Accertamento tributi comunali: la Cassazione distingue tra decadenza e prescrizione. Dissesti, i Patti come panacea. Erosione del gettito Imu, l’Anci invoca un tavolo. Imu D e Impi, ecco i nuovi coefficienti per il calcolo. Cambia la procedura di autorizzazione per i mezzi pubblicitari.
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Accertamento tributi comunali: la Cassazione distingue tra decadenza e prescrizione
Sono diverse le pronunce di merito che arrivano a dichiarare che i termini di notifica previsti dal comma 161 della legge 296/2006 siano al contempo termini di prescrizione e di decadenza. Si tratta all’evidenza di tesi illogica, anche perché il termine del 31 dicembre del quinto anno successivo per la notifica degli accertamenti per omesso versamento scade sempre dopo i “presunti” cinque anni previsti per la prescrizione, considerando che il saldo Imu è fissato al 16 dicembre, sicché si avrebbe una norma (il citato comma 161) inutilmente scritta, in quanto regolerebbe un caso impossibile, visto che il termine decadenziale scadrebbe in un momento successivo rispetto al termine di maturazione della prescrizione, quando ormai sarebbe maturata la prescrizione. L’errore di fondo di tale tesi è ritenere che la prescrizione inizi a decorrere dalla data dell’omesso versamento e non dalla data in cui il Comune ha accertato il proprio credito con un atto di accertamento. E l’erroneità della tesi fatta propria da diversi giudici di merito è stata recentemente confermata, e in modo cristallino, dalla Corte di cassazione, nell’ordinanza n. 1781/2026 in cui si evidenzia che in ambito tributario opera una distinzione tra i concetti di decadenza dall’attività di accertamento e di prescrizione dei termini per riscuotere i tributi; la decadenza individua il periodo di tempo entro cui l’amministrazione finanziaria può procedere all’accertamento e alla liquidazione delle imposte, mentre la prescrizione determina il lasso temporale decorso il quale si estingue il diritto di credito già acquisito dall’Amministrazione finanziaria a seguito dell’attività di accertamento.
Dissesti, i Patti come panacea
Crisi finanziaria degli enti locali: per la Corte dei conti è necessario rivedere sia gli strumenti di diagnosi (rafforzandoli in chiave predittiva) che quelli di cura (da modellare sullo schema già sperimentato dai Patti fra Governo e capoluoghi di provincia). È quanto emerge dal referto approvato con Delibera n. 3/SEZAUT/2026/FRG della Sezione delle Autonomie.
Erosione del gettito Imu, l’Anci invoca un tavolo
L’Anci chiede al Ministero dell’Economia di avviare con urgenza un tavolo tecnico dedicato alla progressiva erosione della base imponibile Imu, un fenomeno che, secondo i sindaci, sta diventando sempre più difficile da sostenere per i bilanci degli enti locali. La richiesta è contenuta in una lettera firmata dal segretario generale Veronica Nicotra e indirizzata al direttore generale delle Finanze Giovanni Spalletta e al ragioniere generale dello Stato Salvatore Bilardo. L’obiettivo è avviare un confronto per misurare l’impatto reale sulle casse comunali e individuare soluzioni stabili.
Imu D e Impi, ecco i nuovi coefficienti per il calcolo
Sono stati approvati i coefficienti da applicare per l’anno 2026 per il calcolo dell’Imu e dell’Imposta sulle piattaforme marine (Impi) per i fabbricati classificabili nel gruppo D, appartenenti ad imprese e sforniti di rendita catastale. Dal sito del Dipartimento delle finanze si legge, infatti, che è stato firmato dal Direttore generale delle finanze il decreto 6 marzo 2026, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, con il quale sono stati aggiornati i coefficienti che sono indispensabili per calcolo delle imposte comunali per i fabbricati che: – sono classificabili nel gruppo catastale D; – appartengono a imprese; – sono distintamente contabilizzati; – non sono iscritti in catasto. Le caratteristiche che presentano questi immobili non consentono, infatti, di quantificare gli importi delle imposte dovute attraverso l’applicazione del criterio generale di determinazione dell’Imu che è basato sulla moltiplicazione della rendita catastale per le aliquote stabilite dal comune, proprio in ragione del fatto che tali fabbricati sono sforniti di rendita catastale.
Cambia la procedura di autorizzazione per i mezzi pubblicitari
È stato recentemente pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto Legge 19 del 19 febbraio 2026 con il quale, tra le varie misure introdotte, sono state disposte delle modifiche alla Legge 241/2000 relativamente ai termini entro i quali le pubbliche amministrazioni devono rendere le proprie determine e concludere i procedimenti, ed è stata introdotta la SCIA quale strumento utile per regolarizzare l’installazione di mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse.
Una novità importante che comporterà fin da subito cambiamenti sulle procedure amministrative di rilascio autorizzazioni con conseguenze dirette anche per la gestione del Canone Unico. Un cambiamento normativo che dovrà necessariamente trovare spazio all’interno dei Regolamenti Comunali e nei delicati processi autorizzatori che vedono abitualmente coinvolti diversi settori degli enti locali che dovranno, entro tempistiche preordinate, coordinarsi e definire tutti i passaggi e pareri, al fine di completare l’iter entro tempi certi dettati dalla normativa. Il pericolo da scongiurare si chiama “silenzio inadempimento”.
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Il video
https://www.youtube.com/watch?v=9HYsU_fm-r4
