Stampa & Tributi del 09 Dicembre 2025

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La Riscossione con lo sprint

La riscossione ha messo lo sprint: sono raddoppiati i pignoramenti presso terzi, dai 323 mila del 2023 ai 601 mila del 2024 e si sono incrementate da 288 a oltre 500 mila le iscrizioni di fermi amministrativi con i relativi preavvisi che sono saliti dai 581 mila ad oltre 1 milione. Pronta inoltre la caccia ai decaduti dalle rottamazioni e dagli altri istituti definitori con un piano ad hoc per monitorare e velocizzare le iscrizioni a ruolo e la trasmissione degli atti di intimazione per chi perde i benefici delle rateizzazioni. E’ boom anche di avvisi di intimazione di pagamento delle cartelle, che passano dai 6,6 milioni del 2023 ai 8,2 milioni del 2024 e si incrementano, seppur di poco, anche i solleciti di pagamento, le iscrizioni e preavvisi di ipoteca e le verifiche di inadempienza. Questo è quanto risulta nel documento prodotto dall’agenzia delle entrate riscossione (AdER) sull’andamento delle procedure esecutive e cautelati per l’anno 2025 in cui si evidenziano anche i risultati conseguiti nelle annualità 2023 e 2024 e da quanto esposto nelle linee guida per la programmazione dell’agenzia delle entrate per gli anni 2026-2028 (vedi ItaliaOggi del 6 dicembre 2025).

Entrate, sulle sanatorie locali scelta triplice per il Comune

L’articolo 24 della manovra 2026 reintroduce la possibilità per i Comuni di prevedere per via regolamentare la definizione agevolata delle proprie entrate, sia tributarie che patrimoniali, con la sola esclusione delle addizionali ai tributi erariali, come l’addizionale Irpef. Il Comune può prevedere l’esclusione o le riduzioni degli interessi o anche delle sanzioni, fermo restando la quota capitale. L’articolato normativo detta alcune indicazioni, facendo riferimento ai crediti di difficile esigibilità, alla situazione economica e finanziaria dell’ente, alla necessità di rispettare l’equilibrio di bilancio ed alla capacità di incrementare la riscossione delle proprie entrate. Questo implica che il Comune deve fare un’attenta valutazione dei propri crediti, potendo prevedere forme di definizione agevolata selettive, con riferimento ai singoli tributi o altre entrate, soprattutto tenendo conto dei crediti vetusti, che possono solo per questo considerarsi di difficile esigibilità, come quelli aventi un’anzianità superiore a cinque anni. È previsto, comunque, che la definizione debba necessariamente essere riferita a periodi di tempo circoscritti.

Giustizia amministrativa e tributaria: l’applicazione della Tari alle attività agrituristiche

La prassi ci ha insegnato che il ricorso al giudice tributario è decisamente molto più frequente e massiccio rispetto al giudizio amministrativo; tuttavia, possono verificarsi delle situazioni in cui le due magistrature sono chiamate a pronunciarsi sul medesimo argomento giungendo, magari, anche a delle conclusioni diverse. L’applicazione della Tari agli agriturismi.

La giurisprudenza ante 2025

Molto significativa, per la sua chiarezza e linearità, è stata la sentenza n. 1162/2019 emessa dal Consiglio di Stato, Sezione V, con la quale si è affermato il principio della illegittimità dell’assimilazione alla tariffa alberghiera per le aziende agrituristiche.

Case di lusso in categoria A/1 tra salasso Imu e liti sul catasto

Tra otto giorni – martedì 16 dicembre – all’appello del saldo Imu risponderanno anche i proprietari di circa 32mila case «signorili». Iscritte nella categoria catastale A/1 e tassate anche se abitazione principale. Sono solo lo 0,1% delle unità residenziali, ma costeranno care ai loro possessori. Tra acconto e saldo Imu, la media è 2.890 euro per le prime case (applicando l’aliquota del 6 per mille prevista da molti Comuni e la detrazione di 200 euro) e 5.459 euro per le altre (con aliquota al 10,6 per mille). Un piccolo salasso, di cui si lamentano i proprietari di immobili che, per varie ragioni, nel tempo hanno perso le caratteristiche di pregio valutate per l’accatastamento originario. I tentativi di declassamento sono frequenti – tant’è che il totale delle A/1 è diminuito dell’11,4% in dieci anni – ma spesso sfociano in contenziosi con il Fisco dagli esiti incerti. Una sentenza che potrebbe aprire spiragli interessanti è arrivata di recente dalla Corte di giustizia tributaria del Piemonte (la n. 627/2/2025, si veda Il Sole 24 Ore del 1° dicembre).

Imu, contano possesso e disponibilità effettiva

Non è dovuta l’Imu dal proprietario di un immobile che diventi tale a seguito di asta giudiziaria in cui si sia aggiudicato il bene se lo stesso rimane occupato dai vecchi proprietari anche dopo il decreto di trasferimento. È il principio stabilito dalla sentenza n. 1259/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Milano e depositata il 12 marzo. Il giudice monocratico ha accolto il ricorso di un contribuente contro l’avviso di accertamento Imu emesso dal Comune di Arluno per i mesi di gennaio e febbraio 2020, relativo a un immobile acquistato all’asta e rimasto occupato dall’esecutato fino al febbraio dello stesso anno.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=NMfIpxvChhQ

Il podcast

https://lnkd.in/dVUmTj9i