Imu, Anci chiede un confronto al Mef sulla progressiva riduzione del gettito dei Comuni. Recupero Ici, dichiarazione con vista sul passato. Imu, la falsa autocertificazione del bene strumentale all’azienda agricola va provata dal Comune. Esenzione Imu e benefici prima casa corrono su binari diversi. Strumenti comunali di contrasto all’evasione tributaria.
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Imu, Anci chiede un confronto al Mef sulla progressiva riduzione del gettito dei Comuni
È urgente un confronto sull’Imu per affrontare la progressiva riduzione del gettito che negli ultimi anni ha colpito i bilanci dei Comuni. Lo ha chiesto l’Anci in una missiva indirizzata al ministero dell’Economia e delle finanze per affrontare la progressiva riduzione del gettito che negli ultimi anni ha colpito i bilanci dei Comuni. Secondo l’Associazione dei Comuni, diversi interventi normativi e decisioni giurisprudenziali hanno ristretto la base imponibile dell’imposta senza adeguate compensazioni finanziarie. Tra i principali fattori viene indicata la sentenza n. 209 del 2022 della Corte costituzionale che ha ridefinito l’esenzione per l’abitazione principale prevedendone l’applicazione anche a più componenti dello stesso nucleo familiare. Una misura che ha inciso sulle entrate comunali senza che sia stato avviato un confronto per stimarne gli effetti.
Recupero Ici, dichiarazione con vista sul passato
Recupero Ici 2006-2011 ed enti non commerciali: si avvicina la scadenza del 31 marzo per la presentazione della dichiarazione. Gli enti coinvolti nel meccanismo di restituzione dell’aiuto di Stato ritenuto incompatibile con il diritto europeo sono chiamati in queste settimane alla compilazione del modello secondo le indicazioni dettate dal decreto del Dipartimento delle Finanze del 4 febbraio scorso con cui sono stati approvati il modello dichiarativo e le relative istruzioni. Si tratta di un adempimento che richiede agli enti interessati un’articolata ricostruzione delle posizioni relative agli immobili posseduti nel periodo oggetto di recupero, dovendo ricostruirne non solo la titolarità ma anche e soprattutto le destinazioni d’uso e le modalità di impiego. Come chiarito anche dalle istruzioni ministeriali, gli enti non commerciali che, con riferimento ad almeno uno degli anni 2012 o 2013 abbiano dichiarato o comunque versato a titolo Imu un importo superiore a 50mila euro, devono applicare alle annualità dal 2006 al 2011 la disciplina vigente nel 2013, cioè quella dell’Imu adeguata ai princìpi espressi dalla Commissione Ue nel contesto della procedura di infrazione, così come recepiti nel Dm 200/2012.
Imu, la falsa autocertificazione del bene strumentale all’azienda agricola va provata dal Comune
È necessario un accertamento sulla mendacità dell’autocertificazione di un immobile strumentale all’attività rurale in assenza del quale l’accertamento non può essere legittimo; è quanto affermato dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 679/2026, che non ha accolto le motivazioni del Comune accertatore nei confronti di una azienda agricola.
Esenzione Imu e benefici prima casa corrono su binari diversi
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 5236, depositata ieri, interviene sulla differenza tra esenzione Imu per abitazione principale e agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Capita di frequente che i contribuenti acquistino la propria abitazione con i benefici «prima casa», e siccome è l’unica abitazione posseduta, ritengono che questa non sconti l’Imu anche se non è subito spostata la residenza e la dimora abituale. La Corte di cassazione ricorda che, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 209/2022, per abitazione principale ai fini Imu si intende l’unità immobiliare dove il soggetto passivo ha stabilito sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale, non rilevando il luogo di residenza di eventuali altri componenti la famiglia, sebbene a oggi la lettera della norma (articolo 1, comma 741, lettera b), della legge 160/2019) non sia stata ancora aggiornata dal legislatore.
Strumenti comunali di contrasto all’evasione tributaria
Con la sentenza n. 2763 del 18 dicembre 2025, il Tar Sicilia – Palermo (Sezione I) si è pronunciato sul potere regolamentare dei Comuni di disporre con i cosiddetti regolamenti antievasione la mancata apertura, sospensione o chiusura di attività commerciali e produttive per irregolarità tributarie. L’articolo 15-ter Dl n. 34/2019 dispone che «Gli enti locali competenti al rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi, alla ricezione di segnalazioni certificate di inizio attività, uniche o condizionate, concernenti attività commerciali o produttive possono disporre, con norma regolamentare, che il rilascio o il rinnovo e la permanenza in esercizio siano subordinati alla verifica della regolarità del pagamento dei tributi locali da parte dei soggetti richiedenti».
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Il video
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Il podcast
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