Le Regioni frenano la rottamazione: stop aiuti a chi aderisce. Governatori, accordo taglia debito con il Mef. Una Riscossione da riscrivere. Rate fiscali, pagare tutto premia. Spese di viaggio, riscossione delle entrate e agenti contabili: le massime della Corte dei conti. Giudicato Tari esteso alla Tarsu.
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Le Regioni frenano la rottamazione: stop aiuti a chi aderisce
Sotto la cenere della manovra cova nella maggioranza il fuoco della rottamazione. Che la Lega spinge da mesi come bandiera identitaria, mentre il ministero dell’Economia prova a limitarla il più possibile per evitare ricadute troppo pesanti sui conti pubblici. Sul punto, ancora al centro dei negoziati in vista di una decisione destinata a prendere forma nei prossimi giorni, piomba ora l’intesa raggiunta ieri fra Governo, Regioni ed enti locali sulla relazione prodotta qualche settimana fa dalla commissione tecnica per la gestione del magazzino dell’ex Equitalia. Il testo aveva già acceso il dibattito intorno alla proposta di ampliare l’accesso dell’agente della riscossione ai dati dei conti correnti, respinta seccamente dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti («Non credo ci siano le condizioni per fare una roba del genere», aveva detto). Ma la discussione su come aumentare l’efficacia della riscossione sembra solo all’inizio. Le Regioni, in particolare, hanno condito l’intesa con una ricchissima serie di osservazioni e suggerimenti, che rilanciano le indicazioni messe sul tavolo dalla commissione tecnica ed entrano a piedi pari nel cantiere della rottamazione cinque.
Governatori, accordo taglia debito con il Mef
La genesi del problema è nelle somme enormi prestate da ministero dell’Economia e Cdp alle Regioni, soprattutto fra 2008 e 2013, per pagare la montagna dei debiti ai fornitori che all’epoca era smisurata. Si tratta di circa 50 miliardi, oggi ridotti a 31,39 per le rate rimborsate fin qui. Perché le amministrazioni in disavanzo sono obbligate ad accantonare una somma e destinarla l’anno dopo alla riduzione del deficit, mentre le altre possono girarla a investimenti. Di qui le speranze dei presidenti, che in base all’intesa dovrebbero tradursi in almeno 1,172 miliardi di investimenti in più fra 2026 e 2029 (500 milioni nel Lazio). A questa base, che incide sui saldi di finanza pubblica e va coperta, si dovrebbero aggiungere però le quote di avanzo liberabili caso per caso.
Una Riscossione da riscrivere
U na riscossione da riscrivere per le regioni, più soft il giudizio dei comuni. Dalla parternership pubblico privato per la gestione dei crediti di modesto importo, dal discarico accelerato dei microcrediti all’ultima parola che comunque dovrà spettare agli enti locali. Il tutto però che debba considerare che la cancellazione di un terzo del magazzino delle cartelle non risolve il problema ma impone una necessita di investimento sulla riscossione coattiva. Sono queste alcune delle osservazioni formulate dall’Associazione nazionale comuni (Anci) e conferenza delle regioni e delle province nel dare parere favorevole ieri in conferenza unificata alla relazione della commissione per l’analisi del magazzino in carico all’Agenzia delle entrateriscossione.
Rate fiscali, pagare tutto premia
G razie alla pace fiscale scatta lo stop alla condanna per dichiarazione fraudolenta con l’uso di fatture false per operazioni inesistenti. E ciò perché gli amministratori della srl hanno pagato fino all’ultima rata quanto pattuito col fisco. Pesano da una parte la riforma penale Cartabia e dall’altra quella tributaria: il decreto legislativo 10/10/2022 n. 150, infatti, ha modificato l’articolo 131-bis Cp stabilendo che ai fini della non punibilità per particolare tenuità il giudice deve considerare la condotta susseguente al reato; il decreto legislativo 14/06/2024, n. 87, poi, indica proprio come elemento da valutare sul punto adempimento integrale dell’obbligo di pagamento del piano rateale concordato con l’amministrazione finanziaria. E il fatto che il contribuente abbia ottemperato deve essere valutato nell’ambito dell’apprezzamento sull’entità del danno. Così la Corte di cassazione penale, sez. terza, nella sentenza n. 32525 del 01/10/2025.
Spese di viaggio, riscossione delle entrate e agenti contabili: le massime della Corte dei conti
Rendere la riscossione più efficiente è un tema di valore pubblico poiché solo la piena effettività delle entrate rende possibile la realizzazione delle politiche pubbliche locali. Risulta, infatti, di immediata evidenza come a minori entrate effettive corrispondano minori servizi sia in termini quantitativi che qualitativi. In molti casi, negli enti con maggiori difficoltà, non può essere nemmeno garantita l’erogazione dei servizi afferenti alle funzioni fondamentali non consentendo nel tempo la continuità amministrativa e costringendo gli amministratori a dichiarare il default (dissesto finanziario) o ad accedere a piani di risanamento forzati nell’ambito dei quali la leva fiscale viene elevata al massimo possibile, pur in assenza di miglioramenti tangibili nell’erogazione dei servizi. Sezione regionale di controllo dell’Emilia-Romagna – Deliberazione n. 116/2025
Giudicato Tari esteso alla Tarsu
Il giudicato esterno produce effetti anche per una causa relativa a un tributo diverso amministrato dallo stesso comune. In presenza delle medesime parti, il principio contenuto nella sentenza divenuta definitiva per la Tari, favorevole all’ente locale, può essere richiamato e applicato dal giudice anche per la Tarsu. Nonostante si tratti di tributi diversi, si è in presenza di uno stesso rapporto giuridico e di analoghe disposizioni, in continuità con la disciplina previgente. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza 25737 del 21 settembre 2025
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Il video
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Il podcast
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