Intelligenza artificiale nella Pa, innovazione e opportunità per servizi finanziari e tributari. Applicazioni dell’Ia nei servizi finanziari e tributari. Amco, titoli ibridi per la Riscossione degli enti locali. Rottamazione, senza pagamento non scatta la rinuncia alla lite. La pec degli amministratori non è quella della società
#newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi.
**
Intelligenza artificiale nella Pa, innovazione e opportunità per servizi finanziari e tributari
La gestione dei dati fiscali, la previsione delle entrate, il contrasto all’evasione e l’assistenza ai contribuenti sono solo alcuni dei processi che possono beneficiare in modo concreto di soluzioni basate su algoritmi intelligenti e analisi predittiva L’Ia introduce nella Pa un cambiamento culturale prima ancora che tecnologico. Non si tratta semplicemente di digitalizzare procedure esistenti, ma di adottare un nuovo modello operativo basato sui dati come risorsa strategica. Un’amministrazione “intelligente” è in grado di interpretare e valorizzare le informazioni che produce e raccoglie ogni giorno. Attraverso il machine learning, i sistemi informatici apprendono dai dati storici e dai comportamenti ricorrenti, generando conoscenza utile per orientare le decisioni, migliorare la pianificazione finanziaria e ottimizzare i processi interni.
Applicazioni dell’Ia nei servizi finanziari e tributari.
Il potenziale dell’intelligenza artificiale si manifesta in molteplici ambiti della gestione finanziaria pubblica. Dai controlli fiscali alla previsione di bilancio, dalla riscossione dei tributi all’assistenza automatizzata, le possibilità di innovazione sono ampie e concrete.
1. Analisi predittiva delle entrate e pianificazione finanziaria
2. Contrasto all’evasione e alle frodi
3. Assistenza automatizzata al contribuente
4. Automazione dei processi contabili e amministrativi
Amco, titoli ibridi per la Riscossione degli enti locali
Titoli ibridi per la riscossione degli enti locali, più precisamente l’ipotesi è quella di strumenti finanziari partecipativi (Sfp) in favore degli enti locali da parte di Amco la società che diventerà affidataria del magazzino delle cartelle di comuni, province e regioni. Inoltre si andrà a creare una speciale struttura per la gestione di multe e co.
Per quanto riguarda la relazione tra enti locali e Amco, addio alla percentuale della riscossione, il legame sarà saldato attraverso l’emissione degli strumenti finanziari partecipativi (Sfp). Gli strumenti finanziari partecipativi su patrimoni destinati sono strumenti finanziari che attribuiscono ai titolari diritti patrimoniali e/o amministrativi legati ai risultati economici di un patrimonio separato della società, destinato a un affare specifico. A differenza delle azioni, non comportano la partecipazione al capitale sociale e vengono emessi a fronte di apporti in denaro, opere o servizi. Una modalità alternativa a quella attuale, prima aggio e attualmente percentuale della riscossione in capo all’agente della riscossione. In questo caso il magazzino conferito, a fronte di questa destinazione, si emetteranno questi titoli che resteranno in capo al comune che affida a Amco la riscossione, senza dunque spostare voci dal bilancio.
Rottamazione, senza pagamento non scatta la rinuncia alla lite
Il mero impegno alla rinuncia ai giudizi pendenti contenuto nell’istanza di rottamazione non comporta la perdita del diritto all’azione processuale se il contribuente non ha pagato nulla con riferimento a tale sanatoria. Questa la decisione della Cgt di secondo grado del Molise, contenuta nella sentenza 174/1/2025.
La pec degli amministratori non è quella della società
La fantasia del legislatore nell’introdurre oneri burocratici sembra non avere limiti. Tra le pieghe del Dl 159/2025 (decreto sicurezza lavoro), già in vigore dal 31 ottobre scorso, si scoprono un paio di disposizioni (articolo 13, commi 3 e 4), che cercano di correggere il tiro su quello che è stato definito come il “balzello” della pec (posta elettronica certificata) degli amministratori introdotta con la legge di bilancio 2025 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 1° gennaio 2025). L’effetto è una compressione della libertà degli amministratori nel poter utilizzare la pec della società (obbligo già in vigore dal 2008) come elezione del domicilio digitale speciale per comunicare la propria pec. Sul punto la nuova disposizione introduce addirittura un divieto. Al comma 3 si precisa, infatti, che «il domicilio digitale dei predetti amministratori non può coincidere con il domicilio digitale dell’impresa». Viene così recepita in legge l’indicazione restrittiva già prevista dalla circolare Mimit del 12 marzo scorso (si veda «Il Sole 24 Ore» del 13 marzo) a fronte di una prassi delle Camere di commercio quasi univocamente orientata, a consentire l’utilizzazione della pec della società per adempiere – senza ulteriori oneri di acquisto e mantenimento – al “balzello” introdotto dalla legge di Bilancio 20205.
**
Il video
https://www.youtube.com/watch?v=JyrbzNjZWe0
