Stampa & Tributi del 10 novembre 2025

Concorso alla finanza pubblica sul modello delle regioni- Tarsu, accertamento illegittimo se generico e e il calcolo dell’imposta non è corretto.Tari, delibere da motivare. #newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi

Autotutela obbligatoria solo in casi specifici. Con lo sgravio dell’atto il ricorso resta salvo. Ipoteca ok senza indicare i beni. L’avviso Imu è light. Imu, previdenza agricola e Pac rendono esenti i terreni edificabili. Parcheggi a pagamento soggetti a Tari: escluse zone esterne e di transito. Tari-Tarsu, giudicato esterno ad ampio effetto

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Autotutela obbligatoria solo in casi specifici

È inammissibile il ricorso contro il silenzio rifiuto serbato dall’ufficio dopo l’istanza di parte volta al riesame di un atto, non rientrando in una ipotesi di autotutela obbligatoria il caso in cui l’atto sia stato già oggetto di contenzioso non riassunto nei termini dalla parte. Questo, in sintesi, il principio che si legge nella sentenza n. 1126/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Milano.

Con lo sgravio dell’atto il ricorso resta salvo

La cessazione della materia del contendere per avvenuto sgravio in autotutela dell’atto da parte del comune che lo aveva emesso è incompatibile con la richiesta di quest’ultimo tesa alla declaratoria di improcedibilità dell’impugnativa e anzi espone l’ente locale alle spese. Sono le conclusioni che si leggono dalla sentenza n. 1020/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Latina (giudice monocratico Costantino Ferrara), depositata il 22 settembre scorso.

Ipoteca ok senza indicare i beni

La comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, che è un atto a contenuto informativo-sollecitatorio, deve contenere soltanto l’indicazione del credito per cui si procede, ma non anche l’indicazione dell’immobile o degli immobili su cui l’agente della riscossione procederà a iscrizione ipotecaria. Sono le conclusioni che si leggono nell’ordinanza n. 25456/2025 della sezione quinta della Cassazione civile tributaria, depositata in cancelleria il 17 settembre scorso.

L’avviso Imu è light

Gli avvisi di accertamento Imu sono da ritenere sufficientemente motivati se richiamano i valori minimi delle aree edificabili contenuti nella delibera adottata dalla giunta comunale, poiché si tratta di un atto generale, soggetto al regime di pubblicità legale, che si presume conosciuto dai contribuenti. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sezione tributaria, con la sentenza 26921 del 7 ottobre 2025.

Imu, previdenza agricola e Pac rendono esenti i terreni edificabili

I terreni edificabili, se posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, sono esenti dall’Imu. La prova della qualifica di coltivatore diretto è data dall’iscrizione alla previdenza agricola e dalla percezione dei contributi Pac. Questi sono i principi sanciti dalla decisione della Cgt di primo grado di Pavia con la sentenza n. 269/2/2025 del 28 luglio scorso (giudice monocratico Bocchiola).

Parcheggi a pagamento soggetti a Tari: escluse zone esterne e di transito

Le superfici funzionalmente operative destinate a parcheggio sono soggette alla Tari fatta eccezione per le corsie di manovra e transito. Non è soggetta alla Tari la superficie esterna inutilizzabile. Le sanzioni per omessa dichiarazione relative a più anni vanno applicate con il cumulo giuridico. Sono questi gli interessanti principi espressi dalla Cgt di primo grado di Avellino con la sentenza n. 895/2/2025 del 7 ottobre 2025 (presidente Taccone, relatore Spella).

Tari-Tarsu, giudicato esterno ad ampio effetto

A fronte della sostanziale continuità regolativa tra la disciplina Tarsu e Tari, qualora sussista un giudicato esterno favorevole allo stesso contribuente formatosi per annualità precedenti su una di esse, l’effetto vincolante di esso, pur se formatosi soltanto su uno dei due tributi, deve essere riconosciuto anche sull’annualità dell’altro, nei casi in cui vengano in esame fatti che, per legge, hanno efficacia permanente o pluriennale. Sono i canoni ribaditi dalla Corte di Cassazione sez. V civile nell’ordinanza n. 25737/2025, depositata lo scorso 21 settembre.