Stampa & Tributi del 11 Maggio 2026

Canone unico, la natura tributaria riscrive gestione e accertamento. L’atto intermedio ferma la prescrizione. L’occupante in via mediata è soggetto passivo. Rendita catastale, regole ad hoc per i calcoli.

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Canone unico, la natura tributaria riscrive gestione e accertamento.

La sentenza n. 12225/2026 della Cassazione a Sezioni unite con la quale si è sancito che il canone unico patrimoniale «ha, in ogni caso, natura tributaria» (Nt+ Enti locali & Edilizia del 5 maggio) modifica gestione e procedure di accertamento. La disciplina del Cup, pensata per un’entrata patrimoniale, andrà completamente rivista; Anacap ha già evidenziato il tema, e lo stesso farà probabilmente Anci. Il Cup, in base alle precisazioni del Mef, era stato considerato patrimoniale, quindi iscritto tra le entrate extratributarie, mentre ora deve transitare nel Titolo 1. Le tariffe approvate dai Comuni devono ritenersi legittime, perché in assenza di una deroga normativa, come per Imu e Tari, la competenza rimane della giunta.

L’atto intermedio ferma la prescrizione.

In materia di tributi locali, la prescrizione quinquennale, nel rispetto della quale vanno irrogate anche le sanzioni, è validamente interrotta da atti intermedi quali intimazioni di pagamento o avvisi di presa in carico, se tali atti intervengono entro il termine di cui alla legge n. 296/2006. È il canone ripreso dalla Cgt di I grado di Mantova nella sentenza n. 46/2026, depositata lo scorso 16 marzo.

L’occupante in via mediata è soggetto passivo.

Nel decidere la natura tributaria del Cup con la sentenza n. 12225/2026, ha fornito ulteriori considerazioni con valenza interpretativa. In particolare, per comprovarne la natura tributaria, è stato analizzato il comma 831 della legge 160/2019, che disciplina l’occupazione in via mediata, attraverso l’utilizzo materiale delle infrastrutture del soggetto titolare della concessione sulla base del numero delle rispettive utenze. Nella formulazione originaria, il soggetto obbligato era il solo titolare della concessione, che rispondeva e pagava anche con riferimento alle attività altrui; a suo favore, tuttavia, era riconosciuto un diritto di rivalsa nei confronti degli altri soggetti che, in qualunque modo, si fossero avvalsi delle sue strutture.

Rendita catastale, regole ad hoc per i calcoli.

Sono legittime la categoria e la rendita catastale stabilite dall’amministrazione laddove siano specificamente individuate in base alla destinazione funzionale e alle caratteristiche strutturali dell’immobile. Sono i canoni riconosciuti dalla Cgt di II grado della Lombardia nella sentenza n. 2643/2025.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=Scsw6ks835k