Stampa & Tributi del 03 Luglio 2026

Sogei apre all’accesso automatico all’Anpr, addio richieste multiple di documenti ai cittadini. Rottamazione 5, nuove rate. Sanzioni, onere al contribuente. Tassa rifiuti, il termine per chiedere il rimborso non parte dal pagamento. Il Cup ha natura tributaria. Termine di decadenza del Cup dopo le Sezioni Unite.

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Sogei apre all’accesso automatico all’Anpr, addio richieste multiple di documenti ai cittadini.

Una piccola grande svolta che segna l’attuazione del principio europeo «once only». Stop alle richieste ripetute di dati a cittadini e imprese. Tutte le pubbliche amministrazioni e i gestori di servizi pubblici per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali possono accedere automaticamente, per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali, ai dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). Il risultato è frutto della collaborazione tra il ministero dell’Interno (titolare dell’Anpr), il dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, e Sogei, che assicura il supporto tecnico-operativo e garantisce manutenzione, evoluzione e conduzione della piattaforma Anpr. L’accesso automatico ai dati Anpr consente di consultare direttamente i dati anagrafici aggiornati dall’Anagrafe nazionale, alimentata dai Comuni.

Rottamazione 5, nuove rate.

Via libera alla rideterminazione dell’ammontare dei piani della rottamazione 5 attraverso il servizio ContiTu dell’Agenzia delle entrate-Riscossione in vista del primo pagamento della definizione agevolata previsto per il prossimo 31 luglio 2026. Lo strumento, già attivo per la rottamazione quinquies e utilizzabile anche per la quater e la riammissione alla quater, consente di escludere dai piani della definizione agevolata una o più cartelle/avvisi per i quali non si intende effettuare il pagamento, di fatto abbandonandoli alla riscossione ordinaria e proseguendo invece i versamenti sugli altri.

Sanzioni, onere al contribuente.

Spetta al contribuente dimostrare quale sia l’incertezza oggettiva che lo ha indotto a commettere la violazione in materia di imposta municipale (Imu). L’incertezza deve essere inevitabile. Solo il giudice può valutare se sussistono i presupposti di legge e le condizioni per l’annullamento delle sanzioni. Lo ha affermato la Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza 14919/2026.

Tassa rifiuti, il termine per chiedere il rimborso non parte dal pagamento.

Il termine di cinque anni per la richiesta di rimborso dei tributi comunali decorre dalla data di accertamento del diritto, con sentenza passata in giudicato, e non dalla data del pagamento. Lo conferma l’ordinanza n. 20433/2026 della Cassazione, che è stata originata da una controversia sulla tassa rifiuti ma ha stabilito un criterio interpretativo applicabile alla generalità delle tasse locali. Nel caso di specie, il contribuente aveva contestato la debenza della tassa rifiuti con riferimento a talune aree (asseritamente produttive di rifiuti speciali), promuovendo un contenzioso. Nelle more del procedimento, verosimilmente, la parte aveva continuato a pagare la tassa. Una volta passata in giudicato la sentenza che ha accertato l’inapplicabilità del prelievo, il contribuente ha presentato istanza di rimborso. Il Comune ha rigettato la domanda, nel presupposto che fosse scaduto il termine decadenziale di legge, oggi pari a cinque anni. La Corte ha tuttavia accolto le ragioni della parte privata, rilevando che – ai sensi dell’articolo 1, comma 164 della legge 296/2006 – il termine per la richiesta di rimborso decorre dalla data del pagamento ovvero dal giorno in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione. Per questo motivo, il giudice di vertice ha sancito la sussistenza del diritto al rimborso, non essendo ancora decorso il predetto termine decadenziale.

Il Cup ha natura tributaria.

a recente pronuncia, a Sezioni unite, della Corte di cassazione n. 12225/26 sulla natura giuridica del Canone unico patrimoniale di cui ai commi da 816 a 847 della legge n. 160/2019 ripropone, a termini invertiti, un tema già affrontato nel 2008 con la Sentenza n. 64 della Corte costituzionale sulla normativa Cosap all’epoca vigente.

Termine di decadenza del Cup dopo le Sezioni Unite.

La sentenza n. 12225 del 1/5/2026 delle Sezioni unite della Corte di cassazione ha messo un punto fermo: il Canone Unico Patrimoniale è “in ogni caso” un tributo. Una qualificazione che non ha solo effetti teorici, ma ridisegna in profondità tempi e modalità di accertamento, imponendo agli enti locali una vera corsa contro il calendario. La conseguenza più immediata riguarda il termine di decadenza. In quanto tributo locale, il Cup è soggetto al regime generale dettato dal comma 161 della legge n. 296/2006, che fissa al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento avrebbero dovuto essere effettuati il limite ultimo per notificare gli avvisi di accertamento. Oltre quella data, la pretesa impositiva si estingue per sempre. Per l’annualità 2021, il focus si concentra in particolare sulla disciplina speciale del comma 831 della legge 160/2019, che regola il canone dovuto per le occupazioni permanenti con cavi e condutture destinate ai servizi di pubblica utilità, il cui termine per il versamento e per l’invio delle autodichiarazioni è fissato al 30 aprile di ciascun anno. Da qui discende che gli avvisi di accertamento dovranno essere notificati entro e non oltre il 31 dicembre 2026, dopodiché ogni margine di recupero sarà irrimediabilmente precluso.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=Gz74Slxe9L4

Il podcast

https://lnkd.in/dVUmTj9vi