Nuova rottamazione, ipotesi esclusione per multe ed entrate locali. Il dirigente dell’area finanziaria che è anche agente contabile non può parificare il conto giudiziale. Agenzia entrate riorganizzata. Niente sanzioni se il Mef sbaglia. Lite temeraria, paga il segretario. Bonus rifiuti compensabile. Sì all’aumento del canone unico. Occupazioni, Cassazione a ruota della Consulta.
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Nuova rottamazione, ipotesi esclusione per multe ed entrate locali
Dalla nuova rottamazione potrebbero essere esclusi espressamente i tributi locali. Per multe, Tari e altre entrate di Comuni, Province e Regioni, infatti, lo smaltimento del magazzino della riscossione punta verso la cartolarizzazione e altri strumenti su misura, anche tramite Amco (la società del Tesoro specializzata nei crediti deteriorati). In questo modo, la sanatoria si concentrerebbe sui crediti erariali e previdenziali, evitando l’abituale opzione per gli enti locali che nelle città accendeva ciclicamente le discussioni fra i sindaci che aprivano l’accesso alla definizione agevolata e quelli che invece la negavano. L’edizione numero cinque in ogni caso sembra destinata a separare le strade delle cartelle in base al loro importo. Per quelle più leggere (il 93% non supera i 5mila euro, ma molte sono degli enti locali), il calendario sarebbe più corto, pari al multiplo della rata minima (per esempio 50 euro) che sarà fissata per evitare di disperdere energie amministrative nella raccolta di somme pulviscolari. Il raggio si estenderà al massimo a 9 anni (108 rate).
Il dirigente dell’area finanziaria che è anche agente contabile non può parificare il conto giudiziale
Il dirigente dell’area finanziaria che svolge anche le funzioni di agente contabile di fatto non può procedere alla parificazione del conto giudiziale. Lo ha stabilito la Corte dei conti, Sezione giurisdizionale del Veneto, con le sentenze nn. 307 e 308 del 2 ottobre 2025, dichiarando irregolari i conti giudiziali di un’università in cui lo stesso dirigente aveva provveduto alla parifica dei propri conti. Secondo la Corte, si è verificata una «non ammissibile coincidenza tra soggetto controllore e controllato». Tale sovrapposizione di ruoli, si legge nelle motivazioni, «non è compatibile con il principio di alterità» poiché la verifica della correttezza della gestione «presuppone l’intervento di un soggetto diverso da quello che presenta il conto; diversamente, l’amministrazione non avrebbe modo di controllare o contestare le risultanze».
Agenzia entrate riorganizzata
L’Agenzia delle entrate si riorganizza. Arriva la direzione specialistica per i temi core dell’Agenzia che avrà una struttura centrale ma sarà anche distribuita sul territorio e ritorna la direzione normativa e contenzioso sotto la casa della divisioni contribuenti. Le divisioni restano tre ma non le direzioni centrali che perdono quella di coordinamento normativo riassorbita, come detto, all’interno della divisione contribuenti.
Niente sanzioni se il Mef sbaglia
L’ amministrazione comunale non può irrogare la sanzione tributaria per omesso pagamento dell’imposta sulla pubblicità, se il contribuente si è uniformato a quanto indicato in una risoluzione del Ministero dell’economia e delle finanze sul diritto all’esenzione dal tributo. Le risoluzioni ministeriali, ancorché non sono fonti del diritto e non sono vincolanti, se inducono in errore il contribuente il tributo è dovuto, ma è escluso il pagamento delle sanzioni in base al principio di tutela dell’affidamento. Lo ha affermato la Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza 20831 del 23 luglio 2025.Secondo la Suprema corte, “le circolari ministeriali in materia tributaria non costituiscono fonte di diritti e obblighi, sicché, ove il contribuente si sia conformato a un’interpretazione erronea fornita dall’amministrazione finanziaria, non è esonerato dall’adempimento dell’obbligazione tributaria, essendo esclusa soltanto l’irrogazione delle relative sanzioni e degli interessi, in base al principio di tutela dell’affidamento”. La situazione di incertezza interpretativa, determinata da risoluzioni ministeriali, “anche se non influisce sulla debenza dell’imposta, deve essere valutata ai fini dell’esclusione dell’applicazione delle sanzioni”.
Lite temeraria, paga il segretario
I l segretario comunale risponde per responsabilità erariale insieme con la giunta nel caso di una condanna in sede civile in un giudizio nel quale era altamente probabile la soccombenza dell’ente. La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per Basilicata, con la sentenza 16 settembre 2025, n. 51, torna indirettamente sulle funzioni e responsabilità del segretario comunale, mettendo ancora una volta in rilievo le sviste in cui è incorsa la Corte costituzionale con la sentenza 23/2019.
Bonus rifiuti compensabile
Affermando (pag. 22 della delibera n 355/25) che il procedimento è stato definito “nelle more di una definizione univoca di morosità e dei relativi tempi di sollecito di pagamento e di messa in mora dell’utente”, sembra che Arera lasci intendere che tornerà sull’argomento. Sarebbe comunque irrazionale e contrario alla necessaria tutela della funzione pubblica della riscossione non definire moroso un soggetto destinatario di un avviso di accertamento, escludendolo di fatto dalla compensazione bonus/insoluti. Tanto valeva non prevedere alcun meccanismo di compensazione, privilegiando la socialità del bonus. A oggi, e in attesa del sempre auspicato intervento chiarificatore, la situazione che si prospetta è l’approvazione di una norma regolamentare che affermi la volontà comunale di esercitare la facoltà di compensare il bonus con gli insoluti pregressi, contemperando quanto stabilito da Arera con la Tari di natura tributaria e che definisca le scelte del Comune che, facendo propria la facoltà del c. 660, dell’art. 1, della legge n. 147/13, abbia già previsto agevolazioni legate all’Isee.
Sì all’aumento del canone unico
C on la modifica del comma 817 della legge n. 160 del 2019 apportata dal dl n. 95/2025, il legislatore ha previsto la facoltà per gli enti locali di applicare un aumento al proprio impianto tariffario del Canone Unico, pari alla rivalutazione annuale dell’indice Istat dei prezzi al consumo rilevati al 31 dicembre dell’anno precedente. Una modifica che si inserisce nel complesso quadro interpretativo del comma 817, offrendo per la prima volta una concreta possibilità per Comuni e Province di aggiornare il proprio sistema tariffario fissato in sede di prima applicazione nell’ormai lontano 2021.
Occupazioni, Cassazione a ruota della Consulta
C on la sentenza n. 18936 del 10 luglio 2025 la Corte di cassazione interviene sul tema dell’Imu in caso di occupazioni abusive, chiarendo che l’imposta non può colpire un bene sottratto alla disponibilità del proprietario. Al centro del giudizio, un immobile di un’azienda sanitaria occupato dal 2015 al 2017, su cui il Comune aveva comunque preteso il tributo ottenendo ragione dai giudici di merito. La Suprema corte ha ribaltato questa impostazione, affermando che, se il proprietario ha sporto tempestiva denuncia ed è stato privato della disponibilità materiale del bene, il presupposto impositivo viene meno.
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Il video
https://www.youtube.com/watch?v=G2zCqGgvns4
