Lotta all’evasione, 39 milioni fantasma di premi ai Comuni. Sanzioni, sì al favor rei per le rate scadute prima del 1° settembre 2024. Copie digitali, conformità slegata dagli atti originali. Accertamenti, i costi vanno riconosciuti. Annullamento atti con apposito sgravio. Regime Imu agevolato sui terreni rurali. Rettifiche catastali senza contraddittorio. Riscossione, calcoli di solvibilità ad hoc.
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Lotta all’evasione, 39 milioni fantasma di premi ai Comuni
L’importo dovuto ai singoli Comuni è noto da tempo, e le stime (non ufficiali) dicono che fino all’anno 2023 occorre riversare ai Comune 39 milioni di euro, quindi non proprio spiccioli. È tuttavia evidente che questa lentezza da parte dello Stato crea disaffezione nei Comuni, che preferiscono concentrare le proprie energie lavorative sul recupero dei tributi comunali. Eppure non si può sottacere l’importanza della collaborazione dei Comuni, pur codificata in diverse disposizioni normative, come la procedura prevista dal comma 336 della legge n. 311/2004, le segnalazioni indicate dal comma 58 della legge n. 662/1996, il controllo dei Docfa disciplinato dal comma 34-quinquies del Dl 4/2006. A ciò si aggiunge il nuovo filone del mancato aggiornamento catastale dei soggetti che hanno beneficiato dei bonus fiscali. Le norme ci sono, ma non sempre sono attuate correttamente. In alcune parti d’Italia i «336» (mancati aggiornamenti catastali) non sono neanche tempestivamente lavorati, creando dei danni allo stesso Stato, perché i benefici sono sia erariali (come un riclassamento in A/8 che legittima il recupero dell’Iva), che comunali, perché a seguito della soppressione della rendita presunta, il mancato aggiornamento catastale determina anche una perdita di Imu.
Sanzioni, sì al favor rei per le rate scadute prima del 1° settembre 2024
Sì al favor rei sulle sanzioni tributarie. Lo afferma la Cgt di primo grado di Bergamo nella sentenza 348/1/2025 del 30 giugno scorso (presidente Mietto, relatore Della Vecchia). Una pronuncia che arriva dopo le prese di posizione di segno opposto della Cassazione con le sentenze 1274 e 17113 di quest’anno (si veda Il Sole 24 Ore del 26 giugno scorso) e che dimostra come tra i giudici di merito ci siano sensibilità diverse, da misurare nei gradi di giudizio successivi. Peraltro, la stessa Cassazione, con la precedente sentenza 34909/2024 citata dai giudici bergamaschi, aveva riconosciuto la necessità di «valutare la questione di legittimità costituzionale sollevata dal ricorrente» a proposito del mancato favor rei.
Copie digitali, conformità slegata dagli atti originali
Il legislatore corregge il tiro in tema di attestazione degli atti e documenti digitali nel processo tributario. I difensori dovranno attestare la conformità della copia informatica dei documenti e degli atti depositata nel fascicolo telematico al documento analogico detenuto (in sostanza alle copie possedute), senza la necessità di verifica dell’originale. È l’effetto della modifica apportata al comma 5-bis dell’articolo 25-bis del Dlgs 546/1992 da parte del decreto correttivo (articolo 16, comma 1, lettera a), del Dlgs 81/2025, in vigore dal 13 giugno).
Accertamenti, i costi vanno riconosciuti
In presenza di accertamento induttivo puro condotto dall’erario, il contribuente può eccepire l’incidenza percentuale dei costi relativi, anche se i costi non sono stati specificamente provati. Il giudice di merito deve quindi determinare i costi presuntivamente sulla base delle medie stabilite dall’amministrazione finanziaria tenendo conto della natura dell’attività svolta dal contribuente e, se necessario, può avvalersi di consulente tecnico d’ufficio. Stesso discorso per l’accertamento in caso di accertamento analitico-induttivo. Sono le conclusioni della sezione quinta della Cassazione civile tributaria, che si leggono nell’ordinanza n. 17016/2025 depositata in cancelleria il 25 giugno scorso.
Annullamento atti con apposito sgravio
Non è sufficiente che l’ufficio, avendo constatato l’avvenuto pagamento del carico iscritto a ruolo, depositi in giudizio un provvedimento di sospensione dell’atto impugnato emesso sulla base di quella iscrizione, occorrendo, al fine della cessazione della materia del contendere, l’annullamento dell’atto con apposito sgravio in autotutela. Si tratta di quanto osservato nelle motivazioni della sentenza n. 7884/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Roma (presidente relatore Costantino Ferrara) e depositata il 10 giugno.
Regime Imu agevolato sui terreni rurali
Il carattere rurale di terreni e fabbricati permette l’applicazione del regime agevolato Imu da riconoscersi su quei beni in quanto impiegati direttamente nell’attività agricola dell’imprenditore cosiddetto “Iap”. Si tratta delle conclusioni rassegnate dalla Cgt di II grado della Lombardia nella sentenza n. 84/2025 depositata il 9 gennaio scorso.
Rettifiche catastali senza contraddittorio
Gli atti di rettifica della rendita catastale, non recando in sé una pretesa impositiva, non abbisognano dell’instaurazione obbligatoria di un contraddittorio preventivo con il contribuente. È il canone di cui alla sentenza n. 8660/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Roma (presidente Sabrina Lorenzo relatore Rosanna de Nictolis) e depositata il 23 giugno.
Riscossione, calcoli di solvibilità ad hoc
Il fondato pericolo per la riscossione che giustifica l’emissione di un atto impositivo senza un previo contraddittorio non può fondarsi su conteggi effettuati dall’ufficio che rilevi un indice di indebitamento che vada oltre la soglia di attenzione in conseguenza della maggior pretesa azionata, la quale non può costituire parametro che influisca su quelle verifiche di solvibilità del contribuente. È il canone applicato nella sentenza n. 1097/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Milano e depositata il 5 marzo.
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Il video
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Il podcast
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