Stampa & Tributi del 03 Marzo 2026

Rottamazione locale a rischio Senza Ader operazione per pochi (mini-enti e grandi città). Pagamenti PA, rete fisica in espansione. Le previsioni di entrata devono essere attendibili e sostenute da analisi accurate e/o parametri oggettivi. Prova piena della notifica. Serve fornire la dimostrazione di ogni passaggio. Prova piena della notifica. Serve fornire la dimostrazione di ogni passaggio. No alla doppia esenzione Imu per le case coniugali contigue.

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Rottamazione locale a rischio Senza Ader operazione per pochi (mini-enti e grandi città)

D a un lato le strettoie della Manovra che escludono l’estensione della definizione agevolata delle entrate locali alle cartelle affidate ad Ader, dall’altro le difficoltà pratiche di un’operazione che senza un ruolo attivo da parte di Agenzia delle entrate Riscossione rischia di non decollare. Con la prospettiva che possa essere appannaggio o di comuni molto piccoli (che devono lavorare un numero esiguo di cartelle ma spesso con un numero di dipendenti altrettanto esiguo) o dei grandi comuni che possono sobbarcarsi i costi (informatici e di personale) di un’operazione molto onerosa e complessa. Per uscire da questo cortocircuito, Finanze, Viminale, Agenzia delle entrate e Anci hanno avviato un tavolo di lavoro che ormai si sta riunendo con cadenza bisettimanale. Obiettivo: trovare una soluzione a un problema che oltre che tecnico sta diventando politico, viste le pressioni di molte amministrazioni, soprattutto a guida centrodestra, per uscire dall’impasse e coinvolgere Ader nell’operazione. Il tavolo di lavoro tra Mef, Finanze e Rgs sta mettendo a punto una prima bozza di testo che dovrebbe vedere la luce entro fine mese. Il decreto dovrà stabilire la percentuale di riscossione minima (al momento non ancora definita) al di sotto della quale il passaggio ad Amco sarà obbligatorio per gli enti. E tra i nodi più delicati da sciogliere ci sarà il tema degli affidamenti.

Pagamenti PA, rete fisica in espansione

Per quanto riguarda gli enti locali oggi le somme di spettanza comunale sono riversate subito. Il nuovo sistema dovrà garantire la stessa tempestività, anche per entrate cruciali come l’Imu. Per questo l’implementazione sarà graduale fino al 2028, così da consentire l’adeguamento tecnico e la corretta gestione dei flussi informativi e finanziari.

Le previsioni di entrata devono essere attendibili e sostenute da analisi accurate e/o parametri oggettivi

Le previsioni di entrata devono essere attendibili e, quindi, devono essere sostenute da accurate analisi degli andamenti storici o, in mancanza, da altri obiettivi parametri di riferimento (articolo 162, comma 5, del Tuel), nonché dalle legittime aspettative di acquisizione e utilizzo delle risorse: è quanto evidenziato dalla Corte dei conti della Basilicata, nella delibera n. 11/2026/PRSE. Infatti, in ossequio al principio di attendibilità del bilancio, un’informazione contabile è attendibile se è scevra da errori e distorsioni notevoli e se, su di essa, si può fare affidamento (Cdc Calabria, deliberazioni nn. 36/2023/PRSP, 6/2022/PRSP, 111/2021/PRSP). Dunque, è opportuno che la previsione di competenza degli importi stanziati e il relativo inserimento nel conto del bilancio avvenga con prudenza, considerando le possibili difficoltà di accertamento e, soprattutto, di riscossione cui l’ente può andare incontro (Cdc Basilicata, delibera n. 4/2024/PRSP).

Prova piena della notifica. Serve fornire la dimostrazione di ogni passaggio

L a giurisprudenza di legittimità rafforza il principio della prova rigorosa della conoscenza legale degli atti da parte del contribuente, con esibizione in giudizio, da parte del fisco, della prova del corretto iter notificatorio, tra cui quella dell’esistenza del Cad (Comunicazione di avvenuto deposito) in caso di temporanea assenza. Questo si evince dalle ordinanze n. 2644 del 6 febbraio 2026 e n. 3474 del 17 febbraio 2026, le quali ribadiscono che la regolarità della notifica non può fondarsi su presunzioni documentali incomplete. Infatti, secondo il massimo giudice, serve una prova piena della comunicazione informativa; altrimenti l’atto è illegittimo, valorizzando così la dimensione costituzionale del diritto di difesa.

No alla doppia esenzione Imu per le case coniugali contigue

Non spetta l’esenzione Imu per l’abitazione principale in caso di unità immobiliare di proprietà di uno dei coniugi contigua ad altra unità di proprietà dell’altro coniuge. L’agevolazione spetta solo a una sola casa di abitazione e non si estende all’altra, anche se utilizzata di fatto come un’unica dimora abituale. Tanto, a meno che non si provi la frattura del vincolo coniugale o la sussistenza di altre esigenze. Con l’ordinanza 4498 depositata ieri la Cassazione affronta una situazione piuttosto diffusa nella pratica: due case di abitazione contigue, una intestata al marito e l’altra intestata alla moglie. Sulla prima era stato riconosciuto l’esonero Imu per abitazione principale. La moglie, in opposizione all’accertamento del comune, aveva eccepito la spettanza dell’esenzione anche per l’unità di sua pertinenza. La giurisprudenza di legittimità, prendendo le mosse dalla Corte Costituzionale (209/2022), ha affermato che l’esonero compete a ciascun componente del nucleo familiare, non rilevando il fatto che i coniugi dimorino o meno insieme. A tale scopo, occorre, tuttavia, che ciascun coniuge dimori abitualmente nella casa, oltre che risiedervi anagraficamente. Il comune replicava che nella disciplina Imu l’esenzione compete per una sola unità immobiliare: le parti avrebbero dovuto procedere alla fusione dei due appartamenti, anche ai soli fini catastali. La Corte ha accolto le argomentazioni del comune, osservando che si è in presenza di due immobili adibiti a una unica abitazione principale e non di due abitazioni principali.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=cz-PH8LJbPI

Il podcast

https://lnkd.in/dVUmTj9vi