quali i municipi possono modulare il prelievo, ingabbiando la spesso fervida fantasia dei sindaci. L’applicazione informatica attraverso la quale elaborare le aliquote per l’anno d’imposta 2026 sarà resa disponibile agli enti a decorrere da domani, 12 novembre, come ha reso noto il Ministero dell’economia e delle finanze con un comunicato in cui viene richiamato il dm 6 novembre 2025 appena firmato del vice ministro Maurizio Leo ed in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento integra il precedente dm 6 settembre 2024 e fa fronte a uno dei maggiori problemi legati alla gestione dell’imposta (e prima ancora dell’Ici): la sua eccessiva frammentazione, che in mancanza di regole unitarie precise ha dato vita ad una babele di decine di migliaia di balzelli legati alle più differenti fattispecie, costringendo quindi gli operatori a reperire ed analizzare un numero enorme di provvedimenti, tutti con struttura e contenuti diversi e spesso oggetto di modifica nel corso degli anni.

Imu, nel nuovo prospetto per le aliquote 2026 più differenziazioni

Aggiornato il prospetto delle aliquote Imu utilizzabile per l’anno 2026, che prevede ulteriori possibilità di differenziazione delle aliquote. A stabilirlo è il decreto del viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, datato 6 novembre 2025 (Nt+ Enti locali & Edilizia del 21 ottobre). Il comunicato del dipartimento delle Finanze, che accompagna la diffusione del decreto, precisa che l’applicazione informatica attraverso la quale elaborare e trasmettere il prospetto per l’anno d’imposta 2026 sarà resa disponibile ai Comuni, all’interno dell’apposita sezione denominata «Gestione Imu» del Portale del federalismo fiscale, a decorrere da domani mercoledì 12 novembre 2025. Anche le linee guida per l’elaborazione e trasmissione del prospetto delle aliquote Imu sono state aggiornate. Inoltre si precisa che chi ha già approvato le aliquote Imu 2025 con il prospetto e non intende modificarle, non deve procedere alla riapprovazione dell’identico prospetto per il 2026, in quanto dopo il primo anno di applicazione della nuova modalità torna ad applicarsi la regola generale, di cui al comma 169 della legge 296/2006, in base alla quale la mancata approvazione delle aliquote e tariffe entro il termine ultimo previsto per l’approvazione del bilancio comporta l’applicazione delle aliquote vigenti l’anno precedente.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=Cw4wHMbNIsU

Il podcast

https://lnkd.in/dVUmTj9i