Federalismo fiscale, via libera al foto-finish con il nodo trasporti; Il federalismo che dimentica la geografia delle funzioni; Riscossione locale, affidamenti ad Amco con patrimonio destinato; Speciale decretoPa/3 – Comuni, riscossione ad Amco se i crediti arretrati sono troppi; Speciale decretoPa/4 – Dissesto e enti locali, stretta su bilanci e liquidità: come cambiano le regole anti-crisi.
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Federalismo fiscale, via libera al foto-finish con il nodo trasporti
Nel ricchissimo elenco dei compiti affidati all’ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva, si è fatta largo anche l’approvazione definitiva del decreto attuativo sul federalismo fiscale. Che taglia quindi il traguardo a 25 giorni dalla scadenza (prorogata) per il completamento della riforma delle tasse, ma lascia irrisolte molte delle incognite alla base della mancata intesa con i diretti interessati, cioè regioni ed enti locali. In ossequio all’obbligo di evitare «nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica», come da immancabile clausola riprodotta questa volta all’articolo 36 del decreto legislativo, restano infatti le compartecipazioni Irpef statiche bocciate da Regioni e Province, e l’assenza di quote dell’imposta sui redditi da destinare ai Comuni: mentre i sindaci, insieme alle aziende dei servizi di autobus, tram e metropolitane, sono sul piede di guerra per il tramonto del fondo nazionale del traporto pubblico locale, finito nel calderone delle compartecipazioni perdendo quindi il vincolo formale di destinazione delle risorse.
Il federalismo che dimentica la geografia delle funzioni
In tale prospettiva il federalismo fiscale cessa di rappresentare soltanto una tecnica di finanziamento delle autonomie e diventa uno dei principali fattori di trasformazione dell’organizzazione territoriale dello Stato. La competizione non riguarderà più soltanto le politiche pubbliche. Riguarderà i sistemi territoriali nel loro complesso. Velocità amministrativa, qualità della programmazione, capacità di utilizzare le risorse europee, livello di digitalizzazione, organizzazione sanitaria, infrastrutture materiali ed immateriali, formazione del capitale umano, stabilità amministrativa e qualità della burocrazia diventeranno componenti di un’unica capacità competitiva territoriale. In questo scenario emerge un problema che il decreto legislativo non affronta espressamente.
Riscossione locale, affidamenti ad Amco con patrimonio destinato
La riscossione degli enti locali cambia pelle. Ader uscirà progressivamente di scena (sarà un decreto del Mef a stabilire quando) e la riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra-tributarie degli enti potrà essere affidata ad Amco (Asset Management Company Spa) la società finanziaria italiana controllata dal Mef a cui l’ultima legge di Bilancio ha affidato l’ingrato compito di mettere il turbo alla riscossione dei comuni. L’affidamento ad Amco da facoltativo diventerà obbligatorio quando il tasso di smaltimento dei residui attivi negli ultimi tre esercizi (e non più il tasso di riscossione, si veda ItaliaOggi del 10 luglio) risulterà essere inferiore alla soglia del 35%, calcolata sulla base delle risultanze complessive della riscossione registrate negli ultimi tre esercizi. Sarà un decreto del Mef, adottato annualmente, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, a individuare gli enti tenuti ad affidare ad Amco la riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra tributarie. Per gli enti locali per i quali, nell’ultimo quadriennio, non risultano acquisiti dalla Banca dati delle pubbliche amministrazioni (Bdap) i rendiconti di almeno tre esercizi consecutivi, l’affidamento del servizio di riscossione coattiva ad Amco sarà obbligatorio.
Speciale decretoPa/3 – Comuni, riscossione ad Amco se i crediti arretrati sono troppi
Il decreto approvato ieri dal consiglio dei ministri cambia il parametro di riferimento su cui si era ragionato finora nelle bozze di Dm attuativo, rappresentato da una mancata riscossione del 17,5% delle entrate accertate nell’ultimo triennio, con annessi tagli al fondo di solidarietà comunale per chi, pur restando sotto quella soglia non troppo confortante, non avesse aderito al nuovo sistema. Quel parametro che aveva registrato la contrarietà degli enti locali. Adesso, dopo un fitto confronto tecnico con le amministrazioni, si ragiona in termini “auto applicativi”, indicando il requisito per l’obbligatorietà dell’affidamento dei carichi ad Amco con un tasso di smaltimento dei residui attivi inferiore alla soglia del 35% calcolata sugli esiti della riscossione degli ultimi tre anni. A far testo per il calcolo della percentuale di smaltimento dei residui attivi sono i rendiconti che sono stati «acquisiti» dalla Banca dati delle pubbliche amministrazioni (Bpad).
Speciale decretoPa/4 – Dissesto e enti locali, stretta su bilanci e liquidità: come cambiano le regole anti-crisi
Tempi stringenti per i bilanci, poteri sostitutivi pronti a scattare e una corsia preferenziale di liquidità per pagare rapidamente i creditori. Prende forma così il restyling della disciplina sul dissesto finanziario degli enti locali, inserito nel decreto legge su Pubblica amministrazione, enti territoriali, protezione civile e politiche del mare approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento interviene su diversi snodi del Testo unico degli enti locali, a partire dall’articolo 259 del Tuel, che disciplina l’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato. Il consiglio comunale o provinciale dovrà trasmetterlo al ministero dell’Interno entro tre mesi dalla nomina dell’Organo straordinario di liquidazione (Osl). L’orizzonte temporale sarà triennale, con la prima annualità riferita all’anno in cui è stato deliberato il dissesto. A presidiare il rispetto della tempistica arriva il prefetto: in caso di inerzia, assegnerà un termine perentorio non superiore a 45 giorni, decorso il quale scatterà lo scioglimento dell’organo consiliare. L’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato dovrà inoltre essere approvata contestualmente al rendiconto dell’ultimo esercizio chiuso prima della dichiarazione di dissesto. La disciplina si estende anche agli enti locali delle Regioni a statuto speciale privi di competenza esclusiva in materia di finanza locale.
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Il video
https://www.youtube.com/watch?v=mIppSxMLpXw
Il podcast
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