Decreto fiscale, cassati 95 emendamenti. Slitta l’approdo in aula previsto per il 12/5. Fisco, per le cartelle scatta il tracciamento: dati mensili sui recuperi. Bonus rifiuti, Comuni confermati enti erogatori e compensazione sulla morosità definitiva. Canone unico patrimoniale, liti al vaglio esclusivo del giudice tributario. Il Cup assume natura tributaria.
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Decreto fiscale, cassati 95 emendamenti. Slitta l’approdo in aula previsto per il 12/5
Dalla lettura dell’elenco delle 95 proposte inammissibili non arrivano grandi sorprese. Nessuno degli emendamenti cruciali (in primis quelli fiscali) è infatti finito sotto la tagliola della commissione.
Fisco, per le cartelle scatta il tracciamento: dati mensili sui recuperi
La riscossione accelera sui crediti non più esigibili. Quasi in sincrono con la chiusura delle adesioni alla rottamazione quinquies arriva un tassello destinato a definire ulteriormente il quadro tracciato dal decreto delegato di riforma del recupero di tasse e multe non pagate dagli italiani. L’attuazione della delega fiscale ha previsto, infatti, quello che tecnicamente viene definito discarico e in realtà consiste nel rimandare indietro agli enti creditori tutte quelle somme che l’agente della riscossione non riesce a ottenere dai contribuenti. Una svolta impressa dai carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2025 che serve a mettere un freno al futuro accumularsi di cartelle non pagate che vanno ad alimentare il magazzino della ex Equitalia che ormai viaggia intorno ai 1.400 miliardi di euro. Per un monitoraggio quasi in tempo reale dello stato di avanzamento dei lavori sui nuovi crediti affidati arriva il decreto firmato dal direttore generale del dipartimento delle Finanze Giovanni Spalletta.
Bonus rifiuti, Comuni confermati enti erogatori e compensazione sulla morosità definitiva
Con la deliberazione 123/2026/R/rif del 14 aprile 2026, Arera è tornata sul testo unico del bonus sociale rifiuti (Turb) per sciogliere i nodi applicativi emersi nei primi mesi di operatività. Un intervento che, pur formalmente presentato come «semplificazione», chiarisce questioni di non poco conto – dalla qualificazione dell’ente erogatore alla quantificazione del beneficio, fino alla nuova facoltà di compensazione della morosità – e si accompagna a una deroga transitoria pensata per chiudere il cerchio sulle Dsu 2025 arrivate in ritardo. Il provvedimento è nato dal confronto con Anci, con gli uffici tributi dei Comuni e con le associazioni dei gestori. Le prime applicazioni della 355/2025/R/rif avevano fatto emergere incertezze su più fronti, a cui l’Autorità aveva già risposto con i chiarimenti pubblicati il 17 marzo sul proprio sito, ora tradotti in un intervento normativo vero e proprio.
Canone unico patrimoniale, liti al vaglio esclusivo del giudice tributario
La Corte ha anzitutto chiarito che l’aggettivo «patrimoniale», che definisce l’attuale forma di prelievo, non possa essere vincolante al fine di perimetrare la competenza giurisdizionale. Il Cup, d’altra parte, ancorché ancorato a due distinti elementi costitutivi – l’occupazione delle aree pubbliche e la diffusione di messaggi pubblicitari, in entrambi i casi quand’anche abusivi, secondo l’articolo 1, comma 819, della legge 160/2019 – presenta un presupposto unitario che è di carattere tributario: «la doverosità dell’imposizione; l’assenza di un rapporto sinallagmatico tra la decurtazione e la prestazione; la destinazione delle risorse, connesse ad un presupposto economicamente rilevante per il soggetto passivo, alla contribuzione alle spese pubbliche». Il nuovo principio, oltre a costituire un caposaldo nel diritto tributario, è destinato a riverberare i propri effetti sui giudizi pendenti che, qualora non incardinati dinanzi al giudice tributario, devono essere riproposti allo stesso dopo la dichiarazione del difetto di giurisdizione del giudice adito secondo l’articolo 59 della legge 69/2009.
Il Cup assume natura tributaria
Nell’esame delle norme la Suprema Corte ha valorizzato la finalità perseguita dal legislatore di semplificare, cioè, gli adempimenti per i soggetti passivi precisando che a fronte della duplicità dei “presupposti” – l’occupazione delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti e la diffusione di messaggi pubblicitari – “la disciplina introdotta con la legge n. 160/2019 delinea un regime giuridico in larga parte unitario”. Per di più “gli istituti del nuovo canone .. appaiono riproporre, in via del tutto preponderante, quelli che caratterizzavano, da un lato, l’imposta comunale sulla pubblicità e, dall’altro, la TOSAP”.
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Il video
https://www.youtube.com/watch?v=DOPa4RUX_QI
