Stampa & Tributi del 08 Settembre 2025

Irpef regionale, ecco dove il carico fiscale è più pesante. Imu, esenti i locali per ospitalità ai religiosi. Termine quinquennale per l’avviso Imu. Salvo dall’Imu il coniuge non assegnatario. Sì a una nuova dilazione solo con saldo integrale.

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Irpef regionale, ecco dove il carico fiscale è più pesante.

Per un lavoratore dipendente con un reddito di 35mila euro, l’addizionale regionale all’Irpef costa 926 euro nel Lazio e 868 in Campania. Più del doppio dei 431 euro richiesti per il 2025 dalle regioni in cui il prelievo è più leggero, come il Veneto, la Basilicata e i territori a statuto speciale (eccetto la provincia di Bolzano, che azzera addirittura il dovuto con una detrazione). Tra i 500 e i 700 euro oscillano invece le pretese delle altre regioni. È solo un esempio modellato su un contribuente tipo, ma aiuta a capire quanto possa cambiare da una zona all’altra questo tributo. Che tende a passare un po’ inosservato in busta paga e nel cedolino della pensione. E che spesso diventa più caro per compensare i costi di gestione della sanità pubblica.

Imu, esenti i locali per ospitalità ai religiosi

Trattandosi di immobili destinati ad attività del culto religioso e ricompresi tra quelli disciplinati dall’art. 10 del dl n. 42/2004, non scontano Imu i locali adibiti a ricovero per ospitalità dei religiosi. È il principio stabilito dalla sentenza n. 2197/2025 emessa dalla Cgt di II grado del Lazio e depositata il 2 aprile.

Termine quinquennale per l’avviso Imu.

In assenza di preventiva notifica dell’avviso di accertamento Imu, la cui pretesa venga poi trasfusa in una cartella di pagamento, la stessa incorre in prescrizione laddove giunta a conoscenza della parte oltre il termine quinquennale previsto dall’art. 1 comma 161 della l. n. 296/2006. È il noto canone ribadito dalla sentenza n. 688/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Latina (giudice monocratico Costantino Ferrara) e depositata il 9 giugno.

Salvo dall’Imu il coniuge non assegnatario.

Il coniuge che, in sede di separazione, sia risultato il non assegnatario di un immobile che invece il tribunale abbia attribuito all’altro, non è tenuto al pagamento dell’Imu sullo stesso, anche se l’assegnatario non ne sia l’effettivo proprietario, riconoscendosi invece, in capo a esso, il diritto di abitazione. È il canone affermato dalla sentenza n. 2189/2025 emessa dalla Cgt di II grado del Lazio e depositata il 2 aprile.

Sì a una nuova dilazione solo con saldo integrale.

Soltanto attraverso il saldo integrale di tutte le rate scadute oggetto di una rateizzazione concessa dall’ufficio è possibile, per il contribuente, richiedere una nuova dilazione delle medesime cartelle confluite nell’istanza precedente. È il canone che la Cgt di I grado di Milano rammenta nella sentenza n. 162/2025, depositata il 16 gennaio scorso.