Rottamazione 5, senza un ridimensionamento misura a rischio. Debiti dei Comuni in default, dal Tribunale di Roma decreto ingiuntivo a Palazzo Chigi. Proroghe della riscossione, limiti stringenti tra diritto amministrativo e tributario. Tari, rischio rimborsi per i comuni. Autovelox non registrati, stop dal 1° dicembre.
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Rottamazione 5, senza un ridimensionamento misura a rischio
Rottamazione 5, si lavora al perimetro di accesso, alla durata del pagamento delle rate e agli importi di ingresso per una sanatoria ridimensionata. I conti per l’intervento sulle cartelle si dovranno fare di fronte alle risorse e così come per altre misure si sta facendo una operazione con il bilancino anche la rottamazione potrà uscire rivista da quanto previsto nel progetto di legge, padre Alberto Gusmeroli, incardinato in commissione finanze del Senato. A spiegarlo è Massimo Garavaglia, presidente della commissione finanze del Senato e relatore proprio del disegno di legge nonché fautore dell’indagine conoscitiva sul magazzino fiscale che della rottamazione è diventata operazione complementare. «L’unico dato certo è che si fa. Ovviamente non oggi.
Debiti dei Comuni in default, dal Tribunale di Roma decreto ingiuntivo a Palazzo Chigi
Il Tribunale di Roma ha emesso un decreto ingiuntivo, munito di provvisoria esecutività, nei confronti della Presidenza del Consiglio, per imporre di saldare ai creditori tutto il debito residuo a carico di enti locali dissestati e quindi inadempiente; l’obbligo non riguarda solo i Comuni, ma anche le loro partecipate, e il quadro potrebbe estendersi alle Regioni che abbiano per esempio fatto cessare i consorzi di bonifica invece di fonderli in uno nuovo, nel tentativo di dribblare così i debiti pregressi riguardanti in qualche caso anche i Tfr dei lavoratori. La pronuncia promette di cambiare profondamente i rapporti tra creditori privati e pubblica amministrazione. E la novità è il prodotto di alcune decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) che, nel primo trimestre di quest’anno, hanno sancito la diretta garanzia dello Stato sui debiti di alcuni enti locali, al lordo delle loro società partecipate e “in house”.
Proroghe della riscossione, limiti stringenti tra diritto amministrativo e tributario.
Il tema delle proroghe nella gestione delle entrate tributarie ed extratributarie degli enti locali merita una particolare attenzione. Sempre più spesso, infatti, i Comuni si trovano nella necessità di assicurare continuità al servizio di riscossione, specie laddove i contratti con i concessionari siano giunti a scadenza e la nuova gara non sia stata ancora definita. In questi casi, la tentazione di ricorrere a proroghe tecniche “automatiche” o a determinazioni dirigenziali isolate è forte, ma espone gli enti a rischi giuridici rilevanti. È principio consolidato che gli atti emessi dai concessionari della riscossione non possano fondarsi su proroghe disposte oltre i termini di legge o in assenza di una delibera dell’organo competente (Consiglio o giunta comunale). La legittimità dell’azione del concessionario, infatti, dipende dalla corretta esistenza e validità del titolo contrattuale, che non può essere surrogato da mere determinazioni dirigenziali prive del necessario supporto politico-amministrativo o adottate al di fuori dei presupposti normativi richiesti.
Tari, rischio rimborsi per i comuni
R ischio rimborsi Tari a carico dei comuni. Se entrasse in vigore la proposta di legge della Lega (AC 1989) che esclude dal pagamento della tassa rifiuti (sia con riferimento alla quota fissa che alla quota variabile) le superfici dove si svolgono lavorazioni industriali, i municipi si troverebbero a dover fronteggiare richieste di rimborso anche per quote Tari versate in anni precedenti, con il rischio di creare nuove sofferenze nei bilanci degli enti. Questo perché la proposta di legge si configurerebbe come un’esenzione totale con effetto retroattivo. E’ quanto ha osservato Alessandro Canelli, sindaco di Novara, presidente Ifel e delegato Anci alla finanza locale, in audizione presso la commissione finanze della Camera.
Autovelox non registrati, stop dal 1° dicembre
Al via l’archivio centralizzato, pubblico e ufficiale degli autovelox presenti in Italia, ma resta irrisolto il nodo dell’omologazione degli apparecchi utilizzati per rilevare i limiti di velocità. Si potrebbe riassumere così la situazione dopo l’avvio ieri della piattaforma telematica, predisposta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) a seguito del decreto direttoriale 305 del 18 agosto 2025, attraverso cui enti locali e forze dell’ordine – già abilitati all’inserimento attraverso le credenziali rilasciate dal Centro elaborazioni dati della Direzione generale motorizzazione – dovranno comunicare tutti i dettagli degli apparecchi di rilevazione della velocità. Ovvero marca, modello, tipo, l’eventuale versione, la matricola e gli estremi del decreto Mit di approvazione o di estensione del dispositivo o sistema. Ogni variazione o modifica successiva rispetto ai dati inseriti dovrà essere immediatamente comunicata, pena l’illegittimità delle rilevazioni e delle conseguenti sanzioni.
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Il video
https://www.youtube.com/watch?v=D7uXbskL214
