Mef e Ader al lavoro sulla rottamazione locale. In fase di predisposizione un’offerta economica per supportare i comuni nella definizione agevolata. Riduzione Imu per i fabbricati inagibili: dichiarazione d’obbligo se l’informazione non è nota al Comune. Nuove limitazioni al ritiro dei carichi affidati ad Ader.
#newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi
**
Mef e Ader al lavoro sulla rottamazione locale. In fase di predisposizione un’offerta economica per supportare i comuni nella definizione agevolata.
L’ Ader si prepara ad aiutare i comuni nella definizione agevolata dei tributi locali. Con un’offerta economica in cambio dell’aiuto che potrebbe essere presentata ai diretti interessati in un incontro prima di Pasqua. Ieri, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, Mef e Agenzia delle entrate Riscossione hanno valutato in una lunga riunione gli aspetti organizzativi e tecnici di questo intervento “ad adiuvandum” nella rottamazione locale, in vista di un prossimo incontro con i comuni, in grande difficoltà nel replicare sul territorio la rottamazione avviata il 20 gennaio a livello statale. E per venire in soccorso degli enti trova conferma lo scenario (anticipato su ItaliaOggi del 7 marzo) di un aiuto non a costo zero, arrivando a riconoscere ad Ader un aggio, sotto forma di prezzo di servizio per il supporto nella rottamazione locale.
Riduzione Imu per i fabbricati inagibili: dichiarazione d’obbligo se l’informazione non è nota al Comune.
La riduzione della base imponibile Imu prevista nel caso di fabbricati inagibili o inabitabili richiede la presentazione della richiesta da parte del contribuente, anche quando il comune è a conoscenza dei presupposti di fatto della riduzione in modo del tutto estemporaneo. La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 5832/2026, ha affrontato il caso di un contribuente che vantava la spettanza della riduzione prevista dall’articolo 13, comma 3, del Dl 201//2011 pur non avendo presentato la dichiarazione prevista dalla norma.
Nuove limitazioni al ritiro dei carichi affidati ad Ader.
Il quadro normativo della riscossione coattiva locale si presenta sempre più incerto, e in perenne attesa di norme che stabilizzino le regole di funzionamento. Con il Dlgs 110/2024 il legislatore ha risolto il problema del magazzino di circa 1.300 miliardi di Ader, introducendo meccanismi che ne impediscano la ricostituzione, attraverso i nuovi istituti del discarico automatico (per decorso di un quinquennio) e di quello anticipato (in qualsiasi momento, se si accerta l’incapienza del debitore). Per il magazzino è stato previsto un percorso di smaltimento, ma il primo appuntamento è saltato. L’articolo 7 del Dlgs 110/2024 prevede l’emanazione di un provvedimento legislativo, sulla base di una relazione presentata da un’apposita commissione, per conseguire il discarico al 31 dicembre 2025 per i carichi affidati ad Ader nel periodo 2000-2010. La relazione è stata presentata, ma del provvedimento legislativo nessuna traccia. Probabilmente a causa dei ritardi di attuazione della disciplina che riguarda il nuovo soggetto AMCO, previsto dalla legge di bilancio 2026. Le regole di funzionamento di AMCO sono rimesse ad un decreto che doveva essere emanato entro lo scorso 1° marzo, ma anche questo appuntamento è saltato. La bozza di decreto che è stata fatta circolare, in effetti, dispone oltre il mandato normativo, e probabilmente sarà necessario perfezionare ancora le norme primarie, per dare al decreto una copertura normativa certa. In questo quadro, fin troppo fluido, si inserisce ora il decreto fiscale 38/2026 che interviene anche sul Dlgs 110/2024, il quale all’articolo 3 prevede la possibilità per gli enti creditori di chiedere la riconsegna anticipata dei carichi affidata ad Ader e non ancora riscossi.
**
